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AL BANDO LA PLASTICA! (MA È UNA FINTA) - DA OGGI IN TEORIA SONO VIETATI GLI OGGETTI USA E GETTA COME PIATTI E BICCHIERI DI PLASTICA, POSATE E BACCHETTE, CANNUCCE, ASTE PER PALLONCINI, AGITATORI DA COCKTAIL, BUSTE E PACCHETTI (IN PRATICA L'ESSENZA DELLE NOSTRE FESTE DOMESTICHE) - PER I TRASGRESSORI MULTE DA 2.500 A 25 MILA EURO, MA GLI AMBIENTALISTI CRITICANO LE TROPPE SCAPPATOIE AMMESSE: GIRANO GIÀ PRODOTTI "RIUTILIZZABILI" UN NUMERO LIMITATO DI VOLTE…

Luca Monticelli per "La Stampa"

 

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Scatta lo stop alla plastica monouso. Entra in vigore oggi il decreto legislativo 196, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 30 novembre scorso, che recepisce la Direttiva europea «Sup» (Single Use Plastic) del 2019.

 

Addio agli oggetti usa e getta e agli attrezzi da pesca non biodegradabili e non compostabili. Niente più piatti e bicchieri di plastica, bastoncini per le orecchie, posate e bacchette, cannucce, aste da attaccare a sostegno dei palloncini, agitatori da cocktail, buste e pacchetti.

 

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Messi al bando pure i contenitori per alimenti e liquidi, tazze, coppette da caffè, bicchieri per frullati in polistirene espanso (ovvero il polistirolo, un materiale rigido e leggero).

 

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La stretta non finisce qui e continuerà in futuro. A partire dal 2025, le bottiglie devono contenere almeno il 25% di plastica riciclata e il 30% dal 2030. Il decreto, emanato «con l'intento di promuovere la transizione verso un'economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili», punta a promuovere l'uso di plastica riciclata «idonea al diretto contatto alimentare».

 

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Vengono fissate multe sostanziose per i trasgressori, da 2.500 a 25 mila euro. Ma gli effetti di questa legge non saranno così repentini. Per esercenti e produttori, sarà infatti possibile vendere le scorte esistenti fino a esaurimento.

 

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Inoltre, per promuovere l'uso di prodotti alternativi a quelli vietati, il decreto stabilisce agevolazioni per le aziende che ne fanno uso, sotto forma di credito d'imposta, nel limite massimo di nove milioni di euro per il prossimo triennio.

 

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Sono previste campagne di sensibilizzazione, e gradualmente anche regole per lo smaltimento. Entro un anno, il ministero della Transizione ecologica dovrà indicare con un decreto i criteri ambientali minimi per i servizi di ristorazione, così come i criteri per l'organizzazione di eventi e produzioni cinematografiche e televisive.

 

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Le associazioni ambientaliste criticano però il governo, accusandolo di aver creato deroghe e «trucchi» per aiutare le imprese ad aggirare le restrizioni. Secondo il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, in queste ultime settimane «stanno comparendo prodotti in plastica molto simili a quelli monouso ma "riutilizzabili" per un numero limitato di volte, come indicato nelle confezioni. Un modo, a nostro avviso, per aggirare il bando che porta a un incremento dell'utilizzo di plastica, piuttosto che a una sua diminuzione».

 

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Greenpeace attacca «l'approccio miope che favorisce solo una finta transizione ecologica», perché viene sostituito un materiale con un altro (biodegradabile e compostabile) o promuovendo soluzioni basate sul riutilizzo.

 

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Un'ulteriore violazione, sostiene l'organizzazione ecologista, è l'esclusione dall'ambito di applicazione della direttiva dei prodotti dotati di rivestimento in plastica con un peso inferiore al 10% dell'intero prodotto. Su questa tipologia di articoli i dettami comunitari non hanno fissato alcuna deroga.

 

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Perciò, «c'è il concreto rischio che venga avviato l'iter per una procedura d'infrazione», avverte Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

 

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L'ex ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, promotore del programma Mediterraneo #PlasticFree, si appella al premier Mario Draghi: «Mancano i decreti attuativi e le ordinanze virtuose di molti comuni rischiano di essere annullate dai Tar. Occorre obbligare i ministeri inadempienti ad agire subito e chiedere a tutte le istituzioni, le imprese e i cittadini di seguire le nuove normative. Rinvii e deroghe stanno azzoppando la strategia di Bruxelles. Occorre una forte spinta dal governo».

 

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Un giudizio negativo arriva anche da Assorimap, l'associazione riciclatori e rigeneratori di materie plastiche: «La direttiva è stata snaturata, non c'è alcun incentivo per il riciclo meccanico della plastica, trascurando così un settore che costituisce il cuore dell'economia circolare».

 

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