salvini juncker

ARRIVA LA SPALLATA - OGGI IL VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE UE ALL'ITER PER LA PROCEDURA DI DEBITO ECCESSIVO CONTRO L’ITALIA - AI PIANI ALTI DI BRUXELLES TEMONO LE RIPERCUSSIONI POLITICHE: “IN CASO DI CRISI DI GOVERNO, LEGA E M5S DARANNO LA COLPA A NOI” - DUE PESI E DUE MISURE: ALLA FINE DEL 2016 LA COMMISSIONE CHIUSE UN OCCHIO PER NON OSTACOLARE MATTEO RENZI IN VISTA DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE…

Marco Bresolin per “la Stampa”

 

jean claude juncker 5

E se la procedura sul debito finisse per dare la spallata definitiva al sempre più traballante governo italiano? Ai piani alti delle istituzioni europee c' è la consapevolezza che si tratta di uno scenario "altamente probabile", come rivela una fonte vicina a un commissario di peso. "Anche se - aggiunge - non è certo questo l' obiettivo della Commissione. Diciamo che potrebbe trattarsi di un effetto collaterale". Per questo nelle discussioni informali delle ultime ore sta crescendo un timore.

 

"In caso di crisi di governo - prosegue la fonte - i partiti di maggioranza finirebbero per puntare il dito contro Bruxelles. E noi non vogliamo assolutamente passare per i responsabili di una crisi che di fatto è già in atto, indipendentemente dalle nostre mosse".

La questione finirà questa mattina sul tavolo del collegio dei commissari. I 28 componenti dell' esecutivo Juncker dovranno dare il via libera al rapporto sul debito che giustificherà la procedura. Non ci dovrebbero essere sorprese, ma nel fare questo passo saranno prese in considerazioni le possibili ripercussioni politiche di tale decisione.

 

jean claude juncker giuseppe conte 3

IL DILEMMA-ITALIA

Attorno al tavolo ci sono diverse scuole di pensiero. "Tra i commissari - racconta un' altra fonte Ue - c'è chi vede il rischio di finire sul banco degli imputati, con l' accusa di aver tramato per far cadere il governo". Temono che questo possa fare il gioco dei sovranisti e in particolare di Matteo Salvini, che userebbe questa vicenda per attaccare ancora di più l' Ue. Per questo Bruxelles ribadirà la sua apertura al "dialogo" con Roma, per dimostrare di non avere pregiudizi. Anche se non sarà facile per Lega e M5S trovare un' intesa sui tagli da mettere sul piatto per evitare la procedura.

 

conte tria moavero 1

La maggioranza dei commissari, comunque, è estremamente determinata ad andare avanti. Per una duplice ragione. La prima è che per troppo tempo l' Italia ha ignorato le regole, ottenendo un trattamento di favore rispetto agli altri Stati (in un certo senso l'attuale governo pagherà anche per chi lo ha preceduto). La seconda è che un atteggiamento troppo timido, giustificato dall' esigenza di non alimentare l' euroscetticismo, non paga.

 

I PRECEDENTI

letta gentiloni renzi

Alla fine del 2016 la Commissione chiuse un occhio per non ostacolare Matteo Renzi in vista del referendum costituzionale. Ma l' allora premier rimediò una sonora sconfitta. Un anno dopo si ripetè lo stesso copione con il governo Gentiloni, alla vigilia delle Politiche. Anche in quel caso, però, le forze pro-Ue uscirono con le ossa rotte dal voto. E lo stesso ragionamento viene fatto in riferimento alle vicende più recenti: la Commissione ha evitato di affondare il colpo sui conti pubblici italiani durante la campagna elettorale per le Europee, tenendo nel cassetto la lettera sul debito.

 

Ma il 34% di Matteo Salvini, "nemico giurato di Bruxelles", è lì a dimostrare che la linea morbida non ha mai portato i risultati sperati. "Allora - confida un alto funzionario - tanto vale applicare le regole alla lettera. Poi saranno gli altri governi a prendersi eventualmente la responsabilità di graziare l' Italia, oppure a confermare la procedura, con tutto ciò che comporterà questa decisione".

NAPOLITANO GENTILONI RENZI

 

Ufficialmente, la linea che la Commissione difenderà pubblicamente sarà la seguente: "Una crisi di governo non dipenderà da noi, ma soltanto dall' Italia". A sostegno di questa tesi viene portato come esempio il discorso di lunedì sera di Giuseppe Conte. Agli occhi di Bruxelles, le parole del premier dimostrano che una crisi è già in atto a prescindere dall' avvio formale della procedura. È questo, sostanzialmente, lo "scudo" che verrà utilizzato per respingere le accuse, in caso di bisogno. Chissà se basterà.

Ultimi Dagoreport

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...