silvio berlusconi matteo salvini

AL CENTRO C’E’ UN VUOTO DA RIEMPIRE – PANARARI: “CERCASI UN PARTITO IN GRADO DI INTERCETTARE I VOTI MODERATI, OGGI CONFLUITI NELL'ASTENSIONE, CHE RIGETTANO IL GRILLISMO ANTISVILUPPISTA E IL SOVRANISMO LEGHISTA - PER SALVINI APPARE PIÙ CONVENIENTE PROLUNGARE L'INTESA ‘’CONTRATTUALIZZATA’’ CON DI MAIO CHE NON RITORNARE NELLE BRACCIA DEL CAVALIERE: PER UNA PARTE DEL GRUPPO DIRIGENTE DI FORZA ITALIA L'ANTISALVINISMO È ORMAI DIVENTATO UN ELEMENTO POLITICO-IDENTITARIO A TUTTI GLI EFFETTI’’

Massimiliano Panarari per “la Stampa”

berlusconi salvini

 

«L' Italia è il Paese che amo», diceva Silvio Berlusconi nel celebre videomessaggio del 26 gennaio 1994 in cui annunciava la discesa in campo. Un amore che è stato ampiamente ricambiato, a conferma di come questo nostro Paese, nel suo profondo, risulti maggioritariamente di centrodestra.

 

Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e dal centrodestra a egemonia berlusconiana siamo passati al destracentro a trazione salviniana, con il leader della Lega che autorizza la formula dell' antica coalizione esclusivamente a livello locale e dà la sensazione di non volerla assolutamente riprendere su scala nazionale.

 

TOTI MELONI SALVINI

Dove, nonostante la conflittualità - dettata anche dall' implacabile regola della campagna elettorale permanente per cui «competition is competition», e la differenziazione di posizioni paga - per il Capitano appare, in tutta evidenza, più conveniente prolungare l' intesa «contrattualizzata» con Luigi Di Maio che non ritornare nelle braccia del Cavaliere.

E del resto, in seno a una parte del gruppo dirigente di Forza Italia l' antisalvinismo è ormai diventato un elemento politico-identitario a tutti gli effetti.

 

salvini berlusconi

L' esclusione di Mara Carfagna dalle liste per le europee rappresenta solo l' ultimo episodio della lotta per la successione all' interno di una formazione il cui destino è indissolubilmente legato a quello del leader-fondatore, ma che continua a occupare uno spazio politico centrale dal quale può venire proprio la sfida più insidiosa all' odierno primato populista.

 

salvini di maio berlusconi

Come mostra anche l' aspetto interessante di una contesa interamente, o quasi, al femminile (da Carfagna a Mariastella Gelmini, da Lara Comi a Licia Ronzulli) sull' eredità di quello che rimane, in tutto e per tutto, un partito personale. E, infatti, quanto avviene dentro Forza Italia si intreccia con le grandi manovre che si stanno svolgendo da tempo per dare vita a una formazione politica centrista e di sistema capace di proporsi quale forza (tranquilla) di governo.

 

mara carfagna

Un soggetto politico in grado di intercettare i voti moderati oggi confluiti nell' astensione, e di porsi quale interlocutore di quei ceti produttivi che rigettano il grillismo antisviluppista e non si fidano della retorica e del sovranismo salviniani - e che sono già scesi in piazza in varie occasioni, a partire dall'onda Sì Tav.

 

BERLUSCONI RENZULLI

Un lavorìo intenso che, però, non è riuscito finora a trovare una realizzazione, né un leader; e che, verosimilmente, può ottenerli unicamente dal superamento dell' odierno neobipolarismo forzato e «paradossale» tra partiti di sistema all' opposizione e partiti anti-establishment al governo. Come pure dalla scomposizione dell' assetto esistente dell' offerta partitica, con la nascita di un' organizzazione politica che vada da un' ex Fi deberlusconizzata ai comitati civici renziani.

 

In questa nostra nazione fondamentalmente di centrodestra c' è sempre spazio per una sorta di «Dc 2.0» e postmodernizzata. Perché, nonostante l' esecutivo legastellato, non è affatto archiviata l' idea che l' Italia si governi sostanzialmente dal centro (guardando a destra, e talvolta a sinistra).

 

mara carfagna urbano cairo

E, infatti, ambedue i partiti neopopulisti puntano a quel modello riveduto e politicamente (s)corretto, ma la Lega attuale è troppo intrisa di messaggi e suggestioni di destra radicale, e il Movimento 5 Stelle presenta un' anima antisistema (specie in certi settori del suo elettorato) troppo consistente. E, dunque, c' è un vuoto al centro: magari non grande quanto una buca di una strada romana, ma comunque significativo.

MATTEO RENZI E MARIA ELENA BOSCHI

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...