giorgia meloni ursula von der leyen raffaele fitto

È BUIO FITTO TRA URSULA E GIORGIA – LA VON DER LEYEN È INFASTIDITA DAL COMPORTAMENTO DELLA MELONI: A BRUXELLES SONO IRRITATI PER IL RITARDO NELLA DESIGNAZIONE UFFICIALE DEL NOME DEL NUOVO COMMISSARIO UE, CHE DOVREBBE ESSERE IL MINISTRO RAFFAELE FITTO. L’ITALIA È L’UNICO TRA I “GRANDI” PAESI A NON AVER ANCORA SCELTO IL CANDIDATO: “RECLAMA INCARICHI DI PESO E VICEPRESIDENZA MA NON RIESCE NEMMENO A FORMULARE UN NOME” – LE SPERNACCHIATE A GIORGETTI PER LE PAROLE SUL PNRR (“SOVIETICO”): “IL PIANO SERVE AD AIUTARE L’ITALIA. SE POI NON SAPETE SPENDERE I SOLDI, NON È UN PROBLEMA NOSTRO…”

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN AL G7

Il confronto gelido tra Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni non accenna a temperarsi.

 

 

Dopo il voto contrario di Fratelli d’Italia al secondo mandato, il chiarimento tra le due non c’è mai stato davvero. E ancora in questi giorni non è mancato il fastidio, che spesso tracima nell’irritazione, per l’atteggiamento e per alcune parole provenienti dal governo italiano.

 

In primo luogo per i tempi con cui Palazzo Chigi ha deciso di gestire la nomina del nuovo commissario Ue. Il termine per le designazioni scade a fine mese. E la casella vuota di Roma inizia a essere notata con insofferenza.

RAFFAELE FITTO AL MARE

 

Anche perché dei 27 solo in cinque non hanno fornito ancora l’indicazione. Due di questi, però, il Belgio e la Bulgaria sono giustificati dal fatto di non avere ancora un governo pienamente in carica. Poi manca il Portogallo, già soddisfatto dall’approdo dalla presidenza del consiglio europeo di Antonio Costa e quindi consapevole che riceverà probabilmente un portafoglio minore, e la Danimarca. Ma dei “grandi” Paesi è assente solo l’Italia.

 

Per di più, [...] l’Italia continua a reclamare incarico di peso e vicepresidenza ma nello stesso tempo non riesce nemmeno a formulare un nome. Anzi i tempi lunghi vengono interpretati come un modo per tirare la corda nel negoziato sui “portafogli”.

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN

Negli scambi informali […] la presidente della Commissione […] ha ricevuto la conferma che entro pochi giorni (forse già mercoledì prossimo, in Consiglio dei ministri) verrà ufficializzata la candidatura di Raffaele Fitto.

 

E in parte è conscia che parte del ritardo è provocato dai problemi interni alla maggioranza [...].

 

E proprio sull’eredità di Fitto si concentra un’altra preoccupazione ai piani alti di Bruxelles.

 

GIORGIA MELONI E ursula von der leyen A ROMA 3

Tutti, infatti, sono consapevoli del grande ritardo con cui il nostro Paese sta attuando il Pnrr. Cambiare il ministro […] viene considerata una sfida.

 

Anche perché Fitto viene giudicato “uno dei pochi” “meloniani” capaci di comprendere le dinamiche dei Palazzi dell’Unione. [...] 

[….] Il nostro Piano nazionale di Ripresa e Resilienza […] sta diventando di nuovo oggetto delle attenzioni europee.

 

Soprattutto dopo la battuta pronunciata solo pochi giorni fa dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che lo ha paragonato ai piani quinquennali dell’Urss leninista.

 

GIANCARLO GIORGETTI AL MEETING DI RIMINI

Una frase che non è affatto piaciuta nei Palazzi dell’Unione e nemmeno in alcune cancellerie, in particolare del nord Europa che ricordano ad ogni piè sospinto che il NextGenerationUe e la prima formazione di debito pubblico comune sono state scelte compiute per aiutare in primo luogo l’Italia: «Se poi non sapete spendere i soldi, non è un problema nostro».

 

Le spine tra Roma e Bruxelles, dunque, continuano ad essere acuminate. E non bastano le rassicurazioni della premier sull’ultimo voto che la Commissione dovrà affrontare — probabilmente a ottobre — nel Parlamento europeo. «In quell’occasione — ripete da settimane Meloni — daremo il nostro sì». Una garanzia che certo non cambia la situazione, visto che in quel caso ci sarà anche il commissario italiano da approvare e non si è mai visto un governo che boccia il proprio rappresentante.

URSULA VON DER LEYEN GIORGIA MELONI - ILLUSTRAZIONE DI POLITICO

 

Come noto, infine, la presidente dell’esecutivo europeo non ha apprezzato la designazione di commissari in netta maggioranza uomini. Solo cinque al momento sono donne. E non è escluso che ci possa essere un riequilibrio con le presidenze. La paura […] è che la cosiddetta “graticola” […] riservata dal Parlamento ai commissari possa produrre diverse bocciature [….] E tra gli aspiranti vicepresidenti, Fitto […] non sembra avere le chance maggiori.

giorgia meloni e ursula von der leyen sorvolano l emilia romagna alluvionata giorgia meloni e ursula von der leyen sorvolano l emilia romagna alluvionata giorgia meloni e ursula von der leyen in emilia romagna mark rutte - ursula von der leyen - kais saied - giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…