durigon salvini

IL CASO DURIGON METTE A DURA PROVA SALVINI - IL “CAPITONE” È STATO COSTRETTO A CEDERE, COME GIÀ FECE PER SIRI NEL MAGGIO 2019: QUESTA VOLTA A PESARE È STATO SOPRATTUTTO IL FATTO CHE L’EX SOTTOSEGRETARIO È SEMPRE STATO VISTO COME UN "PESO" (IN TUTTI I SENSI) DALL’ALA MODERATA DEL PARTITO. E CON LUI TUTTO QUEL GRUPPO DI “NON LEGHISTI” FEDELISSIMI DI SALVINI, CHE GLI SONO SERVITI PER TENTARE DI USCIRE DALL'ENCLAVE DEL NORD E CONQUISTARE IL RESTO DEL PAESE...

 

 

Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

matteo salvini saluta claudio durigon foto di bacco (3)

Matteo Salvini cerca di spostare il tiro sulla ministra Lamorgese («Altri riflettano»). Ma per lui è una brutta botta. E, per certi versi, anche una storia che si ripete. E che mette al centro della scena i «non leghisti», come li chiamano nel partito.

 

Quanti sono stati reclutati direttamente dal segretario e che prima di lui leghisti non lo erano affatto. Claudio Durigon certamente non è un fascista, come dice lui e come dicono tutti coloro che lo conoscono bene.

luciana lamorgese matteo salvini 1

 

Ma certamente la sua sortita sul parco da intitolare al fratello di Mussolini ci respinge in un'altra storia che si ripete, la non definitiva cicatrizzazione delle ferite seguite al Ventennio e alla Guerra Mondiale. Non per nulla Salvini ieri ha polemizzato con Enrico Letta, sostenuto dal fuoco leghista, per il suo silenzio sulle dichiarazioni del rettore dell'Università per stranieri di Siena («la destra sta ingigantendo le foibe da un punto di vista storico, numerico e soprattutto cerca di equipararla alla Shoah»).

 

claudio durigon

In un gioco di specchi fascisti-comunisti che va avanti da settant' anni. Ma Durigon per il segretario è una brutta botta perché l'ex sindacalista di Latina è un uomo chiave della Lega salviniana, a suo modo un simbolo.

 

Eletto deputato nel 2018 prima ancora di aver dato le dimissioni da segretario del sindacato di destra Ugl, poi subito sottosegretario. E sottosegretario di nuovo non appena la Lega è tornata al governo. Si può sottovalutare il valore della militanza nella Lega, ma certamente quella carriera rapidissima ha destato malumori in chi nella Lega milita magari da decenni.

CLAUDIO DURIGON E MATTEO SALVINI FANNO SELFIE IN SPIAGGIA

 

Ma Claudio Durigon, con la sua lunga esperienza nel sindacato, abbastanza inedita nella Lega se non si vuole considerare il vecchio Sin.Pa. di Rosy Mauro, ha aperto nuove strade a Salvini, che infatti ha immediatamente detto che l'ex sottosegretario continuerà a lavorare al mantenimento di Quota 100, la riforma pensionistica targata Lega, oltre che a una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali.

 

ARMANDO SIRI MATTEO SALVINI

Peraltro Durigon è stato il pilastro della fortunata campagna elettorale per le Politiche 2018, che ha portato la provincia pontina ad essere la roccaforte della Lega in una Regione chiave come il Lazio. Da qui, un altro gallone ancora per l'ex sindacalista: del Lazio è infatti diventato coordinatore, il luogotenente di Salvini in attesa che si svolgano i congressi.

 

matteo salvini con la mascherina di borsellino

Certo, i leghisti a lui meno favorevoli gli imputano, per esempio, il flop di presenze alla manifestazione per la ripartenza del Paese in piazza Bocca della verità nel giugno scorso. Ma che Durigon sia un elemento centrale della Lega salviniana è fuori di dubbio. Ma, appunto, c'è una storia che si ripete.

 

Salvini Pillon

Salvini aveva già dovuto rinunciare a uno dei suoi uomini di punta. Nel maggio 2019, dopo un lungo braccio di ferro, l'allora premier Giuseppe Conte dimissionò Armando Siri dopo che quest' ultimo fu raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione.

 

Anche l'ex socialista ligure è uno dei salviniani puri che al partito anno dato un contributo tangibile: Siri, oltre ad aver fondato la scuola di Formazione politica del partito, è anche il padre della Flat tax, punto chiave delle riforme salviniane recentemente sposato anche da Silvio Berlusconi.

borghi salvini bagnai

 

La durata della crisi fu più o meno simile a quella di oggi, già allora la situazione si sfilacciò giorno dopo giorno senza che i leghisti riuscissero a invertire l'inclinazione del piano che portò all'uscita dal governo dell'ex socialista ligure. Per questo, nella Lega il sospetto nei confronti delle leve più o meno recenti è aumentato.

 

In molti, per esempio, non perdonano a Claudio Borghi, Alberto Bagnai, Simone Pillon e allo stesso Siri la manifestazione della fine di luglio che ha messo il partito in una luce più o meno no vax (pur non essendo nessuno di loro un anti vaccini dichiarato) che gran parte del partito non ha condiviso. Così come l'integralismo cattolico di Pillon viene da molti visto come totalmente estraneo alla storia della Lega. Ma, appunto, la storia si ripete.

CLAUDIO DURIGON MATTEO SALVINIclaudio durigon giancarlo giorgettimatteo salvini armando siriclaudio durigon andrea santucci siri salvinimatteo salvini claudio durigon

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...