ilva arcelor mittal

ARCELOR NON HA SCUSE - PER I MAGISTRATI DELLA PROCURA DI TARANTO, LA QUESTIONE DELLO “SCUDO PENALE” È DIVERSA DA COME VIENE RACCONTATA - INTANTO PERCHÉ ESISTE GIÀ. NON SOLO PER L'ARTICOLO 51 DEL CODICE PENALE (“L'ESERCIZIO DI UN DIRITTO O L'ADEMPIMENTO DI UN DOVERE IMPOSTO DA UNA NORMA GIURIDICA O DA UN ORDINE LEGITTIMO DELLA PUBBLICA AUTORITÀ, ESCLUDE LA PUNIBILITÀ”), MA PERCHÉ NE ESISTE UNO APPOSITO PER TARANTO, PREVISTO DAL DECRETO SALVA-ILVA DEL 2015…

Francesco Grignetti per “la Stampa”

 

arcelor mittal

I magistrati di Taranto sono il convitato di pietra di ogni tavolo tecnico e politico sull' ex Ilva. Buona parte della lettera con cui ArcelorMittal ha sbattuto la porta, riguarda aspetti giudiziari. Dallo «scudo penale» che un momento c'è e subito dopo no, all' ordine di spegnimento da parte del tribunale dell' altoforno 2 se i lavori di adeguamento non saranno terminati entro il 13 dicembre (e già si sa che è impossibile), al conseguente spegnimento degli altiforni 1 e 4 perché «ragionevolmente andrebbero estese le stesse prescrizioni», fino al parziale sequestro del molo 4 per lo scarico di materiali grezzi. È comprensibile, allora, che il premier Giuseppe Conte abbia voluto parlare direttamente e riservatamente con i magistrati tarantini.

 

arcelor mittal

L' incontro con il procuratore capo Carlo Maria Capristo e l'aggiunto Maurizio Carbone si è tenuto in prefettura, a Taranto, l' 8 novembre scorso. È emerso subito che la questione dello «scudo penale» è molto diversa da come viene raccontata. Intanto perché esiste già. Non solo per via dell' articolo 51 del codice penale («L' esercizio di un diritto o l' adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità, esclude la punibilità»), ma perché ne funziona uno apposito per Taranto, previsto dal decreto Salva-Ilva del 2015.

 

La formulazione di quello scudo, come è stato spiegato al presidente del Consiglio, è esplicita. «Le condotte poste in essere in attuazione del Piano di cui al periodo precedente - recita - non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del Commissario Straordinario, dell' affittuario o acquirente e dei soggetti da questi funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell' incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro».

magistrati

 

Secondo la procura, pur scontando una forte delusione perché gli anni passano veloci e la bonifica ambientale invece marcia lentissima, questa formulazione era accettabile e rispetta la Costituzione. In quel decreto era altresì previsto che questo scudo sarebbe decaduto nel settembre del 2019, ma perché a quella data era previsto che si sarebbero conclusi i lavori all' altoforno. Tra l' altro, siccome i lavori sono onere e responsabilità dei tre commissari straordinari (nominati dal governo, pagano i lavori con fondi confiscati dalla procura di Milano ai vecchi proprietari, i Riva) e non di ArcelorMittal, il problema ai privati dovrebbe interessare ben poco.

 

giuseppe conte tg1

E allora che cosa succederà? Facile: i commissari hanno già fatto sapere che presenteranno un' istanza al tribunale per avere più tempo. Qualcuno parla di un mese. ArcelorMittal nella sua lettera accenna a comunicazioni dei commissari che avrebbero bisogno di un anno. La procura a quel punto dovrà dare un parere. Poi si andrà davanti al giudice e, se del caso, davanti al Riesame.

 

Tutto lascia pensare che la scadenza del 13 dicembre sarà spostata in avanti. E anche il vecchio scudo penale previsto dal Salva-Ilva per i commissari straordinari continuerà a funzionare. Addirittura, come la procura di Taranto ha segnalato al Parlamento con un suo parere, la formulazione del vecchio scudo è più estensiva di come sarebbe stata con il nuovo. Quello che poi è stato cancellato a furor di parlamentari pugliesi.

 

GIUSEPPE CONTE

Smontata la presunta spada di Damocle giudiziaria, restano sul tavolo i motivi economici della rescissione. Ovvero la congiuntura sfavorevole dell' acciaio. Ed è più chiaro perché Conte nell' intervista al Fatto quotidiano dica del fatidico scudo penale: «Anche solo continuare a parlarne ci indebolisce nella battaglia legale, alimenta inutili polemiche e ributta la palla dal campo di Mittal a quella del governo».

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)