matteo salvini piantedosi emmanuel macron migranti ocean viking meloni

AVVISATE LA MELONI (E IL FALCO FAZZOLARI) CHE SE VENGONO RIPROPOSTI I DECRETI SICUREZZA DI SALVINIANA MEMORIA SI RISCHIA DI AVERE, ALLA PROSSIMA CRISI SUI MIGRANTI, UNA ITALIA COMPLETAMENTE ISOLATA A LIVELLO EUROPEO – COME DAGO-RIVELATO MATTARELLA LAVORA PER SPIANARE LE DIVERGENZE FRA ROMA E PARIGI. CONVINTO CHE L’APPROCCIO MUSCOLARE NON FUNZIONI E CHE IN UNA GUERRA DIPLOMATICA CON LA FRANCIA SAREBBE L’ITALIA A USCIRE PEGGIO DI TUTTI. DALL’ELISEO CONTINUA LA LINEA DELLA DUREZZA: “NON È PREVISTO AL MOMENTO ALCUN BILATERALE MACRON-MELONI AL G20 DI BALI” - DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/quanto-tempo-occorre-ancora-salvini-affondare-anche-governo-meloni-331725.htm

 

Estratto dell'articolo di Simone Canettieri per "il Foglio"

 

piantedosi salvini meloni

Riecco i decreti sicurezza di salviniana memoria. Giorgia Meloni annuncia in conferenza stampa “nuovi provvedimenti” sull’immigrazione. Non ci sono bozze, né iniziative imminenti. Ma l’orientamento di Palazzo Chigi, di concerto con il Viminale, è quello di introdurre di nuovo la confisca delle navi  e  multe milionarie per le ong. Le due norme vennero cancellate dal governo rossogiallo nell’ottobre 2020. Meloni ha intenzione  di riproporle.  La gestione amministrativa sarà affidata ai prefetti, come in passato. Il ministro Matteo Piantedosi è stato allertato, anche se la macchina dell’ufficio legislativo non è stata ancora accesa. Questa è la prima reazione interna, poi c’è quella esterna: la crisi con Parigi.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

Nel governo ci sono due linee in queste ore. Quella fiammeggiante – spezzeremo le reni alla Francia – è incarnata da Giovanbattista Fazzolari. Ieri mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, braccio ambidestro di Meloni, a margine della conferenza stampa confidava ai giornalisti che “l’importante era dare un segnale forte alla Francia” al di là delle conseguenze. “Fazzo”, l’uomo che sussurra a Giorgia, è un falco a cui stanno sul gozzo i galletti. Nonostante sia figlio di un diplomatico, abbia  frequentato il liceo romano Chateaubriand, vivendo a Metz e Ankara (prima delle elezioni annunciò a questo giornale: “L’Italia non sarà più junior partner della Francia, rifiuterei la Legion d’onore”).

 

GIORGIA MELONI EMMANUEL MACRON MEME

Poi certo c’è la linea della mediazione. Raffaele Fitto, colomba di FdI con penne democristiane, forse anche perché è ministro degli Affari europei con delega al Pnrr “parla di unità e di fiducia reciproca dei partner”, dice che “non c’è alcuna crisi diplomatica, ma che serve una soluzione Ue per regole chiare, come richiesto dal presidente del Consiglio: non è il momento delle accuse”.

 

Fitto si rifà anche alle parole di Sergio Mattarella pronunciate a Maastricht per i trent’anni del Trattato: “Serve solidarietà in Ue”. Il capo dello stato lavora per spianare le divergenze fra Roma e Parigi. Convinto che l’approccio muscolare non funzioni e che in una guerra diplomatica con la Francia sarebbe l’Italia a uscire peggio di tutti. Mattarella è stato accompagnato in questa visita nei Paesi Bassi da Antonio Tajani, titolare della Farnesina e vicepremier. Il numero due di Forza Italia lunedì sarà  a Bruxelles al Consiglio Affari esteri. Tajani ha chiesto di portare il dossier migranti alla riunione che segnerà anche il suo debutto: l’argomento non era in agenda.

sergio mattarella emmanuel macron meeting 'il grido della pace' santegidio 3

 

E’ il momento della diplomazia, ma anche quello di tenere il punto nel merito. E quindi di tirare dritti, come fa capire Meloni in conferenza stampa: “Vanno isolati gli scafisti non l’Italia. Gli accordi europei non funzionano”. 

 

 

(...) Si cercano tuttavia canali per evitare ulteriori strappi e soprattutto ripercussioni sui grandi dossier europei: Pnrr, energia e Patto di stabilità. Dall’Eliseo continua la linea della durezza: “Non è previsto al momento alcun bilaterale Macron-Meloni al G20 di Bali”. L’obiettivo delle rispettive diplomazie sarà farli parlare. Intanto ieri Le Figaro titolava in prima pagina: “Ocean, Viking, Macron cede sotto la pressione”.

sergio mattarella emmanuel macron mario draghi 2OCEAN VIKINGS - MEME BY CARLI emmanuel macron sergio mattarella antonio tajani al meeting 'il grido della pace' santegidio SERGIO MATTARELLA EMMANUEL MACRONsergio mattarella emmanuel macron meeting 'il grido della pace' santegidio 3 matteo salvini giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…