luigi di maio stefano bonaccini

BONACCINI DEVE RINGRAZIARE DI MAIO? – L’ANALISI DEI FLUSSI ELETTORALI FA CAPIRE CHE IL VOTO DISGIUNTO DEGLI ELETTORI GRILLINI È STATO DETERMINANTE PER LA VITTORIA DEL GOVERNATORE USCENTE. BONACCINI E LA BORGONZONI HANNO FATTO IL PIENO DEI RISPETTIVI ELETTORATI E QUINDI DECISIVA È STATA LA SCELTA DEL BACINO “TRADIZIONALE” DELLE FORZE TERZE. IN PARTICOLARE DEL M5S, CHE IN EMILIA-ROMAGNA HA SEMPRE AVUTO UNA BASE DI SINISTRA. E INVECE CHE APPOGGIARE IL PROPRIO CANDIDATO HA DECISO DI DARE UN VOTO UTILE…

 

 

 

 

Da www.repubblica.it

 

NICOLA ZINGARETTI STEFANO BONACCINI

Il governatore del Pd Stefano Bonaccini deve la sua vittoria alle regionali in Emilia Romagna anche agli elettori del M5s. Parte dei voti dell'elettorato cinquestelle, infatti, si è spostata verso i democratici e il loro candidato e questo slittamento a sinistra è stato fondamentale. È il risultato dello studio dell'Istituto Cattaneo che ha analizzato i flussi elettorali riferiti a  quattro città - Forlì, Ferrara, Parma, Ravenna - mettendo in risalto il ruolo determinante dei cinquestelle sull'esito del voto. Un voto regionale che si presentava - per la prima volta in questa che un tempo era una tradizione "regione rossa" - come una sfida molto accesa tra i due principali schieramenti, guidati per l'appunto da Bonaccini per il centrosinistra e dalla leghista Lucia Borgonzoni per il centrodestra.

 

BONACCINI MANGIA A UN GIORNO DA PECORASIMONE BENINI LUIGI DI MAIO

I due candidati hanno fatto quasi il pieno dei rispettivi elettorati, quindi le scelte degli elettori delle terze forze - in particolar modo del M5s - si sono rivelate decisive. Come mostra il grafico, molti elettori pentastellati (il 71,5% a Forlì, il 62,7% a Parma, il 48,1% a Ferrara) hanno scelto la candidatura di Bonaccini e solo una minoranza ha deciso di optare per il candidato del M5s (Simone Benini) o per il centrodestra di Borgonzoni. Nello specifico, gli elettori del M5s alle Europee 2019 che hanno scelto Benini sono stati il 23,4% a Ferrara, il 16,6% a Parma, il 12,6% a Forlì.

BEPPE GRILLO E SIMONE BENINI

 

LUCIA BORGONZONI

Per l'Istituto Cattaneo, dunque, "l'espansione elettorale dell'area di centrosinistra guidata da Bonaccini è dovuta alla maggiore capacità di attrazione degli elettori pentastellati, che di fronte all'alternativa tra destra e sinistra hanno optato in modo netto per lo schieramento del presidente regionale uscente".

matteo salvini a bibbiano con lucia borgonzoni

 

 

Oltre a questo fattore (il più rilevante come peso negli scambi elettorali osservati in questa tornata), va evidenziata anche la capacità di Bonaccini di conquistare voti tra gli elettori delle liste di ultra-sinistra. Nel caso di Ferrara, ad esempio, il 61,4% di chi nel 2019 aveva votato per un partito a sinistra del Pd ha scelto Bonaccini, e in misura superiore lo stesso fenomeno si è osservato anche a Forlì (71,4%).

 

stefano bonaccini 4

Interessante, in particolare, il caso di Parma che negli ultimi anni ha visto affermarsi prima il M5s (con l'elezione di Pizzarotti nel 2012) e poi il centrodestra nelle elezioni Europee del 2019. Con il voto regionale, il centrosinistra è tornato ad essere il primo schieramento a Parma, con una vittoria di Bonaccini (al 53,2%) di oltre 11 punti percentuali sulla candidatura di Borgonzoni. Da dove derivano dunque questi voti per il centrosinistra? Così risponde l'Istituto Cattaneo: "Sono risultati decisivi gli elettori che nel 2019 avevano scelto il Movimento 5 stelle: quasi due elettori pentastellati su tre (62,7%) hanno scelto Bonaccini e solo il 16,6% ha confermato un voto per il candidato del M5s Benini".

lucia borgonzoni con barboncinogiambattista borgonzoni mattia santori roberto morgantiniil confronto tra stefano bonaccini e lucia borgonzoni a cartabianca 1lucia borgonzoni giovane 4

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