conte casaleggio

LA CAPRIOLA ALL’INDIETRO DEI GRILLINI: DALLA DEMOCRAZIA DIGITALE AL VOTO PER POSTA! - VISTE LE TENSIONI CON DAVIDE CASALEGGIO, E LA SOSPENSIONE DELLE VOTAZIONI SULLA PIATTARFORMA ROUSSEAU (PER NON AGGRAVERE IL DEBITO ESISTENTE), I CINQUESTELLE STANNO PENSANDO DI FAR INCORONARE CONTE LEADER ATTRAVERSO IL VOTO VIA POSTA - LO SCOGLIO DELLE ALLEANZE PER LE AMMINISTRATIVE…

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

L'alleanza con il Pd e il rebus dei rapporti con Rousseau: nel Movimento i due temi-cardine che stanno logorando i vertici registrano passi avanti. Prosegue il braccio di ferro con Davide Casaleggio. Le votazioni su Rousseau sono ferme per «non aggravare ulteriormente la situazione del debito», è il ragionamento dell'ala più vicina all'associazione che regola la piattaforma. Ma lo stop ha anche un valore politico: blocca l'iter per «incoronare» Giuseppe Conte.

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

Ecco allora che nelle ultime ore sta prendendo piede l'idea di uno stratagemma: far votare gli attivisti via posta in modo da aggirare Rousseau. Una soluzione, però, che trova già diversi Cinque Stelle perplessi. «Potremmo esporci a una serie di ricorsi e trovarci punto a capo», dice uno di loro, che si domanda: «Come si può garantire che abbiano effettivamente votato gli aventi diritto?».

 

In questa situazione confusa, con Conte che preferisce attendere un'investitura ufficiale con tutti i crismi prima di muoversi da leader, nel Movimento c'è una frangia in pressing su Luigi Di Maio perché gestisca lui in prima persona sia la trattativa con Casaleggio sia i nodi politici più urgenti da sciogliere. In primis rinsaldare l'asse con i dem, un argomento su cui non a caso il ministro degli Esteri è intervenuto in un'intervista a El Pais .

grillo conte casaleggio

 

«Ho sempre lavorato bene con Letta, è una persona in cui ho molta fiducia. L'alleanza tra Pd e M5s sarà rafforzata», ha detto Di Maio. E poi ha precisato: «Ma non deve essere solo elettorale, è necessario guardare ad orizzonti lontani per crescere insieme. Dobbiamo affrontare insieme le grandi questioni sociali. Letta e Giuseppe Conte troveranno spazio per il dialogo». L'ex capo politico M5S ha parlato anche di ius soli, citato dal segretario dem tra i suoi punti programmatici: «Quando parliamo di cittadinanza a mio avviso dobbiamo coordinarci a livello europeo».

 

enrico letta

Il primo scoglio da affrontare con i dem, però, è quello delle alleanze per le Amministrative. Nell'attesa del nuovo corso contiano, prosegue sottotraccia una flebile trattativa. Su sei capoluoghi di regione, nel Movimento auspicano di chiudere «almeno un patto per quattro». Viene data per persa la possibilità di una convergenza a Trieste, la città dove è stato consigliere comunale il contiano Stefano Patuanelli: qui il Pd andrà da solo e il Movimento punta su Alessandra Richetti.

 

stefano patuanelli question time in senato 1

La candidata triestina si è schierata al fianco di Virginia Raggi. E proprio il Campidoglio rischia di essere l'altra città con dem e M5S spaccati: l'endorsement di Beppe Grillo alla sindaca uscente sarà difficile da scalfire per chiunque nel Movimento. I pentastellati sostengono che il Pd abbia fretta di definire un quadro preciso e punta ad avanzare proposte anche in altri capoluoghi.

 

Quelli interessati da un possibile asse sono Bologna, Milano, Torino e Napoli. Situazioni ancora incerte, ma il Movimento vorrebbe provare a proporre un civico d'area per la città governata da Chiara Appendino, mentre sotto il Vesuvio rispunta la candidatura di Roberto Fico, ben vista nella coalizione. Proprio ieri il presidente della Camera ha incontrato il buovo segretario del Pd.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?