matteo salvini francesca verdini

BASTERÀ POSARE IL MOJITO PER FAR DIMENTICARE IL PAPEETE? – SALVINI ANCHE QUEST’ANNO FA CAMPAGNA ELETTORALE IN COSTUME E CIABATTE, MA CERCA DI RECUPERARE SOBRIETÀ PER NON FAR STRAVINCERE LA MELONI – IERI ALLA "VERSILIANA" SI È PRESENTATO CON FRANCESCA VERDINI IN BICICLETTA, MENTRE I SUOI COLONNELLI SONO AL LAVORO SULLE LISTE. CHE, VISTI I SONDAGGI, SCONTENTERANNO MOLTISSIME PERSONE. PER ORA SONO CONFERMATI SOLO I BIG: BOSSI, GIORGETTI, CALDEROLI, E UN PUGNO DI FEDELISSIMI DEL “CAPITONE”

 

Francesco Moscatelli per “La Stampa”

 

matteo salvini francesca verdini alla versiliana

«Work in progress. Non dico nulla». Bagno Assunta di Forte dei Marmi, ore 16 e qualcosa di mercoledì 17 agosto. Meno trentanove giorni alle politiche. Matteo Salvini, costume da bagno e ciabatte, declina l’invito a scambiare due parole.

 

Inforca la bicicletta insieme alla fidanzata Francesca Verdini e, senza neppure mettersi la maglietta, imbocca la ciclabile diretto verso casa del cognato. Gli eccessi del Papeete sono lontani, ma pure le giraffe e le jeep da safari del Twiga di Daniela Santanchè, che pure dista meno di un chilometro, sembrano appartenere a un altro mondo.

 

Lo stile del segretario della Lega, in questo agosto di campagna elettorale, sembra improntato più che altro alla sobrietà. Salvini sa bene che la prima cosa da fare, per contenere l’emorragia di voti verso Fratelli d’Italia e per riportare alle urne gli elettori riluttanti, è quella di risintonizzarsi con la pancia della Lega, «il partito più votato dagli operai italiani», come ama ripetere spesso. Niente Mojito, ma neppure un tuffo in mare.

 

MATTEO SALVINI E FRANCESCA VERDINI ARRIVANO IN BICICLETTA ALLA VERSILIANA

«È venuto qui sul bagnasciuga ma si è limitato a pucciare i piedi e a scattarsi una foto con me», conferma orgoglioso il bagnino. Al tavolo a cui era seduto re stano i deputati lombardi Fabrizio Cecchetti, Eugenio Zoffili e Igor Iezzi, con i quali il segretario della Lega ha condiviso un pranzo a base di impepata di cozze, liste elettorali e lunghe telefonate pensose. In effetti il risiko delle candidature, per la Lega come per Forza Italia, è soprattutto un affare di tagli.

 

«Più si sale verso Nord più c’è casino. In Piemonte va benino, ma in Lombardia ci sono scelte dolorosissime da fa re», ammette un parlamentare. Tutti sono abbottonatissimi ma in questo «gioco delle sedie» che si concluderà nel weekend rischiano di rimanere in piedi, senza «cadrega» quando la musica sarà terminata, nomi di un certo peso.

un selfie con salvini alla versiliana

 

Si parla ad esempio di Cristian Invernizzi e di Paolo Grimoldi, da tempo considerati poco ortodossi dai salviniani. Nella colonna dei salvati, invece, per il momento sono stati semi-ufficializzati solo i big: Umberto Bossi, che farà da capolista nel collegio plurinominale di Varese, Giancarlo Giorgetti, che rischia però di perdere molti dei suoi fedelissimi, e Roberto Calderoli. Sul tavolo, poi, ci sono da piazzare anche gli outsider della società civile: oltre al presidente dell'Unione Italia Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto, a cui Salvini ha garanti-to un seggio all'uninominale, ci sono il professor Vincenzo

 

Pepe, che si autodefinisce «il presidente degli ambientalisti moderati e non ideologici» di Fare Ambiente e il giurista Giuseppe Valditara. Poi ci sono gli «esponenti delle forze dell'or-dine, del mondo dei balneari e della sanità, alcuni grandi imprenditori, sportivi ed editori».

gennaro sangiuliano matteo salvini versiliana

 

A queste ultime due categorie, ad esempio, appartengono il campione di volley Luigi Mastrangelo e l'imprenditore ed editore Antonio Angelucci, proprietario di Libero e del quotidiano romano Il Tempo, considerati già a bordo delle scialuppe leghiste.

 

Sempre in bici, e sempre con la fidanzata Francesca Verdini al suo fianco, Salvini alle 18.15 si presenta davanti ai cancelli della Versiliana di Marina di Pietrasanta. Il look è cambiato, ma non il messaggio di genuina popolarità che vuole trasmettere: scarpe da tennis, camicia e pantaloni color kaki.

matteo salvini alla versiliana

 

Prima di entrare nel teatro allestito sotto i pini marittimi per essere intervistato dal direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, si ferma qualche minuto coni giornalisti. La prima risposta è sul microbiologo Andrea Crisanti, candidato dal Pd nella circoscrizione europea: «Non rispondo agli insulti degli altri. Uno che dice che con Salvini ci sarebbero stati centinaia di migliaia di morti, si commenta da solo».

 

Poi parte un'altra stoccata verso i democratici: «Mi candiderò nella mia città, Milano, ma mi hanno chiesto di spendermi anche in altre regioni, penso alla Calabria, al-la Puglia. Sto lavorando alle liste, abbiamo fatto il 99% del lavoro. Credo che sincera-mente non ci saranno i casini che ci sono stati in casa Pd».

credo lo slogan di matteo salvini

 

Dentro, ad aspettarlo, ci sono le militanti toscane con la nuovissima t-shirt blu «Io ci credo» appena acquistate per 20 euro e le signore chic che confabulano fra loro per acchiappare qualche vip da invitare a cena. Nelle prime file non mancano i vertici toscani della Lega, a partire dal deputato Claudio Borghi e dall'eurodeputata Susanna Ceccardi con il compagno Andrea Barabotti (fra i nomi in ballo per un seggio blindato), il direttore di Libero Alessandro Sallusti, l'ex portiere della Fiorentina ed ex candidato sindaco di Firenze del centrodestra Giovanni Galli e pure il governatore lombardo Attilio Fontana.

 

credo lo slogan di salvini

Salvini dal palco batte sui temi chiave della sua campagna elettorale: estensione della fiat tax, pace fiscale, azzeramento della legge Fornero, separazione delle carriere dei magistrati, lotta all'inflazione abolendo l'Iva sui beni essenziali, battaglia contro Amazon che vende in Italia e paga le tasse all'estero. C'è tempo anche per un ricordo di Piero Angela, per una battuta su Renzi e Di Maio - »sono come Inter e Juve, quando giocano uno contro l'altro non so davvero per chi tifare» - e per un appello a tutti i presenti a convincere amici e familiari ad andare alle urne il 25 settembre. Il pubblico lo applaude, ma Salvini sorride pochino. Il telefo-no sul tavolino continua a illuminarsi. Che ci sia qualche gra-na con 1'1% delle liste ancora da sistemare?

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