trump bannon

BANNON È TORNATO, PER VENTILARE LA GUERRA CIVILE POST-ELETTORALE - TRUMP HA RISPOSTO COSÌ A CHI GLI HA CHIESTO SE ACCETTERA' UN PACIFICO PASSAGGIO DEI POTERI: ''ABOLITE LE SCHEDE PER CORRISPONDENZA E TUTTO SARÀ PACIFICO. MA CI SARÀ CONTINUITÀ''. IL COMPLOTTO LO SPIEGA IL SUO (EX?) STRATEGA: ''GRAZIE AL COVID HANNO INVIATO TRA 60 E 80 MILIONI DI SCHEDE DA MANIPOLARE. SE BIDEN NON AVRÀ UN VANTAGGIO SUFFICIENTE PER VINCERE NEL COLLEGIO ELETTORALE, FARANNO SCEGLIERE IL PRESIDENTE A…''

Estratto dall'articolo di Federico Rampini per ''la Repubblica''

 

«La domanda, ingenua o tranello che fosse, gliel’ha fatta un giornalista di Playboy: se perde, lei accetterà il normale e pacifico passaggio dei poteri al suo successore? Donald Trump ha risposto sostanzialmente di no. “Abolite le schede per corrispondenza - ha detto il presidente - e tutto sarà pacifico. Non ci sarà trasferimento dei poteri, francamente, ci sarà continuità”.

donald trump

 

 In altre parole: o vinco io e tutto va bene, oppure denuncio brogli sul voto per posta e non riconosco la vittoria di Joe Biden. Sorpresa? No, perché è da tempo che Trump rielabora questo messaggio. I democratici lo denunciano come un attacco alla democrazia, l’ennesimo da parte di un presidente che trasuda disprezzo per le istituzioni. La destra non si scompone ma garbatamente si dissocia, i maggiorenti del partito repubblicano fanno sapere che non c’è nulla da temere, il passaggio delle consegne si farà, se questo è il verdetto degli elettori, nella consueta normalità.

 

Nel frattempo però c’è un piano B, che passa attraverso la blindatura della Corte suprema. Sabato Trump annuncia la sua candidata per riempire il seggio rimasto vacante dopo la morte della giudice progressista Ruth Bader Ginsburg. La destra finora ha fatto quadrato attorno a lui ed ha i numeri per portare a casa questa nomina prima del voto.

 

ivanka trump bannon

Se lo spoglio delle schede elettorali dal 3 novembre in poi si prolunga oltremodo per i ritardi postali, se è perturbato da miriadi di ricorsi legali contro le schede spedite (prevalentemente democratiche, dicono i sondaggi sulle intenzioni di voto), ad arbitrare la contesa potrebbe essere un tribunale costituzionale con sei giudici repubblicani contro tre democratici. Uno scippo è possibile, dunque. Ma non è inevitabile. La macchina delle elezioni in America è decentrata, il governo federale non la controlla, salvo rarissime eccezioni in passato la correttezza ha improntato i comportamenti degli attori locali.

 

Dare per scontato che questa sia la vigilia di un golpe, in fondo fa il gioco di Trump. In questo simile a Vladimir Putin e Xi Jinping, lui adora screditare e sbeffeggiare le tradizioni liberaldemocratiche. Dalle sue minacce purtroppo si può prevedere questo: se dovesse perdere, una volta lasciata la Casa Bianca lui vorrà esercitare la leadership di un’opposizione tutt’altro che normale»

 

 

Paolo Mastrolilli per ''La Stampa''

 

steve bannon

«“Ci sarà l'equivalente di una guerra civile, che comincerà la sera del 3 novembre, quando si rifiuteranno di dichiarare Trump presidente”. A fare questa previsione apocalittica è Steve Bannon, ex consigliere della Casa Bianca, durante un webinar organizzato dal Metropolitan Republican Club a cui siamo invitati. Il titolo è «I democratici stanno rubando queste elezioni» e l'obiettivo è spiegare ai militanti del Gop la strategia per sgominare il presunto complotto. Il manager della campagna presidenziale nel 2016 parla da Central Park South, una delle vie più costose di Manhattan, dove si è rifugiato dopo l'arresto per frode ad agosto. Ha pagato la cauzione da 5 milioni di dollari, è tornato libero, e questa è la sua prima uscita pubblica:

 

“Il Covid è stato creato dal Partito comunista cinese, e i democratici pensavano che li avrebbe fatti vincere. Durante le primarie però si sono accorti che avevano terrorizzato così tanto i loro elettori, da rischiare la sconfitta. Il 69%, infatti, non vuole andare ai seggi. Allora hanno pensato questo complotto per rubare le elezioni, basato sul voto postale, inviando tra 60 e 80 milioni di schede da manipolare.

 

TRUMP E BIDEN

Lo ha spiegato il Transition Integrity Project, un gruppo di presunti intellettuali bipartisan. Hanno già assunto 800 avvocati guidati da Eric Holder, ministro della Giustizia con Obama, e presentato oltre 200 cause, per cambiare le leggi elettorali ed eliminare i limiti alla conta dei ballot spediti. Se l'8 dicembre Biden non avrà un vantaggio sufficiente per vincere la votazione del 14 dicembre nel Collegio Elettorale, faranno scegliere il presidente a Nancy Pelosi, quando il Congresso si riunirà il 6 gennaio”»

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…