giovanni toti luigi brugnaro luigi di maio

I CENTRISTI TOTI E BRUGNARO CHIEDONO UN RIMPASTO DI GOVERNO PER AVERE QUALCHE POLTRONCINA E DI MAIO TREMA: NEL SOTTOGOVERNO, LUIGINO HA PEDINE FONDAMENTALI DELLA SUA RETE DI POTERE INTERNA AL M5S - DAL SOTTOSEGRETARIO ALLA FARNESINA, MANLIO DI STEFANO, ALLA SOTTOSEGRETARIA ALLA GIUSTIZIA ANNA MACINA, PASSANDO PER IL MINISTERO PER IL SUD E LA COESIONE TERRITORIALE, PRESIDIATO DA DALILA NESCI, FINO AL MINISTERO DELL'ECONOMIA DOVE SIEDE, DA VICEMINISTRA, LAURA CASTELLI, CHE NEI PROSSIMI MESI GESTIRÀ PER I CINQUE STELLE LA PARTITA DELLE NOMINE NELLE PARTECIPATE…

brugnaro toti

Federico Capurso per "La Stampa"

 

Nei giorni in cui Beppe Grillo è annunciato a Roma per risolvere la crisi interna, il Movimento vive una tregua.

 

Armata ma è pur sempre tregua. E un momento di confronto ci sarà, tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, probabilmente con un'assemblea congiunta che verrà trasmessa sui social grillini.

 

Intanto però i due si trovano allineati - per una volta - nel dire di no a un rimpasto. Non sono i soli.

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

 

Per Matteo Salvini e Silvio Berlusconi «non è il momento», nonostante alcuni ministri «non abbiano brillato», fa notare il leader della Lega, e lo stesso sostiene il Pd, come spiegato da Debora Serracchiani ieri su La Stampa.

 

luigi di maio mario draghi

Ma se ogni giorno c'è qualcuno che frena di fronte all'ipotesi di rimettere mano alla squadra di governo, evidentemente il rischio è tutt' altro che scongiurato. Anche perché continuano le pressioni su Mario Draghi da parte di quelle forze centriste finora rimaste a stomaco vuoto di poltrone, come Coraggio Italia.

luigi di maio e manlio di stefano spazzini

 

Qualche giorno fa Di Maio, in una telefonata con il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, leader di Coraggio Italia, è stato chiaro: «Con un rimpasto, rischiamo di provocare delle fibrillazioni pericolose per la tenuta del governo». Il momento, ha fatto notare a Brugnaro, «è delicato».

 

Il sindaco, con cui Di Maio vanta ottimi rapporti, avrebbe provato a minimizzare, ma sa bene che la paura del ministro degli Esteri non riguarda solo la stabilità dell'esecutivo.

 

LUIGI DI MAIO GIANCARLO GIORGETTI GIOVANNI TOTI

Di Maio teme che si possa innescare un domino pericoloso tra i sottosegretari e lo avrebbe fatto intendere - sostengono dal Movimento - anche durante i colloqui avuti con i pontieri grillini per ricucire lo strappo con Conte.

 

Nel sottogoverno, infatti, il ministro degli Esteri ha delle pedine fondamentali della sua rete di potere interna al Movimento: dal suo sottosegretario alla Farnesina, Manlio Di Stefano, alla sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina, passando per il ministero per il Sud e la coesione territoriale, presidiato da Dalila Nesci, fino al ministero dell'Economia dove siede, da viceministra, il suo braccio destro Laura Castelli, che nei prossimi mesi gestirà per i Cinque stelle la partita delle nomine dei vertici di 41 società partecipate o controllate dal Tesoro arrivate ormai in scadenza.

anna macina 2

 

Nessuno di loro, nei ragionamenti di Di Maio, deve dunque correre il pericolo di essere rimosso. Perché anche da qui passa, per il ministro del Movimento Cinque Stelle, la strada che porta a un suo ritorno alla centralità nel partito.

MARIO DRAGHI MEME

giovanni toti luigi brugnaro

LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTEMARIO DRAGHI conte di maio

luigi brugnaro giovanni toti coraggio italia luigi brugnaro giovanni toti 2

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…