virginia raggi nicola zingaretti

AVVISO AI NAVIGATI: IL GOVERNO PD-M5S HA UN PROBLEMA DI CONSENSO - NICOLA ZINGARETTI È ULTIMO NELLA CLASSIFICA DI GRADIMENTO DEI PRESIDENTI DI REGIONE (I PRIMI TRE POSTI SONO OCCUPATI DA PRESIDENTI DEL CENTRODESTRA). LA RAGGI È PENULTIMA. PEGGIO DI LEI SOLO LEOLUCA ORLANDO. IN VISTA DELLE PROSSIME SCADENZE ELETTORALI, LA NAVIGAZIONE DELLA MAGGIORANZA GIALLOROSSA SI FA SEMPRE PIÙ INSTABILE…

Alessandro Giuli per “Libero quotidiano”

 

virginia raggi nicola zingaretti

La sinistra grillinizzata ha un grosso problema di consenso nelle Regioni e nelle città: da tempo non è più padrona negli enti locali; ma a leggere il sondaggio pubblicato ieri dal Sole 24 Ore si può ben parlare di disastri locali.

 

Per capire l'aria che tira è sufficiente accorgersi che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che sarebbe anche segretario del Pd e quindi primo azionista del governo di Giuseppe Conte, si piazza all'ultimo posto in classifica (diciottesimo) preceduto da altri due colleghi della stessa area politica che hanno guidato due Regioni nelle quali si tornerà a votare a settembre: Michele Emiliano (Puglia) e Luca Ceriscioli (Marche).

 

virginia raggi e nicola zingaretti

Questa è la zona retrocessione, un monocolore rosso sbiadito e perdente. A metà classifica, più o meno stazionari, si piazzano Enrico Rossi (Toscana) e Vincenzo De Luca (Campania), presidenti di altre due Regioni attese dalla urne autunnali: in calo il primo e in leggera crescita il secondo, anche per via della recente sovraesposizione collegata alla pandemia.

 

E a proposito di fenomeni mediatici, il solo governatore dem in salute sembra essere l'emiliano Stefano Bonaccini (quinta posizione), il quale non a caso sta dando segnali d'irrequietezza verso il Pd a trazione zingarettiana. E se poi occorresse un'altra conferma della situazione difficile in cui versa la leadership democratica, la si troverà immediatamente nella seconda classifica stilata dal Sole e che vede emergere al terzo posto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, uno che la segreteria l'ha già messa in discussione e vorrebbe anzi occuparla di persona.

virginia raggi e nicola zingaretti 1

 

Prima di lui, al secondo e primo posto, Cateno De Luca (Messina) e Antonio De Caro (Bari), politici di centrosinistra ma lontanissimi dalle beghe di partito. Disastro M5S Tra le non-notizie degne di un certo rilievo ci sono poi i due fanalini di coda: l'ultimo della classe Leoluca Orlando (Palermo) e la pentastellata Virginia Raggi: sindaci a statuto speciale e ormai al di sotto del bene e del male. Fra disastri amministrativi e delusioni locali, Beppe Grillo può annoverare anche la torinese Chiara Appendino (novantasettesimo posto su 105).

 

raggi zingaretti-2

Con questi presupposti, in vista delle prossime scadenze elettorali, la navigazione della maggioranza giallorossa si fa sempre più instabile e perigliosa. Anche perché il centrodestra cede poco o nulla in termini di consenso. Certo, c'è Attilio Fontana con la sua Lombardia che scivola al tredicesimo posto, perdendo 4,4 punti rispetto al giorno della sua elezione; ma poteva andare assai peggio, considerando la macchina del fango cui viene sottoposto quotidianamente dacché è scoppiata l'emergenza Covid-19.

 

In compenso - e siamo ancora nel campo delle non-notizie di peso - in Veneto c'è Luca Zaia che gode di una popolarità imperiale: medaglia d'oro fra i governatori con un incremento del 20%, seguìto da altri due presidenti leghisti: Massimiliano Fedriga in Friuli e Donatella Tesei in Umbria.

 

E in termini di crescita, subito dopo Zaia, torreggia il ligure Giovanni Toti: ottavo posto, con un +13,6 che lascia molto ben sperare per la vicinissima riconferma. Arriviamo così al punto di caduta più schiettamente politico. Premesso che i sondaggi sono composti da numeri largamente immaginari, l'impressione di fondo è che stia crescendo in forma esponenziale lo scollamento tra l'Italia reale e quella rappresentata in Parlamento. Il divorzio tra consenso e potere si aggrava ulteriormente se consideriamo la questione dal punto di vista delle aree geografiche.

nicola zingaretti virginia raggi

 

C'è un Nord ancora dinamico ma sempre più monolitico nel suo conservatorismo e nella manifesta insofferenza verso i Palazzi romani abitati da una nomenclatura priva di popolarità e di radicamento sociale. E un Centrosud frammentato e contendibile. Se fino a ieri era inevitabile giudicare passeggere ed evanescenti soltanto le esperienze di governo grilline, ora ci si accorge che vanno sgretolandosi anche le ultime rendite signorili e parassitarie dei postcomunisti italiani.

 

LEOLUCA ORLANDO

Le ricadute sul governo, in condizioni di normale dialettica democratica, dovrebbero essere pesanti e celeri. Ma il populismo giallorosso ha dalla sua un discreto vantaggio strategico fondato su due elementi: 1) il perdurare dello stato d'eccezione collegato al timore pandemico, che comprime e deforma gli spazi espressivi del pluralismo; 2) l'assenza di un disegno nazionale alternativo e concorde da parte delle opposizioni di centrodestra, le quali si ritrovano a giocare una battaglia valida ma di retroguardia, di riconquista e di resistenza regionale, provinciale o municipale contro l'oligarchia stanziata a Palazzo Chigi.

nicola zingaretti virginia raggi luca bergamo

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...