elisabetta belloni 3

CHI È ELISABETTA BELLONI? - È LA PRIMA DONNA A DIVENTARE CAPO DEI SERVIZI E FU ANCHE LA PRIMA STUDENTESSA FEMMINA A ESSERE AMMESSA ALL’ISTITUTO MASSIMO DEI GESUITI. LO STESSO FREQUENTATO DA DRAGHI - IL RUOLO NELLA LIBERAZIONE DI DANIELE MASTROGIACOMO, LA LUNGA STORIA DI COMANDO ALLA FARNESINA E LE CATTIVERIE DI CHI LA CRITICA: “HA FATTO POCO ESTERO”. MA MOLTA ROMA: HA ATTRAVERSATO INDENNE IL GOVERNO BERLUSCONI, QUELLO MONTI, QUELLO DI LETTA E RENZI, QUELLO CONTE E ORA DRAGHI…

Francesca Sforza per "la Stampa"

 

elisabetta belloni

Se è la prima volta che i servizi avranno una donna come capo, non è la prima volta, per quella donna, arrivare prima. Elisabetta Belloni, classe 1958, nominata ieri alla direzione generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, ha alle spalle una storia di comando all'interno della Farnesina, che nell'ultima puntata l'ha vista nel ruolo di Segretario Generale, ma che è stata costruita con pazienza anche nelle puntate precedenti, da quando fu la prima donna a essere ammessa all'Istituto Massimo di Roma, lo stesso frequentato da Mario Draghi.

 

elisabetta belloni foto di bacco (1)

Segretario o Segretaria? Direttore o direttrice? Alla Farnesina il dibattito sugli asterischi non è mai entrato, perché alla fine, per farsi capire, si parlava sempre di "Lei": «Lo ha detto Lei», «A Lei non piace», «Lei è d'accordo», «Bisogna chiederlo a Lei». Inizia la sua carriera all'estero alla rappresentanza di Vienna, ma è il ritorno a Roma, nella Direzione nevralgica degli Affari Politici, a farle capire che la sua storia sarebbe stata lì, dove le cose si decidevano, dove il potere si mostrava nelle sue molte e differenti sfaccettature.

 

luigi di maio elisabetta belloni

«Ha fatto poco estero», dicono i suoi critici. Ma molta Roma: ha attraversato indenne il governo Berlusconi, quello Monti, quello di Letta e Renzi, quello Conte e ora Draghi, a cui la lega un'amicizia di scuola, di appartenenza, di conoscenze comuni, dai gesuiti alla Luiss, dove si è laureata, ha tenuto corsi, ha fatto parte insieme a Paola Severino del Consiglio direttivo e non manca, ancora oggi, a una riunione degli ex alunni.

Daniele Mastrogiacomo ritorna in Italia

 

Il suo ingresso nella rosa dei nomi che non si possono ignorare è datato 2004, quando diventa capo dell'Unità di Crisi - prima donna, ancora - e si trova a gestire due situazioni complesse come il rapimento dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo e la tragedia dello tsunami, con italiani intrappolati nei paradisi thailandesi e bisognosi di ogni tipo di assistenza.

La liberazione di Daniele Mastrogiacomo.

 

Le dirette televisive mostrano al Paese il volto di questa donna ferma e minuta, sempre piuttosto elegante, che dava la sensazione di avere la situazione in mano, non una parola di meno, non una di troppo. Misura, strategia, capacità di calcolo e profonda conoscenza dei meccanismi istituzionali: Elisabetta Belloni è il ritratto del grand commis d'etat, senza cedimenti "all'in quanto donna".

 

Elisabetta Belloni

Si è convertita alle quote rosa con il tempo: inizialmente era convinta - come spesso accade alle donne brave e sostenute dalle circostanze - che fosse solo una questione di merito. Col tempo si è resa conto dell'importanza di "fare rete", e sotto la sua reggenza - è stata segretario generale alla Farnesina per cinque anni, un tempo lungo rispetto al passato - gli incarichi di rilievo alle diplomatiche si sono moltiplicati.

 

Sposata con un uomo di oltre vent' anni più grande di lei - anche lui diplomatico - e rimasta vedova da qualche anno, una casa nella campagna toscana dove trascorre il (poco) tempo libero dagli impegni di lavoro, Elisabetta Belloni ha costruito nel tempo una rete di contatti - dentro e fuori la Farnesina - che costituisce il suo asset fondamentale.

Non è un caso che il suo nome, negli ultimi giri di nomine, sia stato in più occasioni evocato per posti di rilievo, da ministro degli Esteri fino a presidente del Consiglio. Poi la mano è sempre passata ad altri, ma Elisabetta Belloni non ha mai coltivato il culto della sconfitta.

 

elisabetta belloni

Casomai il contrario: a ogni giro di nomine riprendeva il suo lavoro a testa bassa, senza dichiarazioni improvvide, senza pencolamenti. I suoi critici le rimproverano da sempre un eccesso di tatticismo, una tendenza al compromesso mirante più a non scontentare che a promuovere, più a mantenere che a innovare.

 

Elisabetta Belloni

Ma difficile - anche per chi la critica - non riconoscerle una profonda sapienza nel gestire equilibri, e di fronte alle difficoltà, una salda capacità di gestione. Amata da molti, tollerata da altri, Belloni esce dalla Farnesina col passo sicuro di chi sa di aver fatto molto: «Con la sua nomina al Dis - ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio - arriva un importante riconoscimento per tutto il corpo diplomatico».

Elisabetta Bellonielisabetta bellonielisabetta belloni 3ELISABETTA BELLONI elisabetta belloni foto di bacco (2)

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