draghi salvini di maio

CHE AFFARONE PER LA BCE COMPRARE I TITOLI ITALIANI: RESTITUITI 32 MILIARDI IN INTERESSI DAL 2015 - CONVIENE ANCHE AL TESORO, CHE HA RIDOTTO I TASSI GRAZIE AL QUANTITATIVE EASING. MA COME FA NOTARE IL LEGHISTA BORGHI, NELL'ANNO DEL GOVERNO GIALLO-VERDE A FRANCOFORTE AVEVANO PRATICAMENTE SMESSO DI COMPRARE DEBITO ITALIANO. SARÀ STATO SICURAMENTE UN CASO…

 

 

 

BCE, RESTITUITI 32 MILIARDI DI INTERESSI DAL 2015

Vito Lops per ''Il Sole 24 Ore''

 

lagarde draghi mattarella

Oltre ad aver ridotto il tasso di mercato, gli acquisti di BTp da parte della Bce comporteranno a fine 2020 un risparmio netto di oltre 10 miliardi per le casse del Tesoro. Risparmio che supera i 30 miliardi se il conteggio parte dal 2015, anno in cui è stato lanciato (marzo) il quantitative easing. Proviamo a capire perché. Siamo infatti abituati a pensare che quando la Bce compra sul mercato secondario (sul primario non può farlo) BTp si "limiti" ad allontanare gli speculatori.

 

Questo contribuisce certamente ad abbassare i tassi sui titoli che il Tesoro andrà ad emettere. Ma il supporto della Bce non finisce qui. Perché, difatti, sulla quota di debito pubblico italiano che detiene (oggi poco più di 400 miliardi ma a fine 2020 dovrebbe superare i 600 miliardi) la componente interessi a carico del Tesoro svanisce. Questo accade perché le relative cedole vengono retrocesse dalla Banca d' Italia, che esegue gran parte degli acquisti per conto della Bce, al Tesoro a fine anno. «In buona sostanza, questo debito è come se non esistesse, né per gli effetti di stock né per quelli di flusso - spiega Andrea Delitala, head of investment advisory di Pictet -. Questa forma indiretta di monetizzazione del debito è attualmente un fenomeno globale ben più evidente negli Usa e in Giappone».

roberto gualtieri giuseppe conte 3

 

Quindi il vantaggio degli acquisti della Bce è almeno doppio. In primo luogo allontana la speculazione. In secondo sulla quota di debito detenuta gli interessi maturati vengono sostanzialmente restituiti al Tesoro (quindi difatti è come se quel debito fosse a costo zero). Sarebbe triplo qualora questa forma temporanea di monetizzazione del debito diventasse permanente attraverso, ad esempio, un costante reinvestimento dei titoli in scadenza. Ma se sul terzo punto non si possono fare previsioni - si tratterebbe di una scelta probabilmente più politica che monetaria - sul secondo punto è possibile già quantificare l' effetto concreto del risparmio per il Tesoro (e a valle per i contribuenti italiani).

christine lagarde mario draghi 1

 

Dal 2015 al 2019, l' anno in cui è partito il quantitative easing, a conti fatti la Banca d' Italia - che acquista circa il 90% dei titoli italiani per conto della Bce - ha retrocesso al Tesoro in totale interessi per oltre 23 miliardi. Pictet ha poi calcolato, tra questi, la retrocessione di interessi direttamente attribuibile agli acquisti effettuati tramite le operazioni di quantitative easing: in questo caso la quota di interessi che è uscita dalla porta e poi è rientrata dalla finestra a Via XX settembre ammonta a 11,7 miliardi. Questi numeri sono destinati a gonfiarsi in particolare in questo 2020, anno in cui l' emergenza pandemica ha reso ancor più robusto l' intervento della Bce. Stimando che la quota di debito pubblico italiano in mano alla banca centrale passerà da 403 a 628 miliardi, Pictet calcola un risparmio annuo per il Tesoro di 10,7 miliardi e complessivo dal 2015 di oltre 32 miliardi, 20,7 dei quali imputabili al Qe.

 

Come mai il risparmio totale è superiore rispetto a quello generato dagli acquisti effettuati per la via del Qe?

«La consistenza della retrocessione e le sue variazioni di anno in anno dipendono dall' insieme diversificato di costi e ricavi del bilancio della Banca d' Italia - continua Delitala -. Pertanto identificare quanta parte della retrocessione corrisponda a una determinata classe di attivo (che produce interessi ma anche plus/minusvalenze), in questo caso i titoli di Stato italiani, può essere solo frutto di stima.

matteo salvini giovanni tria 1

 

Prendiamo ad esempio il 2019: 4,3 miliardi provengono dai titoli detenuti dalla Banca d' Italia nell' ambito del Pspp (Public sector purchase programme) e 563 milioni per il Smp (Securities markets programme). Ma il totale degli interessi retrocessi al Tesoro è più alto perché la restante parte proviene anche da interessi su titoli di Stato italiani non detenuti per finalità di politica monetaria, dei quali però non è specificato lo stock. Bisogna inoltre considerare che circa il 10% dei titoli di Stato italiani acquistati nell' ambito del Pspp è detenuto dalla Bce che ridistribuisce alla Banca d' Italia parte dei proventi tramite dividendi».

 

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