giovanni angelo becciu

IL BECCIU DEVE ANCORA VENIRE - L'EX PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI È IL VERO ARTEFICE DELL’ACCORDO TRA LA CINA E IL VATICANO, SU CUI IL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO POMPEO HA MENATO DURISSIMO FACENDO GIRARE I BERGOGLIONI A PAPA FRANCESCO – DAL VATICANO PER ORA TIRANO DRITTO ANCHE SE PAROLIN CONSIGLIA IL METODO CONTE: PRENDERE TEMPO E ASPETTARE IL 3 NOVEMBRE – INTANTO IL MINISTRO DEGLI ESTERI DI TRUMP TORNA A CANNONEGGIARE IL PARTITO COMUNISTA CINESE: “È RESPONSABILE DELLA PANDEMIA”

 

MIKE POMPEO

Pompeo torna all'attacco di Pechino: "Il Partito comunista è responsabile della pandemia"

Da www.agi.it

 

Mike Pompeo torna ad attaccare la Cina, e il Partito comunista cinese, per la pandemia di coronavirus. Il segretario di Stato americano, che la settimana prossima sarà a Roma dove incontrerà il governo italiano e il Papa, ha scritto su Twitter: "Il Partito comunista cinese sapeva quanto fosse virulento il coronavirus. Hanno censurato e fatto sparire gli informatori e i giornalisti che hanno cercato di dare l'allarme. Il Pcc è il responsabile della pandemia globale che ha ucciso più di 200 mila americani e quasi un milione di persone nel mondo".

Giovanni Angelo Becciu

 

Becciu, Bergoglio, la Cina e Pompeo

Da www.startmag.it

 

La Santa Sede ha comunicato giovedì sera le dimissioni del cardinale Giovanni Angelo Becciu dalla carica di prefetto della Congregazione delle cause dei santi e la sua rinuncia al cardinalato. Un fatto con pochi precedenti nella storia.

 

La stampa ha immediatamente collegato l’allontanamento di Becciu dal Vaticano all’inchiesta relativa all’acquisto di un immobile di lusso a Londra con 200 milioni di dollari provenienti da un fondo della Sezione affari generali della segreteria di Stato, di cui l’ormai ex cardinale era all’epoca sostituto.

 

Pompeo Bergoglio

Tuttavia, appare non senza significato che le dimissioni di Becciu giungano a poche ore dall’arrivo a Roma del segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. Lo stesso Pompeo che, meno di una settimana fa, inviava un duro monito alla Santa Sede contro il rinnovo dello storico accordo con la Cina a proposito delle modalità di nomina dei vescovi cattolici cinesi.

 

angelo becciu papa francesco 1

“Due anni fa la Santa Sede ha raggiunto un accordo con il Partito comunista cinese nella speranza di aiutare i cattolici in Cina”, ma nel frattempo “gli abusi sui fedeli sono solo peggiorati”, scriveva il capo della diplomazia di Washington sulla rivista neo-con “First Things”, aggiungendo che, se rinnovasse l’intesa, “il Vaticano metterebbe in pericolo la sua autorità morale”. È da tempo che la “nuova Guerra fredda” tra Stati Uniti e Cina fa sentire i propri riverberi nei palazzi del Vaticano.

 

papa bergoglio e la bandiera cinese

La Casa Bianca si è opposta duramente, fin dall’inizio, all’apertura della Santa Sede verso la Repubblica popolare e negli ultimi mesi ha continuato a premere perché la Chiesa cattolica cestini l’accordo del 2018.

 

La precedente visita di Pompeo a Roma, nell’ottobre del 2019, era stata preceduta di ventiquattr’ore da una perquisizione della gendarmeria pontificia negli uffici della segreteria di Stato vaticana proprio nel quadro dell’inchiesta riguardante gli investimenti della Santa Sede a Londra.

 

Negli stessi giorni era stato a Roma anche il procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr. Successivamente, nel gennaio del 2020, sarebbe stato ricevuto in Vaticano anche il vicepresidente Mike Pence.

MONSIGNOR BECCIU

 

Angelo Becciu è stato il numero due del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato e vero artefice dell’accordo con la Cina che tanto ha irritato gli Stati Uniti. Lo scorso 14 settembre, cinque giorni prima dell’attacco di Pompeo su “First Things”, Parolin aveva definito “buone” le possibilità che l’intesa con Pechino venga rinnovata.

IL CARDINAL BECCIU REPLICA A DAGOSPIAangelo becciu

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?