salvo nastasi renzi

BOIARDI CHE NON MOLLANO - CON FRANCESCHINI TORNA AL MINISTERO ANCHE SALVO NASTASI, COME SEGRETARIO GENERALE. IERI NEI GOVERNI BERLUSCONI, OGGI ANIMATORE DELLA LEOPOLDA RENZIANA, RESTA LETTIANO (NEL SENSO DI GIANNI) NELL'ANIMO - PER IL MEF INVECE TORNA IN CAMPO UN ALTRO ETERNO: ROBERTO GAROFOLI, CHE SI DIMISE DA QUELLA CARICA SU PRESSIONE DI CONTE DOPO IL CASINO SULLE ''MANINE''

 

1. SEMPRE SALVO: L' ETERNO NASTASI TORNA A ROMA CON FRANCESCHINI

Dall'articolo Romano Collegi per ''il Fatto Quotidiano''

 

La restaurazione di Dario Franceschini parte col botto: con l' offerta del Segretariato generale a Salvatore Nastasi. È la posizione centrale del Mibact, appena fornita di superpoteri dall' incauto Alberto Bonisoli: e sta ora per finire nelle mani più prensili tra quelle che si agitano nel vasto sottomondo dei Beni culturali.

dario franceschini salvo nastasi

 

Il curriculum dell' ancor giovane (1973) Salvo - marito di Giulia Minoli, figlia di Giovanni e Matilde Bernabei, nonché nipotina di Giovanna Melandri, sposata con Gianni Letta testimone e Guido Bertolaso ospite d' onore - è un museo del potere. Signore onnipotente dello spettacolo dal vivo: Direttore generale, Commissario straordinario di governo del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro San Carlo di Napoli (dove, casualmente, sua moglie Giulia divenne direttrice, retribuita, del Museo del teatro) e dell' Arena di Verona, attuale vicepresidente della Siae e presidente annunciato della Fondazione del Maggio Musicale per volontà del suo intimo amico sindaco renziano, Dario Nardella.

salvo nastasi e maria elena boschi

 

Creato capo di gabinetto dei Beni culturali da Sandro Bondi, Nastasi fu confermato in quel ruolo dai successori Giancarlo Galan e Lorenzo Ornaghi: con lui torna dunque a comandare sui Beni culturali uno dei più blasonati gattopardi berlusconiani. La rimpatriata di un piccolo mondo che ormai sembrava passato e che l' ennesimo ritorno di Franceschini sta invece magicamente riportando in vita.

 

Dalla corte di Berlusconi al Giglio Magico il passo è stato naturalmente breve.

Sotto Renzi è stato vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e Commissario di governo per la bonifica e la riqualificazione di Bagnoli a Napoli. Dal 2017 al 2019 è stato anche Coordinatore per la Presidenza del Consiglio per l' organizzazione di Matera Capitale della Cultura 2019. Dal 2016 è presidente dell' Accademia nazionale d' Arte drammatica Silvio D' Amico di Roma.

 

gianni letta salvo nastasi

Dal 2018 è vicepresidente della Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae) e (affiliatosi alla rete discreta del potere di un altro ex ministro dei Beni culturali, Massimo Bray) pure consigliere delegato di Treccani Reti Spa.

(…) Ma la metà del governo che gridava "onestà, onestà" può sopportare che i Beni culturali ricadano nelle mani di questo mondo?

 

 

2. GUALTIERI, PAZZA IDEA: AL MEF IL BOIARDO CACCIATO DA CONTE

Carlo Di Foggia,Marco Palombi per ''il Fatto Quotidiano''

 

A volte ritornano, si sa. Se sono consiglieri di Stato, però, tornano sempre. Solo che il caso di cui parliamo rischia di essere il primo serio infortunio del governo giallorosé: secondo plurime fonti accreditate, infatti, il nuovo ministro dell' Economia Roberto Gualtieri ha intenzione di nominare come suo capo di gabinetto Roberto Garofoli, dimessosi da quella carica meno di un anno fa su pressioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

piercarlo padoan raffaele cantone roberto garofoli andrea guerra

 

Garofoli, chi era costui? Si domanderà il lettore. È appunto un magistrato del Consiglio di Stato con ricca carriera nelle istituzioni che inizia ad altissimo livello - e non a caso - con Massimo D' Alema: fu il capo dell' ufficio legislativo del ministro degli Esteri del Prodi 2. Ascese poi al ruolo di capo di gabinetto con Monti accanto al ministro della P.A. Filippo Patroni Griffi, peraltro suo collega al Consiglio di Stato. Di lì in poi il trionfo: segretario generale di Palazzo Chigi con Enrico Letta e ancora capo di gabinetto, però stavolta al ministero dell' Economia con Pier Carlo Padoan (governi Renzi e Gentiloni) e persino con Giovanni Tria (Conte 1) fino al dicembre del 2018, quando si dimise.

 

angelino alfano roberto garofoli enrico letta

E qui questo breve curriculum incrocia la recente cronaca politica in un modo che può risultare imbarazzante per l' alleanza tra Pd e 5 Stelle. Prima di ricordare i fatti va chiarita una cosa e per farlo ricorreremo a una frase, Guido Crosetto: "Sapete chi comanda nei ministeri? Chi credete che scriva le Finanziarie di Tremonti?". Le risposte alle domande retoriche dell' ex sottosegretario dei governi Berlusconi erano: i burocrati e Vincenzo Fortunato, diciamo il Garofoli degli anni di Tremonti.

 

Il magistrato - insieme a tutti gli altri tecnici degli anni del Pd - era stato riconfermato a sorpresa da Tria. In pochi mesi, però, entrò in conflitto con la sua maggioranza e, in particolare, col lato grillino: troppa continuità col passato. Un' ostilità che emerse pubblicamente a settembre con la pubblicazione di un audio in cui il portavoce del premier, Rocco Casalino, si esprimeva in modo colorito e vagamente minaccioso sui "tecnici del Mef".

 

ROBERTO GAROFOLI

Neanche un mese dopo arrivò la storia della "manina". Raccontarono all' epoca da Palazzo Chigi che Conte scoprì nel decreto fiscale una norma apparentemente senza padre politico: un testo non rivendicato da alcun ministro - e dunque frutto di quella che sui giornali viene chiamata "manina" - che assegnava 84 milioni di euro in tre anni alla gestione commissariale della Croce Rossa, ente in liquidazione coatta, necessari - pare - a pagare la liquidazione dei dipendenti.

 

Parecchi soldi che allarmarono Conte, il quale pretese lo stralcio della norma, difesa in quella riunione proprio da Garofoli nonostante un parere contrario di oltre 20 pagine dell' Avvocatura dello Stato.

La faccenda della "manina" poi si complicò ulteriormente quando Il Fatto Quotidiano scoprì e scrisse che, giusto alla fine del 2017, Garofoli, dopo anni di contenzioso proprio con la Croce Rossa, s' era accordato con la gestione commissariale per l' acquisto di una parte di un immobile a Molfetta, in Puglia, di cui il giurista e l' ente pubblico erano comproprietari: quell' immobile è divenuto poi un B&B di lusso.

 

Sempre Il Fatto raccontò poi la fiorente impresa editoriale di Garofoli, la società editoriale Neldiritto, intestata a sua moglie, che pubblica libri e tiene corsi per aspiranti avvocati e magistrati: alcuni degli autori, peraltro, ebbero incarichi proprio al ministero dell' Economia. Alla fine, nonostante le resistenze di Tria, fu Conte a imporne le dimissioni non appena approvata la legge di Bilancio.

 

roberto gualtieri

Ora Garofoli potrebbe tornare a via XX Settembre al posto del suo successore, Luigi Carbone, anche lui consigliere di Stato per cui dicono si stia spendendo l' ex ministro Franco Bassanini (ma Carbone ha ottimi rapporti anche con la viceministra M5S , in odore di riconferma, Laura Castelli): potenza della filiera detta "dalemiana", corrente politica e congerie umana a cui è attribuibile anche il neoministro Gualtieri.

È tanto vero che l' altro nome in corsa per quella poltrona è quello di Claudio De Vincenti, economista ed ex ministro, nonché membro del comitato d' indirizzo di ItalianiEuropei.

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...