raggi

CAMPIDOGLIO DA SANIFICARE: CONTAGIATO IL CAPO-STAFF DELLA RAGGI, STEFANO CASTIGLIONE, MA LA SINDACA È NEGATIVA - NIENTE PIÙ AUTO-ISOLAMENTO, NÉ LA PROSPETTIVA DI UNA QUARANTENA CON UN EVENTUALE PASSAGGIO DI POTERI AL VICE BERGAMO. STANNO BENE, DOPO I PRIMI ESAMI, ANCHE I COLLABORATORI PIÙ FIDATI DELLA PRIMA CITTADINA. OGGI IL COMUNE CHIUDE PER SANIFICAZIONE…

Lorenzo De Cicco per il Messaggero

 

raggi

Virginia Raggi è negativa: la notizia arriva a Palazzo Senatorio nella tarda serata di ieri, dopo ore di fibrillazioni (e preoccupazioni) nello staff. Il capo di Gabinetto della sindaca, Stefano Castiglione, è stato contagiato dal coronavirus. La sindaca lo scopre intorno alle 14, poco dopo una conferenza stampa con decine di giornalisti e il viceministro dell'Economia, Laura Castelli, fissata per mezzogiorno.

 

A quel punto, dopo un rapido consulto col medico di fiducia, sceglie la linea della prudenza: si va in ospedale, al San Giovanni, dove centinaia di romani pazientavano da ore al drive-in sanitario proprio in attesa del tampone. Raggi viene sottoposta al test rapido, che nel volgere di qualche minuto fornisce l'esito: negativo.

 

stefano castiglione

Niente più auto-isolamento, né la prospettiva di una quarantena con un eventuale passaggio di poteri al vice Bergamo. Stanno bene, dopo i primi test, anche i collaboratori più fidati della prima cittadina. Resta solo una cosa da fare: sanificare Palazzo Senatorio. Sarà fatto oggi.

 

IL MAGISTRATO Castiglione, 53 anni, magistrato della Corte dei Conti in prestito al Campidoglio dal gennaio 2019, ha fatto sapere di essere positivo al Covid-19 ieri mattina, dopo avere avuto qualche linea di febbre, ma senza altre complicazioni, per fortuna. A quel punto si è messa in moto la macchina dei tracciamenti intorno al Marc'Aurelio. Raggi ha l'ufficio a due porte di distanza da quello di Castiglione. L'ultima volta lo ha visto alla fine della settimana scorsa. Oltre le 72 ore per cui è obbligatorio sottoporsi all'esame Covid.

 

Ma la sindaca ha voluto essere cauta, consigliata dal proprio medico. È partita quindi alla volta del San Giovanni, dove il primo tampone ha dato esito negativo. Un referto che ha archiviato in un colpo tutte le ipotesi che avevano iniziato ad addensarsi nei corridoi di Palazzo Senatorio: l'isolamento di buona parte dello staff, la quarantena della sindaca nella sua casa ad Ottavia, la possibilità di un passaggio temporaneo di poteri con il vicesindaco, Luca Bergamo.

raggi

 

Con cui, peraltro, Raggi ha ormai rapporti abbastanza gelidi (ad agosto Bergamo ha bocciato pubblicamente la ricandidatura della sindaca), tanto che ancora prima che arrivasse l'esito del tampone, mentre Raggi era in isolamento fiduciario, il Campidoglio spediva alle agenzie stampa una nota per far sapere che Raggi «continuerà a esercitare comunque le sue funzioni istituzionali». Come a dire: resta lei al comando. Ma non è detto che le cose sarebbero rimaste così in caso di positività. Zingaretti, per dire, dopo il contagio ha affidato il compito di portare avanti il lavoro in Regione al vicegovernatore Leodori.

 

LA SANIFICAZIONE Il Campidoglio oggi rimarrà chiuso per sanificazione. Non solo il primo piano, dove sono gli uffici di Castiglione (e di Raggi), anche altri locali. Un'operazione simile era stata predisposta tre giorni fa, quando si è saputo che un consigliere comunale, Francesco Figliomeni di FdI, era positivo al virus.

 

I colleghi sono corsi a fare il tampone, una ventina si sono messi in auto-isolamento, in attesa del referto. «Ci auguriamo la stessa trasparenza da parte della sindaca e del suo staff - dice Andrea De Priamo, il capogruppo dei meloniani in Comune - questa pandemia ci ha insegnato quanto la condivisione degli spostamenti e delle informazioni sia fondamentale».

raggi piazza mincioraggi piazza mincioraggiraggi piazza mincio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…