talebani afghanistan abdul ghani baradar kabul occidente biden macron merkel

CHE CE FAMO CON L’AFGHANISTAN? - LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE PRIMA È SCAPPATA DA KABUL E ORA CERCA DI CAPIRE COME TENERE INSIEME I COCCI: L’OBIETTIVO PRIMARIO È LA STABILIZZAZIONE DEL PAESE, MA COME HA DETTO DRAGHI LA SEDE PER DISCUTERE NON È IL G7 MA IL G20 (PRESIEDUTO DALL’ITALIA) PER METTERE AL TAVOLO ANCHE CINA, TURCHIA E RUSSIA - E INFATTI MARIO DRAGHI IERI HA CHIAMTO PUTIN…

AFGHANISTAN - LA RESISTENZA AI TALEBANI

1 - DIPLOMAZIE AL LAVORO: SI STUDIA UNA MISSIONE PER FERMARE IL DISASTRO

Pasquale Napolitano per “il Giornale”

 

Il G7 lavora su due fronti per neutralizzare gli effetti della crisi innescata dal ritiro degli ultimi contingenti Nato dall'Afghanistan e la fulminea presa di Kabul da parte dei Talebani.

 

talebani nel palazzo presidenziale di kabul

Primo: mettere Russia, Cina e Turchia al tavolo della transizione. Secondo: obbligare, con una missione internazionale, il regime dei talebani a un'uscita in sicurezza di chi intende fuggire dall'Afghanistan.

 

luigi di maio e la crisi in afghanistan meme 1

È in sintesi la linea che emerge dalla riunione di ieri in videoconferenza fra i capi delle diplomazie dei Paesi del G7 (Regno Unito, Usa, Germania, Giappone, Francia, Canada e Italia, rappresentata dal ministro Luigi Di Maio) presieduta dal ministro degli Esteri britannico Dominic Raab. La sede, per mettere attorno al tavolo anche Cina, Turchia e Russia, è il G20.

 

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio chiarisce che «l'Italia in qualità di presidente del G20 e Paese in stretto coordinamento con il G7, ha in programma di convocare una riunione ad hoc a livello di leader per promuovere una discussione approfondita sull'Afghanistan». Secondo Di Maio, «il format del G20 consentirà di coordinare la nostra posizione con altri importanti partner: Russia, Cina e Turchia».

Biden Putin

 

Nel medio periodo l'obiettivo è stabilizzare Afghanistan, evitando che ritorni a essere una base operativa e politica del terrorismo islamico. «I Talebani - si legge nel comunicato diffuso al termine del vertice - devono garantire che l'Afghanistan non diventi rifugio per minacce terroristiche alla sicurezza internazionale».

 

protesta contro i talebani a jalalabad 6

La strada individuata è una missione internazionale. Per i ministri degli Esteri del G7 - «la crisi in Afghanistan richiede una risposta internazionale che porti a una soluzione politica inclusiva». Da qui l'opzione di una missione internazionale per impedire un'escalation della crisi in Afghanistan. Nel breve tempo, la priorità è completare l'evacuazione di civili, predisponendo un piano di accoglienza e asilo per i profughi.

 

talebani in afghanistan

Una strada che appare in salita. Rischi confermati nelle parole di Angela Merkel: «L'operazione per evacuare le persone dall'Afghanistan è una missione altamente complicata. Spero che avremo successo nel portare a casa il maggior numero di persone possibile o assicurare loro protezione e salvezza», chiarisce la cancelliera tedesca. Piano al quale sta lavorando la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: «Ho discusso la difficile situazione in Afghanistan con Jens Stoltenberg (segretario generale della Nato).

 

luigi di maio e la crisi in afghanistan meme 2

Ci stiamo coordinando da vicino per l'evacuazione del personale e dei familiari. Unione europea e Nato devono rimanere uniti nell'affrontare le sfide alla sicurezza create dalla nuova situazione e mostrare solidarietà ai gruppi vulnerabili», spiega via Twitter. Sul tema dell'evacuazione, dal G7 di ieri giunge la richiesta al regime di Kabul di «lasciare aperto un corridoio umanitario per tutti coloro che vorranno lasciare l'Afghanistan».

 

Nella dichiarazione da Dominic Raab si sottolinea l'importanza che i Talebani «mantengano i loro impegni per garantire la protezione dei civili» e si esprime «profonda preoccupazione per le notizie di violente rappresaglie in alcune parti dell'Afghanistan». Per l'Italia, il piano elaborato dal governo Draghi ha un obiettivo: trasferire circa 2500 afghani che hanno collaborato negli anni con le Istituzioni.

DOMINIC RAAB

 

Ad oggi sono 500, tra ex collaboratori e famiglie, gli afghani sbarcati in Italia. Infine l'Italia mantiene la presenza diplomatica in aeroporto per facilitare le operazioni di evacuazione, insieme a una squadra militare italiana e in stretto coordinamento con i partner internazionali a terra.

 

2 - VERTICE SULL'AFGHANISTAN ASSE TRA DRAGHI E PUTIN: AL G20 L'ALLARME PROFUGHI

Marco Conti per “il Messaggero”

 

AFGHANISTAN - TALEBANI

La preoccupazione della catastrofe umanitaria e la necessità di assicurare un minimo di stabilità all'Afghanistan, è l'esile filo che lega Cina e Russia al resto dell'Occidente, Europa in testa. Con gli americani che hanno come unico obiettivo quello di completare al più presto l'uscita dal Paese, tocca all'Europa assumere l'iniziativa per evitare di subire le conseguenze di un massiccio esodo, complicatissimo da gestire anche sotto il profilo della sicurezza visto il rischio di infiltrazioni terroristiche.

 

LE ETNIE

mario draghi intervista tg1 2

Il problema umanitario è l'argomento che il presidente del Consiglio Mario Draghi affronta per primo con il presidente russo Vladimir Putin nel corso di un colloquio telefonico che rimanda ad un più che probabile vertice straordinario del G20. Putin e Draghi - raccontano i russi al termine del colloquio - si sono espressi in favore del «consolidamento degli sforzi internazionali, in particolare nel quadro del G20 che l'Italia presiede, per contribuire a stabilire la pace e la stabilità in Afghanistan».

VLADIMIR PUTIN E XI JINPING

 

Il tentativo è quello di spingere i talebani ad una soluzione politica quanto più possibile inclusiva, vista anche l'impossibilità di gestire il Paese da Kabul perché le trentaquattro province in cui è diviso, sono controllate da differenti etnie e tribù. Draghi ha avuto ieri anche un colloquio con il presidente francese Manuel Macron che a sua volta ha parlato anche con Putin che oggi a Mosca riceverà la Cancelliera tedesca Angela Merkel, mentre giovedì prossimo sarà a Roma il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov per incontrare Mario Draghi e Luigi Di Maio.

 

L'intreccio di telefonate tra le capitali europee inizia ad allargarsi agli altri attori della vicenda afghana. Mosca e Pechino sono gli unici due Paesi che hanno lasciato aperte le ambasciate a Kabul.

luigi di maio e la crisi in afghanistan meme 3

 

La Cina ha già riconosciuto il governo talebano e la Russia potrebbe fare presto altrettanto. In Europa il primo a fare sfoggio di realismo, sostenendo l'esigenza di un dialogo con i talebani, è stato l'alto rappresentante della politica estera Ue. Josep Borrell è stato però subito subissato di critiche anche se ha precisato che «parlare con i talebani non significa riconoscerli».

 

In Italia stessa sorte è accaduta a Giuseppe Conte quando ha sostenuto che «serve un dialogo serrato con i talebani, che hanno un atteggiamento distensivo: incalzarli sul rispetto dei diritti umani». Draghi, nella sua unica uscita pubblica di qualche giorno fa, non è entrato nel merito dei rapporti con il nuovo governo afghano anche perché a Kabul continuano a parlare le armi.

AFGHANISTAN NEL 1979

 

E' però realistico pensare che sarà difficile non interloquire con le autorità del Paese - ammesso che i talebani riescano ad averne il controllo - se si vuole esercitare una pressione politica ed economica per ottenere il rispetto dei diritti fondamentali soprattutto delle donne.

 

AFGHANISTAN NEL 1979

E' più o meno ciò che sostiene il ministro degli Esteri Luigi Di Maio quando dice che «vanno giudicati dai fatti» e non dalle parole pronunciate anche nella recente conferenza stampa. Analogo concetto arriva anche da Washington quando l'amministrazione Biden dice: «I talebani decidano se vogliono il riconoscimento».

 

afghanistan profughi in fuga dai talebani

Mostrarsi con minori preconcetti si fronte alla comunità internazionale serve a sfidare gli stessi talebani alla prova del governo perché conquistare Kabul è facile, molto meno governare il Paese. Per la prossima settimana il primo ministro inglese Boris Johnson, presidente di turno del G7, ha promesso una convocazione straordinaria - da remoto - del consesso.

 

i talebani mostrano le armi

Il tentativo di allargare il format, includendo Paesi importanti come Cina, Russia e Turchia, non sembra però decollare e nel comunicato diffuso dai russi dopo il colloquio con Draghi si parla solo del G20. Anche se il G7 sarà importante per capire che impegni hanno preso gli Usa a Doha con i talebani, è probabile che occorra attendere la riunione straordinaria del G20 di settembre per comprendere come intendono affrontare l'emergenza profughi e contrastare il terrorismo, i Paesi del G7 (Usa, Giappone, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Italia), insieme a Cina, Russia, Arabia Saudita, Turchia e India.

afghanistan scontri tra talebani e civiliafghanistan profughi in fuga dai talebani 4VLADIMIR PUTINafghanistan, 1972 lisetta carmi AFGHANISTAN NEL 1979afghanistan profughi in fuga dai talebani

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...