mario draghi joe biden vladimir putin giuseppe conte

ATLANTISMO SENZA LIMITISMO – “MARIOPIO” NON VUOLE MOSTRARSI CONDIZIONATO DALLO PSICODRAMMA A CINQUE STELLE: “SE MANCASSE UNA MAGGIORANZA SULLA POLITICA ESTERA NON CI SAREBBE PIÙ IL GOVERNO” – DOMANI ALLE CAMERE IL PREMIER VUOLE SPAZZARE VIA OGNI DUBBIO SULLA LINEA ITALIANA. SOSTEGNO PIENO ALL’UCRAINA E INTRODUZIONE DEL TETTO AL PREZZO DEL GAS: I TEMI AL CENTRO DEL DISCORSO – SPOILER: ALLA FINE I GRILLINI SI ALLINEERANNO SULLA MOZIONE DI MAGGIORANZA…

Alessandro Barbera per “La Stampa

 

L INCONTRO TRA JOE BIDEN E MARIO DRAGHI VISTO DA CARLI

La fonte anonima impegnata nella trattativa sul testo della risoluzione di maggioranza lo dice esplicitamente: «I problemi interni ai partiti non possono condizionare le scelte di politica estera del governo».

 

Da giovedì Mario Draghi è impegnato in tre appuntamenti chiave dall'inizio guerra in Ucraina: il Consiglio europeo a Bruxelles, il vertice dei sette grandi in Baviera, quello della Nato a Madrid.

 

Nelle intenzioni del premier il discorso di martedì alle Camere e il voto che lo accompagnerà dovranno spazzare via ogni dubbio sulla linea italiana, e non solo rispetto al conflitto. Il discorso è ormai pronto. Ciò che non c'è ancora è l'accordo sul testo che motiverà il sì di deputati e senatori.

 

Oggi pomeriggio, per la terza volta in pochi giorni, il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola incontrerà i capigruppo dei partiti per discuterne. Resta da scrivere il punto più delicato della mozione, quello relativo al sostegno italiano allo sforzo bellico di Kiev.

 

draghi conte

Secondo quanto riferiscono fonti concordanti della maggioranza, i Cinque Stelle avrebbero rinunciato ad un passaggio esplicito contro l'invio di nuove armi, ma insistono perché si parli del «ruolo del Parlamento» laddove si dovessero rendere necessarie nuove forniture.

 

La questione è politicamente delicata, ma è difficile immaginare che l'ala cosiddetta pacifista ottenga ragione: l'invio di armi senza voto è autorizzato fino alla fine di quest' anno dal primo decreto votato a larga maggioranza dopo l'inizio dell'attacco russo. Più probabile si trovi un compromesso che preveda di «tenere informate» le Camere.

di maio conte

 

Un altro passaggio su cui si sono concentrate le richieste Cinque Stelle riguarda la «de-escalation militare». Anche su questo la linea di Palazzo Chigi è però ferma: sì alla richiesta di pace, ma senza lasciare dubbi su chi sia l'aggressore e l'aggredito, e da quale parte debbano arrivare i segnali di tregua.

 

Il discorso che Draghi pronuncerà affronterà tutte le questioni in agenda, e sulla gran parte delle proposte non ci sono veti dei partiti.

 

CONSIGLIO NAZIONALE DEL M5S

La prima: sostegno pieno all'Ucraina e alla sua richiesta di adesione all'Unione europea, che porta con sé il sì dell'Italia all'adesione delle sei repubbliche della ex Yugoslavia, della Moldavia e della Georgia. Draghi darà pieno sostegno alla proposta di riforma dei Trattati, e in particolare al superamento del principio di unanimità nelle decisioni dei Ventisette.

 

Dirà con enfasi che occorre una riforma del patto di stabilità - tema graditissimo a Lega e Cinque Stelle - e a spese straordinarie per affrontare le difficoltà di famiglie e imprese colpite dal caro energia. Fra i Ventisette è quasi certo il no a nuove spese comuni, ma a maggior ragione Draghi difenderà l'ipotesi di stanziare risorse nazionali.

MARIO DRAGHI CAGNOLINO DI JOE BIDEN - LA FOTO DEL MURALE CONDIVISA DA CLAUDIO COMINARDI (M5S)

 

E poi l'introduzione di un tetto al prezzo del gas: il premier spiegherà che la decisione dello Zar di tagliare le forniture di metano a Italia, Germania e Francia conferma la necessità di procedere. Su questo, sui conti pubblici e sulla riforma dei trattati Draghi sa di poter contare sul sì di tutti. Il discorso affronterà anche la diversificazione delle fonti di approvvigionamento dell'energia, lo spostamento a sud dell'asse geopolitico, i rapporti con Israele e la Turchia, la soluzione alla crisi del grano bloccato dai russi in Ucraina.

 

Il bilaterale di Draghi con quel che definì il dittatore di Ankara è previsto cinque giorni dopo il vertice della Nato. La guerra ha ridato a Erdogan il ruolo di cerniera dentro la Nato e fra gli alleati occidentali e la Russia.

 

LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE

L'impressione è che la maggioranza possa trovare un accordo senza rotture traumatiche, ma a Palazzo Chigi sono pronti a qualunque scenario: Draghi non ha alcuna intenzione di mostrarsi condizionato dalle convulsioni dei partiti su questioni così delicate. L'ipotesi di un'intesa ad ogni costo è scartata.

 

E d'altra parte, come spiega una fonte vicina a Draghi sotto la garanzia dell'anonimato, «se mancasse una maggioranza sulla politica estera non ci sarebbe più nemmeno il governo». Al momento lo scenario più probabile è quello di un sofferto allineamento dei Cinque Stelle sulla mozione. Con una conseguenza non banale: una rottura politica insanabile all'interno del Movimento fra i sostenitori di Giuseppe Conte e di Luigi Di Maio, che potrebbe uscirne politicamente sfiduciato. Per l'immagine internazionale del governo non sarebbe comunque una buona notizia

MARIO DRAGHI GIUSEPPE CONTE

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)