CHE BEL CLIMA NELLO STAFF DI GIORGIA MELONI – MENTRE LA DUCETTA FACEVA IL SUO INGRESSO D’ONORE AL PALACONGRESSI DI RIMINI, OSPITE DELLA CGIL, MARIO SECHI E PATRIZIA SCURTI SI MARCAVANO A VISTA. LA POTENTISSIMA SEGRETARIA PERSONALE DELLA PREMIER SI È ACCOMODATA QUASI DI SBIECO, QUASI A VOLER DARE LE SPALLE AL CAPO UFFICIO STAMPA. E NON SI SONO MAI RIVOLTI LA PAROLA…

-

Condividi questo articolo


MAURIZIO LANDINI E GIORGIA MELONI CON MARIO SECHI E PATRIZIA SCURTI ALLE SPALLE MAURIZIO LANDINI E GIORGIA MELONI CON MARIO SECHI E PATRIZIA SCURTI ALLE SPALLE

Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per “il Foglio”

giorgia meloni parla al congresso della cgil 6 giorgia meloni parla al congresso della cgil 6

 

[…] Sorpresa: donna Giorgia è entrata dall’ingresso principale. Come conviene a un ospite d’onore e non da una porta secondaria come chi ha qualcosa da nascondere o da evitare.

Ha sfidato qualche “bu”, i cartelli sulla tragedia di Cutro e un gruppetto di manifestanti con la bandiere nere su cui c’è scritto “No Aste”. Sono i balneari. “Siamo di destra”.

 

Meloni troverà Maurizio Landini ad accoglierla […]. Dietro di loro lo staff di Palazzo Chigi seduto in questo ordine: la storica portavoce Giovanna Ianniello, il neo capo ufficio stampa Mario Sechi e la potentissima segretaria Patrizia Scurti (si accomoda di sbieco quasi per voler dare le spalle a Sechi: i due non si rivolgeranno mai la parola). Mini delegazione. Intanto la strana coppia ridacchia. Quasi si dà di gomito.

 

giorgia meloni e patrizia scurti a kiev giorgia meloni e patrizia scurti a kiev

[…] Una roba del genere non accadeva da ventisette anni. E soprattutto mai un premier di destra si era affacciato a un congresso della Cgil. […] E’ una grande operazione politica per la presidente del Consiglio. Dai contorni storici, ricordati proprio dal calendario: il 17 marzo è la giornata dell’Unità nazionale. Concetto che la leader di destra ribadirà diverse volte dal palco, durante un intervento tosto e per nulla remissivo durato trentatré minuti. E’ un gesto di pacificazione nazionale? Rimini è la Onna di Meloni? Forse. Chissà se durerà, certo. Comunque se Silvio Berlusconi il 25 Aprile del 2009 festeggiò la Liberazione con i partigiani nel paesino Aquilano con tanto di fazzoletto tricolore al collo, adesso Meloni sta qui su questo palco rosso antico con la sua faccia rilanciata da due maxischermi color arcobaleno.

 

GIOVANNA IANNIELLO PATRIZIA SCURTI JOE BIDEN GIOVANNA IANNIELLO PATRIZIA SCURTI JOE BIDEN

[…] Dietro al palco c’è un uomo della scorta. Tiene stretta con in mano la valigetta 24 ore che in caso di pericoli (vedi attentati) si apre e diventa uno scudo. Questa è la tana del lupo e il dispositivo di sicurezza abbonda in precauzioni. Ovviamente non accadrà nulla. I 24 delegati che da giorni promettevano contestazioni (e contestavano Landini per l’invito) intonano “Bella Ciao”. Si sente un “vattene razzista”. Ma alla fine lassù in montagna vanno loro, i delegati insubordinati, che abbandonano la sala come ampiamente previsto.

 

L’ospite osserva la mini contestazione e mette su una faccia quasi annoiata e allo stesso di sfida, con smorfie che sono ormai un marchio di fabbrica. “Lo slogan pensati sgradita è efficace, anche se non sapevo che Chiara Ferragni fosse una metalmeccanica”. La platea non batte ciglio, d’altronde Landini si è raccomandato all’infinito: niente scherzi.

mario sechi parla con i giornalisti a palazzo chigi mario sechi parla con i giornalisti a palazzo chigi

E sarà così. […] Il pubblico non fa una piega. Giovedì con Carlo Calenda, per esempio, si era abbastanza scatenato in fischi e “bu”. Questa volta no. […]

MARIO SECHI IN VERSIONE MARCHESE DEL GRILLO MEME MARIO SECHI IN VERSIONE MARCHESE DEL GRILLO MEME rita lofano mario sechi rita lofano mario sechi AGENZIA AGI - TITOLO SUL DUELLO MELONI SCHLEIN PRIMA DELLA CHIAMATA DI SECHI AGENZIA AGI - TITOLO SUL DUELLO MELONI SCHLEIN PRIMA DELLA CHIAMATA DI SECHI

PATRIZIA SCURTI E GIORGIA MELONI PATRIZIA SCURTI E GIORGIA MELONI

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO" SI FACEVA SESSO SENZA REMORE, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA I GENERI SESSUALI: ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA IN UNO SPETTACOLO AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLA: “AO' SPEGNETELE!”. E IO: “MA SEI MATTO, C'È PINA BAUSCH...”. E LEI: “MA IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

DAGOFILOSOFIA: ‘’IL PENSIERO DEBOLE” SPIEGATO AL POPOLO - ADDIO SCUDO CROCIATO, IN SOFFITTA FALCE E MARTELLO, BENVENUTI NEGLI ANNI OTTANTA. SI È CHIUSO IL CICLO DELLA POLITICIZZAZIONE. A CHE SERVE, ARMATI DI SACRA IDEOLOGIA, SCAVARE ALLA RICERCA DELLA “VERITÀ” QUANDO POI, UNA VOLTA RISALITI IN SUPERFICIE, QUELLA “VERITÀ” NON CI SERVE A UN CAZZO, VISTO LA VELOCITÀ DEI CAMBIAMENTI NELLA SOCIETÀ? LA REALTÀ VA FRONTEGGIATA CON “DEBOLEZZA”, A MO’ DI UN SURFISTA CHE SA BENE CHE AFFRONTANDO L’ONDA FINIRÀ A GAMBE ALL’ARIA, MEGLIO CAVALCARLA E ARRIVARE ALLA RIVA…

DAGOREPORT! GIORGIA IN AMBASCE: E ADESSO, CHE SI FA CON LA PITONESSA? SCARTATO IL RIMPASTO DI GOVERNO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON VEDONO L’ORA DI REGOLARE I CONTI, PER LA DUCETTA LA VIA PIÙ SEMPLICE È SOSTITUIRE L’ESUBERANTE MINISTRA. SE NON RASSEGNA LE DIMISSIONI, GIÀ È PRONTA UNA MOZIONE PARLAMENTARE DI SFIDUCIA DA PARTE DI PD E M5S - CONVINCERE LA “CRUDELIA DE MONA” A FARSI DA PARTE NON SARÀ UN’IMPRESA SEMPLICE: GODE DELLA PROTETTIVA AMICIZIA DELLA SECONDA CARICA DELLO STATO, IGNAZIO LA RUSSA E LEI SA BENISSIMO CHE, IN CASO DI DIMISSIONI, LA SUA VITA POLITICA VERRÀ INGHIOTTITA IN UN CONO D’OMBRA PER SCOMPARIRE TRA GLI OMBRELLONI-CHIC DEL TWIGA A FARE LA BAGNINA - L’IRA DELLA DANIELONA CI STA TUTTA. MA NON È IL CASO DI BUTTARLA SUL COMPLOTTISMO: IN POLITICA L’ARROGANZA NON PAGA MAI, PRIMA O POI LA RUOTA GIRA E QUEL FASCICOLO CHE STAVA ABBANDONATO IN UN CASSETTO DELLA PROCURA, MAGARI PERCHÉ NON SI TROVAVA MAI IL TEMPO DI SEGUIRLO, DI COLPO RICOMPARE BELLO E SPOLVERATO SULLA SCRIVANIA DEI PM…