senato soldi

BASTA IL PENSIERO - STOP A REGALONI COSTOSI PER I SENATORI: NEL NUOVO REGOLAMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI PRESIDENZA DI PALAZZO MADAMA VIENE FISSATO UN TETTO MASSIMO DI 250 ERO PER I REGALI. CHI SGARRA VIENE MESSO ALLA GOGNA, CON LA PUBBLICAZIONE DEL NOME SUL SITO ISTITUZIONALE DEL SENATO - BASTA SCENEGGIATE TIPO QUELLA DELLA MORTADELLA: BISOGNERÀ MANTENERE COMPORTAMENTI NON CONTRARI AL BUON COSTUME...

Pasquale Napolitano per “il Giornale

 

protesta contro il decreto ucraina 32

Era il 24 gennaio 2008 quando i senatori Domenico Gramazio e Nino Strano festeggiavano nell'Aula di Palazzo Madama la caduta del governo Prodi mangiando mortadella e stappando una bottiglia di spumante. L'allora presidente del Senato Franco Marini si limitò a un richiamo verbale.

 

Oggi avrebbero rischiato il linciaggio pubblico. Merito del nuovo codice deontologico, approvato dal Consiglio di presidenza di Palazzo Madama. La stretta voluta dal presidente Casellati impone ai senatori di «rispettare nell'espletamento del proprio mandato comportamenti che non siano contrari al buon costume e lesivi del prestigio del Senato».

 

senato voto su conflitto di attribuzione su procedimento penale del senatore renzi

Stop, dunque, a risse e comportamenti esuberanti in Aula. Ma non è l'unica novità. L'altra, forse la più significativa, riguarda i regali ricevuti: i senatori hanno l'obbligo di verificare che il valore dei doni accettati sia conforme alle «consuetudini di cortesia». Ma subito si scatena l'ironia dei senatori. «Come si valuta la conformità alle consuetudini di cortesia»?

 

Si chiedono in molti. La risposta è semplice: si applica la legge voluta da Monti che impone un tetto massimo per i regali pari a 250 euro per gli amministratori. Anche se qualcuno prova a già a fare il furbetto: «La legge Monti vale per gli amministratori locali», confida al Giornale un senatore centrista.

 

mario draghi al senato

Ma gli uffici di Palazzo Madama confermano: «Si applica il valore massimo dei 250 euro anche per i senatori». In pratica, quanto costerebbe una cena per due persone in uno dei migliori ristoranti della Capitale. Cosa rischiano i senatori che infrangono le regole del codice deontologico? La gogna pubblica.

 

Nel capitolo riservato alle sanzioni il codice impone che le violazioni da parte dei senatori siano punite con la comunicazione all'assemblea in apertura dei lavori. Ma soprattutto è prevista la pubblicazione sul sito istituzionale del Senato. Insomma, marchiati a vita.

 

strano mortadella

Terza novità, contenuta del codice già adottato dalla Camera dei deputati, è la stretta sulle mail. Basta mail private e corrispondenze familiari. «L'utilizzo della posta elettronica durante la funzione di senatore deve essere circoscritto al mandato degli eletti e deve essere soggetto al rispetto della disciplina già deliberata nel 2008», si legge nel regolamento.

 

Ed infine sbarca anche a Palazzo Madama il registro per i lobbisti che intendono rappresentare al Senato interessi di categoria. Il M5s ha provato a rendere ancor più rigoroso il codice. Ma nulla da fare.

 

i senatori a vita

La rabbia grillina esplode subito dopo il via del Consiglio di presidenza del Senato: «La strada che porta alla cosiddetta casa di vetro delle istituzioni è ancora lunga e purtroppo oggi ne abbiamo avuto una riprova. Il Codice di condotta dei senatori adottato oggi dal Consiglio di presidenza di Palazzo Madama ha certamente rappresentato una battuta d'arresto in termini di trasparenza e credibilità» attacca Mariolina Castellone, capogruppo grillino al Senato, ammonendo che «una disciplina che introducesse un modello di comportamento basato su maggior rigore e chiarezza sarebbe stata non solo opportuna, ma necessaria in rapporto ai tempi che viviamo».

 

i senatori del pd intorno a letta dopo il voto sulla tagliola ddl zan

«Il Movimento 5 stelle - rincara Castellone - ha segnalato a più riprese l'opportunità che avevamo e l'importanza del segnale che poteva essere dato ai cittadini, abbiamo presentato degli emendamenti che avrebbero reso il testo molto più rigoroso e stringente. Le nostre proposte sono state respinte, è mancata la volontà di introdurre regole che "aggredissero" in modo deciso il rischio di conflitti d'interesse e di zone opache nello svolgimento dell'attività parlamentare. Il testo adottato dunque non può soddisfarci pienamente. Concretamente, il nuovo Codice di comportamento dei senatori non introduce sostanziali elementi aggiuntivi».

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)