salvini zaia

UN BRUTTO WEEKEND DI SONDAGGI PER SALVINI: DOPO IL DOWN-GRADE DI PAGNONCELLI, CIRCOLA UNA RILEVAZIONE FATTA DA BERLUSCONI CHE REGISTRA IL TRACOLLO DEI CONSENSI PER IL GOVERNATORE FONTANA, DIFESO A SPADA TRATTA DAL CAPITONE - ALTRO SONDAGGIO: PLEBISCITO IN VENETO PER SUO RIVALE ZAIA (72%). MA IL VOTO REGIONALE RIMANDATO IN AUTUNNO NON GLI PERMETTE DI SFERRARE L'ATTACCO ALLA LEADERSHIP DI SALVINI: NON PUÒ METTERSI CONTRO UN PEZZO DI PARTITO - AL FIANCO DI ZAIA, NON SOLO GIORGETTI, ANCHE DUE BIG DELLA LEGA. MA SENZA LA CONQUISTA DELLA LOMBARDIA NON HAI LA LEGA...

DAGONEWS

 

salvini zaia

Un brutto weekend di sondaggi per Salvini. Non c'è solo l'impietoso down-grade di Pagnoncelli sul Corriere, che certifica un calo di 10 punti dai picchi dell'anno scorso.

 

Per portarsi avanti il lavoro da novello cavaliere bianco del governo Conte, Berlusconi ha commissionato un sondaggio limitato alla Lombardia, con un solo e semplice quesito: Fontana sì/Fontana no.

 

Il risultato è stato un quasi plebiscito contro il governatore caro a Salvini. Meglio è andata all'assessore al welfare Giulio Gallera, scuola Forza Italia, che all'inizio dell'epidemia si sentiva già prossimo sindaco di Milano e che invece è stato pesantemente ridimensionato.

 

matteo salvini attilio fontana

Il fatto, e Giorgetti lo sa meglio di tutti, è che per avere la leadership della Lega bisogna conquistare la Lombardia. Dunque il partito è in mezzo a un guado. Perché la componente ''moderata'' più vicina agli imprenditori del Nord e meno fissata sul no-euro di Borghi e Bagnai ha un campione, che si chiama Zaia, che è azzoppato dal rinvio delle elezioni.

 

Il governatore veneto sperava in un voto a luglio per togliersi di mezzo le urne (i sondaggi lo danno al 72% dei consensi), anche perché il centrosinistra a una settimana dal lockdown aveva candidato lo sconosciuto Arturo Lorenzoni, vicesindaco di Padova (indipendente), che ha incassato il non-appoggio dei renziani prima di finire nel cono d'ombra del coronavirus.

 

MASSIMILIANO FEDRIGA E MATTEO SALVINI

Incassata la rielezione in regione, avrebbe avuto mani libere per dichiarare guerra a Salvini e conquistare il partito, anche alla luce della debolezza di Fontana, difeso a spada tratta dal capitone milanese.

 

Invece con il voto in autunno (forse), Zaia non può permettersi di schierarsi contro il leader del suo partito prima del voto. Dalla sua avrebbe, dicono, anche il governatore friulano Fedriga, oltre che il capogruppo alla Camera, il capogruppo alla Camera, il piemontese Riccardo Molinari. I quali per ora non osano uscire allo scoperto contro il segretario…

 

giorgetti fontana zaiaMASSIMILIANO ROMEO MATTEO SALVINI RICCARDO MOLINARI

 

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