joe biden tasse

BELLO IL NEW DEAL, IL PROBLEMA È PAGARLO - PER FINANZIARE IL TURBO PIANO DA 1.900 MILIARDI BIDEN VUOLE FAR RISALIRE L'ALIQUOTA DELLE AZIENDE AL 28% E AUMENTARE LE TASSE SUL REDDITO DI CHI GUADAGNA PIÙ DI 400 MILA DOLLARI ALL'ANNO - LA SEGRETARIA AL TESORO YELLEN PUNTA A METTERE LE MANI IN TASCA AI PROFITTI DELLE MULTINAZIONALI. CI RIUSCIRÀ? - I DETRATTORI RICORDANO CHE ROOSEVELT USCÌ DALLA CRISI GRAZIE ALLE SPESE PER LA SECONDA GUERRA MONDIALE...

Paolo Mastrolilli per “La Stampa

 

franklin d. roosevelt e la moglie

Keynes e Roosevelt staranno sorridendo dall'aldilà, perché la linea economica di Biden per uscire dalla crisi provocata dal Covid affonda senza dubbio le radici teoriche nelle idee dell'economista britannico, e quelle pratiche nel New Deal usato dal presidente americano per superare la Grande depressione. I problemi ora sono due.

 

joe biden

Primo, verificare se la scommessa di resuscitare il «welfare state» dopo l'era di Reagan, Friedman, ma anche Bill Clinton, favorirà davvero una crescita solida, sostenibile e inclusiva, capace di tagliare le gambe ai populismi e vincere la competizione con la Cina.

 

Secondo, come pagarla, visto che il capo della Casa Bianca medita il maggior aumento delle tasse dal 1993, e la segretaria al Tesoro Yellen sta già negoziando nell'Ocse una global minimum tax del 12% da applicare alle multinazionali, che riguarderebbe anche gli altri Paesi, Italia inclusa.

 

joe biden janet yellen

Ieri Biden ha celebrato alla Casa Bianca l'American Rescue Plan, che ha stanziato 1.900 miliardi di dollari per tutto, sussidi di disoccupazione, agevolazioni fiscali per i figli, soccorso alle imprese: «L'aiuto è già qui. Iniezioni per i vaccini nelle braccia, e assegni in tasca. L'85% degli americani riceverà 1.400 dollari e la povertà fra i bambini sarà dimezzata».

 

È il senso politico dell'iniziativa, che ribalta il tavolo: Donald aveva aiutato ricchi e grandi aziende; Joe i poveri e le piccole imprese. L'ex consigliere economico presidenziale Gene Sperling è stato incaricato di gestire l'applicazione del piano, che questa settimana Biden e la vice Harris promuoveranno in sette Stati chiave. Oltre il 60% degli elettori appoggia l'American Rescue Plan, ma nessun repubblicano lo ha votato.

 

casa bianca

Il Gop, che pure aveva approvato provvedimenti simili quando alla Casa Bianca c'era Trump, si è opposto per ragioni ideologiche, ma soprattutto per non aiutare il presidente democratico a ottenere un successo che aumenta la sua popolarità. Lui ora spera di fargliela pagare, in particolare alle elezioni midterm del prossimo anno.

 

GOLDMAN SACHS

Goldman Sachs prevede che dopo questa iniezione di fondi l'economia americana crescerà dell'8% nel 2021. Biden però sa che non basta per vincere la scommessa, finalizzata a battere i repubblicani nel 2022, e soprattutto nelle presidenziali del 2024, dove Trump minaccia di ricandidarsi. La vera svolta di lungo termine, la sua Tennessee Valley Authority, è il piano per le infrastrutture che potrebbe valere molto di più, fra 2 e 4 trilioni di dollari.

 

joe biden

Vorrebbe dire non solo ricostruire ponti, strade e aeroporti, ma anche mettere gli strumenti dell'economia digitale al passo coi tempi. Questo intervento dello Stato, più ancora del welfare che soccorre chi soffre nell'immediato, dovrebbe avviare un rinascimento americano pubblico e privato, capace di creare crescita duratura e sostenibile, lavoro, soluzioni per il clima, ma anche investimenti strategici nella tecnologia per vincere la sfida geopolitica con la Cina. Il problema è come pagarlo.

 

Biden finora ha usato il debito, ma per il prossimo piano dovrà aumentare le tasse, secondo una scala mai vista da quando lo fece Clinton nel 1993. I punti più probabili di intervento sono due: far risalire l'aliquota per le aziende al 28%, dopo che Trump l'aveva abbassata dal 35 al 21%, e aumentare quella sul reddito per chi guadagna più di 400.000 dollari all'anno.

 

kamala harris joe biden

Intanto Yellen sta perseguendo un obiettivo ancora più ambizioso, cioè convincere l'Oecd ad accettare una global minimum tax del 12%, da applicare ai profitti delle multinazionali in tutto il mondo.

 

joe biden 9

Lo scopo è impedire la corsa al ribasso scatenata dall'Europa, ma non solo, con le riduzioni delle tasse per le grandi aziende Usa finalizzate ad attirarne il business. Non sarà facile, ma intanto la Yellen ha preparato il terreno togliendo il veto alla digital tax.

 

I critici dicono che Biden così deprimerà il business, tutti pagheranno, e la Cina si avvantaggerà. Quindi ricordano che Roosevelt non uscì dalla Grande Depressione col New Deal, ma con le spese per la Seconda Guerra Mondiale. Joe però è convinto che il Covid sia già la sua guerra mondiale, e gli dà l'occasione di trasformare l'America.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…