matteo renzi nicola zingaretti massimo cacciari giuseppe conte matteo salvini

CACCIARI AL MASSIMO – “SE PENSANO DI AVER NEUTRALIZZATO SALVINI, SOGNANO. HA SBAGLIATO MOSSA, MA SIAMO SEMPRE LÌ, COME CON RENZI. QUESTI SONO DEI PREPOTENTI, DEGLI INCOLTI, DEGLI SBRUFFONI. SI UBRIACANO DI POTERE. NON LO SANNO GESTIRE: QUANDO CE L' HANNO, NE RIMANGONO EBBRI” - “CONTE DA TANTO TEMPO COLTIVA LE SUE RELAZIONI. NON ERA UNA PERSONA CHE APPARIVA SULLE GAZZETTE, MA NON SIGNIFICA CHE NON CONTASSE ANCHE PRIMA DI APPARIRE”

Alessandro Rico per “la Verità”

 

massimo cacciari (2)

Professor Cacciari, Luigi Di Maio sembra aver alzato il tiro. Rimette in discussione l' accordo con il Pd?

«Penso che Di Maio non abbia la forza di fermare un treno che è già partito».

 

Allora cerca di ridimensionare il protagonismo di Giuseppe Conte?

«La ragione del suo comportamento è duplice».

 

Ovvero?

NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE SERGIO MATTARELLA

«Da una parte vuole rassicurare certi settori della sua base che i 5 stelle continuano a essere l' ago della bilancia del governo. Dall' altra parte, certamente vuole limitare l' ascesa di Conte, che è ormai il vero leader dei 5 stelle».

 

Conte ha scalzato Di Maio?

giuseppe conte luigi di maio 1

«Be', io non credo che Di Maio voglia andare alle elezioni, ma in quel caso il candidato premier del Movimento sarebbe Conte, non lui».

 

Comunque, il governo giallorosso nascerà.

GRAZIANO DELRIO NICOLA ZINGARETTI ENRICO STEFANO

«Penso proprio di sì. Ma siccome qui è tutto un delirio, il controllo della situazione può sfuggire a chiunque, in ogni istante».

 

Massimo Cacciari, filosofo, già sindaco di Venezia, pur non essendo iscritto al Pd è sempre rimasto un intellettuale di riferimento dell' area di centrosinistra. E ha espresso diverse volte posizioni duramente critiche sulle scelte politiche dei dem. Non ultima, quella dell' accordo di governo con i 5 stelle, che addirittura, a suo parere, potrebbe finire con il fare il gioco di Matteo Salvini, lungi dall' essere stato neutralizzato definitivamente da una pur furbissima manovra di Palazzo: «Chi lo pensa, sogna», commenta con La Verità.

 

LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI

Qualche giorno fa, lei aveva suggerito a Nicola Zingaretti di non cedere su Conte premier. Il suo consiglio non è stato recepito.

«È comprensibile. Zingaretti s' è trovato sottoposto a enormi pressioni. Metà del suo ceto politico è governista, l' opposizione il Pd ha dimostrato ampiamente di non saperla fare Anzi, alla fin fine Zingaretti ha tenuto botta abbastanza bene».

MATTEO RENZI

 

Non crede invece che si sia fatto stringere a tenaglia dalle mosse di Matteo Renzi?

«Non c' è dubbio che l' elemento determinante di tutta questa vicenda sia stato Renzi, cui d' altronde fa riferimento la maggioranza dei parlamentari del Pd. Anche qui, il gioco è tutto interno al partito».

 

LUIGI DI MAIO E GIUSEPPE CONTE

 

Cioè?

«Da un lato Renzi ha saggiato la tenuta di Zingaretti. Dall' altro ha provato a rilanciarsi. E in una buona misura la manovra gli è riuscita».

 

Lei ha sostenuto che, tra i due partiti, era il M5s ad avere più bisogno del Pd. Adesso però non sono i dem a rischiare di finire schiacciati nella morsa grillina, se costretti a sottoscrivere tutti i punti programmatici del Movimento?

beppe grillo

«Bah, i punti programmatici sono fuffa. Non contano».

 

E cosa conta?

«La possibilità di stabilire una sintonia. E io, da tempi non sospetti, sostengo che su alcuni temi, una sintonia tra le aree elettorali di Pd e M5s si possa trovare: dalle materie fiscali, all' ambiente, alla politica estera».

 

Quest' intesa però pare un po' raffazzonata.

«Be', se i gruppi dirigenti pensano solo a salvare le poltrone e sé stessi, le cose in effetti si complicano».

 

francesco d'uva graziano delrio

Nel dialogo 5 stelle-Pd, di programmi si è parlato poco.

«Sì. Una cosa è intavolare un dialogo serio, confrontarsi, discutere, preparare e lasciar maturare un' intesa. Altra cosa è arrivarci come ci si è arrivati».

 

Ovvero?

«Diciamolo chiaramente: nella maniera peggiore possibile. Sarebbero sciocchi i piddini che lo volessero coprire. È un' intesa nata dal nulla - esattamente come quella tra Lega e 5 stelle».

 

LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI INVECCHIATI CON FACEAPP

Quella però era fondata su un contratto anche piuttosto dettagliato. Qui da dieci giorni si parla solo di poltrone, a chi tocca questo o quel ministero

«Eh sì, sostanzialmente s' è trattato di questo. Indicazioni programmatiche vaghissime. E la gente capisce perfettamente che quello di cui si sta parlando in realtà sono il premier, gli eventuali vicepremier e i ministeri chiave. Questo è un altro elemento di debolezza dell' avvio del governo».

 

La sensazione è che l' unica cosa che tiene insieme Pd e 5 stelle sia il timore che Salvini vinca le elezioni. Con queste premesse si può davvero credere alla prospettiva di un governo di legislatura?

matteo salvini e luigi di maio salutano giuseppe conte prima del discorso del premier 1

«Le intese di governo durano quando c' è una classe dirigente con una strategia e chi sia capace anche di giungere a compromessi, purché abbiano un qualche fondamento. E quando c' è stato un lavoro di preparazione. Se no è tutto aleatorio. Non c' è dubbio che, se siamo arrivati a questo punto, è per la paura di andare al voto con la Lega ben oltre il 30%».

 

Tra l' altro, gli ultimi sondaggi, pur certificando la perdita di qualche punto, confermano il potenziale elettorale del Carroccio. Basterà questa manovra di Palazzo a scalzare Salvini?

SALVINI CASANOVA PAPEETE

«Se pensano di aver neutralizzato Salvini semplicemente con questa mossa, sognano».

 

È pura illusione?

«Salvini ha saldamente in mano un partito che controlla tutte le più importanti Regioni italiane. Basterebbe questo per capire che siamo ben lungi dall' averlo messo all' angolo».

 

matteo salvini bacia il rosario mentre parla giuseppe conte 1

In molti, nondimeno, gli rimproverano di aver commesso un errore strategico.

«Be', indubbiamente ha siglato un autogol. Lui probabilmente non voleva neppure arrivare a nuove elezioni».

 

No?

«Credo che volesse semplicemente convincere i 5 stelle, terrorizzati dalla prospettiva del voto, ad accettare la sua linea. Voleva spostare a suo favore l' asse del governo gialloblù».

MASSIMO CACCIARI

 

Quindi la crisi di governo era in realtà un tentativo di soggiogare i grillini?

«Secondo me sì. Ma è stato colto d' anticipo da Conte, che ha messo in difficoltà anche Di Maio. Conte è emerso come leader nel momento in cui ha tagliato i ponti con Salvini, che questa mossa l' ha proprio sbagliata. Sa, siamo sempre lì. Esattamente come con Renzi».

 

MATTARELLA E CONTE

Cosa intende?

«Questi sono dei prepotenti, degli incolti, degli sbruffoni, sono proprio gentina. Si ubriacano di potere. Non lo sanno gestire: quando ce l' hanno, ne rimangono ebbri».

 

Ma a spalleggiare questo improvviso colpo di coda di Conte chi c' è?

(Sorride) «Uuuuh È una storia lunga».

 

giuseppe conte e mattarella all'inaugurazione della nuova sede dell'intelligence 1

Il Quirinale?

«Ma certo. Conte da tanto tempo coltiva le sue relazioni. Non era una persona che appariva sulle gazzette, ma non significa che non contasse anche prima di apparire».

 

Nel Pd, comunque, il dissenso monta. Carlo Calenda ha lasciato, anche Matteo Richetti ha espresso riserve.

renzi calenda

«Se il Pd non fa subito qualcosa di concreto, un colpo d' ala, c' è il rischio che questa vittoria si trasformi nella proverbiale vittoria di Pirro».

Effettivamente, secondo i sondaggi è stato soprattutto il M5s a beneficiare dell' accordo di governo in termini di consensi.

matteo richetti

«Certo, è il traino di Conte. È lui il vero vincitore».

 

Non le è sembrato un po' strano sentire Zingaretti, dopo i colloqui a Montecitorio, invocare come elemento di legittimazione del governo giallorosso i mercati e non l' opinione pubblica? Insomma, è pur sempre un leader di sinistra

«Sì. Mi è sembrato molto strano. Lo so Che devo dirle La sinistra oggi è così».

 

Anche l' Ue saluta con giubilo l' esecutivo giallorosso e, con ogni probabilità, ciò significa ampi margini di flessibilità. C' è però un' esperienza pregressa che dovrebbe mettere tutti sul chi va là.

«A che si riferisce, scusi?».

MASSIMO CACCIARI GIULIA BONGIORNO

 

Agli 80 euro di Renzi: in parole povere, non bastano le mancette per comprare il consenso degli elettori.

«Assolutamente no. Non bastano. Difatti, quando parlo di "colpo d' ala", mi riferisco a una manovra che concentri tutte le risorse disponibili sull' abbattimento del cuneo fiscale, sul rinnovo di tutti i contratti di lavoro e sulla soluzione di questioni simboliche che il governo gialloblù ha lasciato in sospeso, tipo l' Ilva di Taranto. Se nel primo mese si prenderanno decisioni concrete, può darsi che si avvii un processo positivo per l' intesa Pd-5 stelle».

 

Altrimenti?

BONUS Renzi 80 Euro

«Altrimenti si arriva alle regionali, il Pd perde l' Emilia Romagna e il governo si scioglie».

 

massimo cacciari (1)

Lì, però, c' è il rischio che i 5 stelle siano tentati di allearsi con il fu «partito di Bibbiano» (cito Di Maio).

«E io le dico che si dovrebbe lavorare proprio in quel senso. La comica sarebbe se facessero quest' intesa di governo e poi, per battaglie campali come quella dell' Emilia Romagna, Pd e M5s si presentassero divisi. Allora la gente capirebbe che l' unico scopo di questo governo era di evitare il massacro elettorale di quei due partiti».

 

SALVINI MIGRANTI

Sull' immigrazione come dovrebbero muoversi i giallorossi?

«Dovrebbero gestirla ragionevolmente. Evitando gli spettacolini alla Salvini, che teneva le navi in mare aperto mentre lo stesso giorno approdavano decine di barchini, quindi senza spettacolarizzazioni, ma anche mantenendo un fermo controllo».

 

Niente porti aperti a tutti.

GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP

«Macché porti aperti. Per carità. Vanno però evitati i ridicoli spettacoli cui siamo stati abituati in questi mesi».

 

Ci aiuti infine a dirimere un annoso interrogativo geopolitico: l' endorsement di Donald Trump a «Giuseppi» Conte su Twitter.

«È molto semplice: un' altra delle cazzate megagalattiche combinate da Salvini».

MATTEO SALVINI E VLADIMIR PUTIN

 

Cioè?

«Cosa voleva Salvini? Avere Trump alleato dopo i casini che ha combinato con la Russia? Torniamo al discorso di prima».

 

Quale?

«Abbiamo di fronte un ceto politico di serie C».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…