marco damilano

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - IL SALUTO DI MARCO DAMILANO ALL’ESPRESSO: “LASCIO LA ‘DIREZIONE’ DOPO QUASI QUATTRO ANNI E MEZZO DI ‘DIREZIONE’ E DOPO ‘VENTIDUE’ DI SERVIZIO NELLA TESTATA PIÙ IMPORTANTE DEL GIORNALISMO ITALIANO”. A PARTE IL LAPALISSIANO CONCETTO DEL LASCIARE LA DIREZIONE DOPO LA DIREZIONE, VORREMMO FARGLI NOTARE CHE GLI ANNI TRASCORSI SONO 21. QUANTO AL FATTO CHE ABBIA PRESTATO SERVIZIO “NELLA TESTATA PIÙ IMPORTANTE DEL GIORNALISMO ITALIANO”, PIACEREBBE SAPERE QUALE SIA LA SUPREMA AUTORITÀ CHE HA CONFERITO ALL’ESPRESSO QUESTO PRIMATO, DI CERTO NON RIFERIBILE AL PERIODO IN CUI IL DIRETTORE ERA DAMILANO…

STEFANO LORENZETTO

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”

(http://www.stefanolorenzetto.it/telex.htm)

 

Marco Damilano si dimette polemicamente dall’Espresso con un saluto nel quale ricorda d’essere stato assunto «il primo marzo 2001»: «Lascio la direzione del settimanale dopo quasi quattro anni e mezzo di direzione e esattamente dopo ventidue anni di servizio prestato nella testata più importante del giornalismo italiano, un mito per chi fa il nostro mestiere».

marco damilano foto di bacco

 

A parte il lapalissiano concetto del lasciare la direzione dopo la direzione, vorremmo fargli notare che dal 1° marzo 2001 al 4 marzo 2022 gli anni trascorsi sono 21, non 22.

 

Quanto al fatto che abbia prestato servizio «nella testata più importante del giornalismo italiano», piacerebbe sapere quale sia la suprema autorità che ha conferito all’Espresso questo primato, di certo non riferibile al periodo in cui il direttore era Damilano.

LUCA FAZZO

 

***

«Qualcuno mente, nello strano affare dei quattro miliardi di aerei, sommergibili e navi da guerra che Leonardo e Fincantieri volevano vendere alla Colombia», scrive Luca Fazzo sul Giornale.

 

Accidempoli, 4 miliardi di aerei, sommergibili e navi da guerra sono davvero tanti, se si considera che la Difesa degli Stati Uniti, la più potente al mondo, dispone di 13.398 aerei e 415 unità navali.

 

Forse Fazzo voleva richiamare il valore economico dello «strano affare» (4 miliardi di euro? di dollari? di pesos colombiani?), nel qual caso dovrebbe però rinfrescare il suo italiano.

STEFANO LORENZETTO

 

***

In un servizio sulla Tim, Francesco Spini segnala sulla Stampa che le azioni risparmio sono scivolate a 22,58 euro. Peccato che siano invece finite a 0,2258. Quotazione aumentata del 9900 per cento. E che sarà mai?

 

***

Giovanni Maria Vian, direttore emerito dell’Osservatore Romano, in un’intervista concessa a Stefano Lorenzetto per il Corriere della Sera racconta di un viaggio «in terza classe» compiuto da Albino Luciani, all’epoca patriarca di Venezia e poi papa per un mese, al quale egli ha dedicato un libro.

PIETRO LABRIOLA

 

Una verifica avrebbe consentito di accertare l’infondatezza del dettaglio, perché la terza classe fu abolita dalle Ferrovie dello Stato nel 1956, mentre Luciani arrivò alla guida della diocesi veneziana nel 1969.

 

A meno che Vian non intendesse riferirsi genericamente a un viaggio disagiato su panche di legno, che nella prima metà degli anni Settanta erano ancora presenti sui treni. Infatti molte vecchie carrozze di terza classe continuarono a essere usate dalle Fs anche dopo il 1956.

 

marco damilano presenta la nuova grafica de l espresso (1)

***

Nella sua rubrica I grandi gialli su Specchio, supplemento della Stampa, Gianluigi Nuzzi ricostruisce la vicenda di Marco Bergamo, serial killer di Bolzano, cinque delitti in sette anni, condannato a quattro ergastoli e deceduto nel 2017: «Anche Marica Zorzi, prostituta tossicodipendente di soli 19 anni, lo aveva respinto o, peggio ancora, deriso per le difficoltà che l’uomo incontrava negli atti sessuali e per aver solo un testicolo».

 

Quindi, se aveva solo un testicolo, oltre all’altro testicolo gli mancava pure il pene? O, più probabilmente, aveva un solo testicolo? Nuzzi scrive anche: «Colpa la psoriasi, colpa l’obesità».

 

gianluigi nuzzi foto di bacco

E qui ci arrendiamo (anche perché in una precedente puntata ci eravamo già imbattuti in «natale del 1992» con la minuscola e nella frase «infine l’ha coltellata con un coltello da cucina»).

 

***

Occhiello dal Corriere della Sera: «Le parole del Pontefice: entriamo in tempo di Quaresima, il nostro è un gesto per la pace in quel Paese. Lo seguono 270 politici. Tra loro credenti e non».

 

l'orologio di bergoglio a che tempo che fa

Come più volte evidenziato in questa rubrica, l’avverbio negativo olofrastico (detto così perché, da solo, costituisce un’intera frase) è soltanto no, altrimenti Elio Vittorini non avrebbe intitolato Uomini e no il suo romanzo.Quindi bisognava scrivere «credenti e no».

 

***

Sul Sole 24 Ore, Mario Cianflone ci illustra le ultime novità dell’automotive e in particolare dell’«intelligenza quasi artificiale dei sistemi Adas che abilitano la guida automatizzata».

 

spotify

Quindi è un’intelligenza quasi umana? Parla «del sistemo Android Automotive». Sarà gender oriented o gender neutral come la voce che sostituirà Siri sugli iPhone? Cita «spotify».

 

Ma non si chiama Spotify, nome proprio, quindi con la maiuscola? Scrive: «L’automobile è dunque diventato un punto di accesso». Informiamo Cianflone che la discussione sul sesso dell’automobile cessò ai tempi di Gabriele D’Annunzio: nel 1926 il Vate decise che era femmina.

 

gabriele dannunzio orbo veggente

E ancora: «Il fuznionamento in sicurezza». E ancora: « La cybersecurity in auto impatto tanto quanto sulla sicurezza fisica della vettura quanto sulle informazioni sensibili in essa contenuta», frase in cui il tanto quanto in prima posizione e il quanto in seconda potrebbero derivare tanto da un maldestro taglia/incolla quanto da una serena ignoranza.

 

E ancora: «Un impianto normativo, che frutto del lavoro di oltre 5 anni», senza il verbo è. E ancora: «È implementata fine dalle prime fase». E ancora: «Il prodotto di un integrazione digitale», anziché un’integrazione.

 

E ancora: «La cosidetta», anziché cosiddetta; «unece», anziché invece; «stabiliscono una dunque una roadmap»; «dalle fase iniaziale»; «fino ali primi prototipo»; «fino alla manuntenzione».

 

Titolo dello sproloquio: «Sulle auto connesse la sicurezza digitale non è più un optional». A differenza della lingua italiana, che si acquista a parte.

spotify 5

 

***

Titolo dalla prima pagina del Giornale di Vicenza: «Diaw scatenato trascina il Lane. La zona play-aut ora a un passo». Quando la latinità prende il sopravvento.

bergoglio a che tempo che fa

 

 

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…