domenico arcuri giuseppe conte

CHE SUCCEDERA' CON LA CRISI DI GOVERNO NELLE PARTECIPATE? – ANCHE SE RIUSCIRA’ A VARARE UN TER, CONTE NON AVRÀ PIÙ IL POTERE DI SPADRONEGGIARE, A PARTIRE DALLA CDP CHE RISCHIA DI ESSERE UNA CHIMERA PER ARCURI. ANZI, C'È DA CAPIRE SE RIUSCIRÀ A MANTENERE IL RUOLO DI COMMISSARIO ANCHE NEL FUTURO ESECUTIVO – E COSA SUCCEDERÀ AI VARI AD CHE DA RENZI (DEL FANTE-POSTE, STARACE-ENEL) SONO PASSATI A CONTE? I RENZIANI GUARDANO A FERROVIE E RETE UNICA. E POI IN ESTATE C’È DA RINNOVARE ANCHE IL CDA DELLA RAI. IN TOTALE CI SONO 500 NOMINE DA SPARTIRE NELLE PARTECIPATE ...

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Alessandro Da Rold per "La Verità"

 

Le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno l'effetto di una bomba a orologeria per il mondo delle partecipate statali.

 

Tra manager e boiardi in apprensione per prossime nomine, ieri le segreterie istituzionali delle grandi aziende di Stato sono state intasate dalle telefonate. Del resto in questo momento il governo non c'è.

 

Durante gli affari correnti, eventuali nomine e designazioni «potranno essere fatte solo se strettamente necessarie perché vincolate nei tempi da leggi o regolamenti, ovvero derivanti da esigenze funzionali non procrastinabili». C'è attesa per le consultazioni al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella.

Giuseppe Conte Fabrizio Palermo

 

C'è smarrimento per capire se l'avvocato di Volturara Appula riuscirà a trovare una nuova maggioranza e su quali forze politiche potrà appoggiarsi. C'è anche chi ha iniziato a far circolare possibili nomi di potenziali presidenti del Consiglio. Nei cenacoli romani è spuntato fuori anche quello di Fabrizio Palermo - attuale amministratore delegato di Cdp in scadenza.

 

FABRIZIO PALERMO MATTEO DEL FANTE

Ma a lato di indiscrezioni spesso viziate, di sicuro le dimissioni di Conte hanno avuto un effetto immediato su un evento che era previsto per giovedì prossimo.

 

A organizzarlo il vice ministro Stefano Buffagni insieme con la Luiss, università di Confindustria. Si sarebbe dovuto parlare di Obiettivo Italia 2030, alla presenza proprio di Conte e con al centro l'impiego dei 200 miliardi del Recovery fund.

 

Non deve aver portato fortuna fissare l'evento proprio in questi giorni. Così è stato spostato a data da destinarsi. Il parterre dei presenti sarebbe stato capace di fare invidia al Forum Ambrosetti. Era prevista la partecipazione dello stesso Palermo, del numero uno di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, dell'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, di Matteo Del Fante (Poste), di Francesco Starace (Enel) e di Alessandro Profumo (Leonardo). Di sicuro sarebbe stato propedeutico alla tornata di nomine di primavera.

descalzi

Il centro studi Comar ha calcolato che andranno a rinnovo almeno 500 incarichi nell'amministrazione pubblica, tra consigli di amministrazione e collegi sindacali. Potrebbero essere molti di più, considerando il cda della Rai in scadenza questa estate.

 

Dal momento che i posti di governo al momento sono 64 - e che difficilmente aumenteranno data la crisi economia - è proprio il mondo delle nomine nelle partecipate uno dei possibili serbatoi per convincere nuovi parlamentari e senatori a entrare in maggioranza.

 

Arcuri Conte

L'Udc di Pier Ferdinando Casini è da sempre in cerca di incarichi, dopo che Roberto Rao, già portavoce dell'ex presidente della Camera, ha dovuto lasciare lo scorso anno il board di Poste. Ma la partita sarà più ampia e, oltre alle nomine, riguarderà anche le prossime amministrative (i candidati nelle grandi città tra cui Roma, Milano, Napoli e Torino) e con tutta probabilità anche il Quirinale nel 2022.

 

La caduta del Conte bis si abbatte di certo sul futuro professionale del commissario Domenico Arcuri, da quasi un anno incaricato di gestire l'emergenza sanitaria del nostro Paese.

 

ALESSANDRO RIVERA

È noto da tempo che il numero uno di Invitalia avesse accettato l'offerta di Conte in vista di incarichi più blasonati alla fine della pandemia. Si era parlato spesso di Cdp, ma adesso il suo nome è passato in secondo piano.

 

Anzi, c'è da capire se riuscirà a mantenere il ruolo di commissario anche nel futuro esecutivo. Per Cdp c'è chi fa circolare il nome di Del Fante, sia sui quotidiani sia in Via Goito.

 

GIUSEPPE CONTE FABRIZIO PALERMO

L'attuale amministratore delegato di Poste potrebbe essere il nome giusto per sostituire proprio Palermo in Cassa depositi e prestiti. Si tratta però di una ipotesi alla cieca.

 

Il punto è chi avrà in mano il ministero dell'Economia nel nuovo governo. Matteo Renzi, il leader di Italia viva che ha scatenato la crisi e che continua a mantenersi in disparte in queste ore, ha gli occhi puntati sul Mef da settimane. Come anche sul ministero dei Trasporti che deciderà il rinnovo dei vertici di Ferrovie dello Stato.

franco bassanini

 

Ma bisognerà capire se davvero il senatore di Scandicci farà parte della nuova maggioranza. E soprattutto, cosa concederà Renzi a Conte? E se invece alla fine spuntasse Luigi Di Maio come premier in modo da tenere uniti i 5 stelle? Del Fante, fiorentino, fu nominato da Renzi in Terna nel 2014, ma in questi ultimi anni il manager ha stretto ottimi rapporti anche con i pentastellati e con Conte.

 

MARIO ORFEO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per la poltrona di Palermo si fa anche il nome di Alessandro Rivera, attuale dg del Mef, un tecnico di lungo corso (con forti sponde nel Partito democratico) che nel caso in cui Roberto Gualtieri dovesse lasciare Via XX Settembre potrebbe trovare posto proprio in Via Goito.

 

Molto dipenderà quindi dal peso di Renzi in un possibile Conte ter o altro esecutivo. L'ex segretario del Pd punta forte anche sul capitolo rete unica, dove giocherà di sponda con Franco Bassanini di Open fiber. Sul capitolo Rai è sempre pronto il nome di Mario Orfeo, attuale direttore del Tg3 ma già nominato dal Rottamatore come direttore generale negli anni d'oro del renzismo.

matteo del fante poste italiane 2

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