matteo salvini striscioni

CHI FA L'OPPOSIZIONE A SALVINI? I BALCONI - LA SINISTRA, PERSE LE PIAZZE E FINITI I GIROTONDI, SI AGGRAPPA AGLI STRISCIONI: SABATO CI SONO SALVINI E LA LE PEN A MILANO E GLI OPPOSITORI PENSANO DI FARE UN "AGGUATO" APPENDENDO LENZUOLI CON SLOGAN ALLE FINESTRE, MENTRE I CENTRI SOCIALI SONO PRONTI ALL'ACCERCHIAMENTO – UNA 33ENNE È STATA IDENTIFICATA DALLA DIGOS PER UNO STRISCIONE CONTRO IL CAPITONE: "ERA OFFENSIVO, LO AVREMMO FATTO PER QUALUNQUE CITTADINO"

1 – LA SINISTRA PREPARA UN AGGUATO CONTRO SALVINI E LA LE PEN

Gianluca Veneziani per “Libero Quotidiano”

 

 

striscioni contro salvini 4

Un nuovo virus contagioso affligge la sinistra italiana, causandole un' infiammazione chiamata «striscionite». Una volta i compagni leggevano Il Manifesto (nel senso di Marx), adesso preferiscono lo Striscione, che è più stringato nei termini e meno impegnativo da un punto di vista intellettuale.

 

Anche il luogo di manifestazione politica è cambiato: perse le piazze, ormai vuote, e lasciati per qualche tempo i salotti radical-chic, ora la sinistra si affaccia ai balconi per lanciare slogan pro-barconi. È il ruolo che più le si addice al momento: stare alla finestra a guardare gli altri che fanno la Storia.

 

striscioni contro salvini 9

 

Anche perché sono lontani i tempi in cui la Storia si faceva con proclami da un balcone Dopo la rimozione di uno striscione a Brembate contro il ministro dell' Interno («Non sei il benvenuto») è partito un tam-tam sui social per lanciare l' iniziativa #SalviniTogliAncheQuesti in occasione del mega raduno sovranista organizzato sabato a Milano da Salvini insieme a 18 altri leader europei, tra cui Orbán e Le Pen. I promotori di questa campagna, ossia I Sentinelli e Insieme Senza Muri, esortano i cittadini a esporre manifesti, cartelloni e striscioni per «dare il benvenuto al Ministro e ai suoi ospiti stranieri», combinando «dissenso» e «fantasia».

vigili del fuoco rimuovono striscione contro salvini a brembate 1

 

SINISTRA ALLA FINESTRA

 

Già negli ultimi giorni scritte contro Salvini sono iniziate a spuntare un po' ovunque, da Campobasso dove il ministro è stato accolto da 200 striscioni a Verona (un tempo nota per altri balconi shakespeariani), e non sono mancati esempi lodevoli di ironia. Il migliore è il manifesto apparso a Firenze «Portàtela lunga la scala sono al quinto piano», riferimento sarcastico alla rimozione dello striscione di Brembate, tolto grazie all' utilizzo di una scala dei Vigili del Fuoco.

 

MATTEO SALVINI CON MARINE LE PEN A PARIGI

 

Dimostrazione di come si possa esprimere il dissenso con intelligenza e umorismo tanto che lo stesso Salvini ha ammesso: «Alcuni striscioni contro mi divertono». Perché al sarcasmo altrui non si può che rispondere con una risata. Diverso è naturalmente il caso di scritte in pubblico che esortino alla violenza e all' odio: allora buon senso e tutela dell' ordine pubblico ne impongono la rimozione (ieri a Milano, in zona San Siro, è stata identificata una donna che aveva appeso un lenzuolo con la scritta "Salvini amico dei mafiosi").

 

striscioni contro salvini 7

Mentre nei confronti di slogan ideologici e tristi, tipo «Restiamo umani», «Sì allo ius soli», «Bella ciao», «Milano è antifascista», si consiglia indifferenza perché alla fine uno sbadiglio li seppellirà Ciò da cui bisogna stare in guardia è piuttosto la discesa in strada di compagni e compagne che, guidati dai movimenti Non una di meno e Milano antirazzista meticcia e solidale, sabato organizzeranno il «Gran Galà del futuro». Per l' imperdibile evento si ritroveranno prima in piazza del Cannone per poi partire in un corteo che circonderà piazza Duomo dove Salvini terrà il suo comizio.

Una strategia dell' accerchiamento che non suona proprio democratica e non ci pare del tutto pacifica, sebbene così la definiscano gli organizzatori. A farci temere il peggio è l' adesione all' iniziativa di centinaia di militanti dei centri sociali che, a voler usare un eufemismo, non sempre manifestano armati delle migliori intenzioni E, in ogni caso, non si capisce bene quale sia l' oggetto della protesta visto che chi organizza, non avendo le idee troppo chiare, esorta a «liberarsi da razzismo, sessismo, fascismo e cambiamento climatico».

 

salvini balla con marine le pen

 

Insomma, un po' Nelson Mandela, un po' Boldrini, un po' Greta Thunberg in un gustoso frullato ideologico. Al quale, secondo gli organizzatori, avrebbero offerto il proprio consenso perfino «la Madonnina e Leonardo da Vinci». E come no, la pasionaria Maria e compagno Leonardo Dove però la sinistra milanese raggiungerà l' apice della sua intelligenza politica è nel convegno organizzato sempre sabato dai partigiani dell' Anpi, in una sala del Comune, dal titolo davvero originale «Per un' Italia e un' Europa pienamente antifasciste».

 

 

Che fantasia, che brillantezza, che ironia Gli organizzatori, per bocca del presidente dell' Anpi milanese Roberto Cenati, fanno sapere che «non è più tollerabile che si ripetano, con frequenza sempre più intensa, manifestazioni di movimenti neofascisti e neonazisti.

striscioni contro salvini 6

È ora di dire basta». Parole che giungono nuovissime da parte di gente dalle idee freschissime

 

LUCE RIFLESSA

La vera miseria di tutte queste piazzate e balconate è che la sinistra italiana conferma di esistere solo in funzione anti-salviniana così come una volta esisteva in chiave antiberlusconiana. I compagni sono condannati a vivere di luce riflessa rispetto al ministro dell' Interno, agiscono per reazione, sono letteralmente «reazionari», e hanno un' identità che si costruisce solo in antagonismo al loro avversario. Se viene meno quello, loro non esistono più. È per questo che a volte se lo inventano, come nel caso dell' antifascismo che riesuma il fantasma del fascismo. Così facendo, peraltro, beneficiano il loro nemico politico, dandogli ulteriore visibilità. Per cui non si sorprendano, i compagni, se il 26 maggio avranno balconi pieni e urne vuote.

striscioni contro salvini 5

 

 

2 – ESPONE SUL BALCONE UNO STRISCIONE ANTI SALVINI, SUBITO IDENTIFICATA DALLA DIGOS

Monica Serra per www.lastampa.it

 

Era stato esposto sul balcone di una casa occupata quartiere San Siro. Tra gli striscioni contro il vicepremier leghista finiti sotto accusa in questi giorni, ce n’è uno pure a Milano. Con su scritto: “Salvini amico dei mafiosi, nemico dei poveri”. Nella tarda mattinata di oggi alla porta dell’abitazione al secondo piano del palazzo al civico 33 di via Matteo Civitali hanno bussato gli agenti della Digos, dopo che alla centrale operativa è arrivata la segnalazione di un residente.

striscione contro salvini in zona san siro a milano

 

Perché - fanno sapere dalla Questura - il contenuto dello striscione sarebbe stato offensivo e diffamatorio anche se fosse stato rivolto a qualunque altra persona. Gli agenti hanno invitato 33enne che lo aveva esibito il a rimuoverlo. Poi l’hanno identificata e segnalata alla procura: saranno i magistrati a decidere se procedere o meno nei suoi confronti.

 

Mentre sui social network si moltiplicano gli scatti degli striscioni contro il leader del Carroccio esposti in tutta Italia, da Nord a Sud, e postati con l’hashtag #salvinitoglianchequesti, a rendere noto l’episodio milanese è il Comitato abitanti di San Siro, di cui la 33enne fa parte. Un gruppo di componenti del Comitato si è radunato sotto l’abitazione poco dopo l’arrivo degli agenti.

striscioni contro salvini 8

 

“Questa mattina a San Siro come in tutta Italia - scrivono in un post pubblicato sulla loro pagina Facebook - sono apparsi alcuni striscioni in vista della passerella elettorale che il ministro degli Interni farà a Milano questo sabato. Insieme a lui tanti amici di merende: Viktor Orban, Marine Le Pen e altri sovranisti da tutta Europa! Alla porta di una degli abitanti del quartiere che ha voluto mostrare il proprio dissenso alla presenza di Salvini&co, si sono presentati 8 agenti in borghese, che hanno intimato di rimuovere lo striscione dal balcone, minacciando di sfondare la porta.

 

striscioni contro salvini 9

Dopo vari minuti di minacce e intimidazioni S. ha deciso di aprire - si legge ancora nel post -, rivendicando il suo diritto ad esprimere il suo pensiero e grazie ad un presidio solidale che in poco tempo si è radunato sotto casa di S., la polizia ha deciso di andarsene senza rimuovere lo striscione”. Questa versione dei fatti è stata smentita dalla Digos che sostiene di non essere neppure entrata in casa. Gli agenti - fanno sapere dalla Questura - si sono limitati a bussare alla porta e invitare la donna a rimuovere il lenzuolo.

 

 

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