meloni crosetto aspi bertolaso giorgetti ponte morandi autostrade luciano benetton

CHI SI RIVEDE! ATTENZIONE: I BENETTON POTREBBERO RIENTRARE IN AUTOSTRADE - L’IPOTESI DEL RITORNO (DI CUI NESSUNO PUÒ PARLARE VISTO IL PROCESSO PER IL CROLLO DEL PONTE MORANDI) SAREBBE ARRIVATA SULLA SCRIVANIA DEI MINISTRI GIORGETTI E CROSETTO - PER COMMISSARIARE SALVINI SUL DOSSIER LA MELONI VORREBBE NOMINARE BERTOLASO A CAPO DI “AISCAT”, LA CONFINDUSTRIA DELLE SOCIETÀ CONCESSIONARIE E SILURARE IL DIRETTORE GENERALE DEL TESORO RIVERA, CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI - OCCHIO: "IO SONO GIORGIA" SI STA GIÀ MUOVENDO INSIEME AL SUO COGNATINO LOLLOBRIGIDA E A CROSETTO PER IL PROSSIMO GIRO DI NOMINE..

Giovanni Mari per “la Stampa”

 

crollo ponte morandi

Il governo, varata la manovra, aprirà il dossier nomine. Un dossier articolato, che riguarda alcuni dei posti più importanti tra le direzioni dei ministeri (specie Mef e Mit), ma anche alcune imprese strategiche. E anche Autostrade per l'Italia entra in questo vortice, e il capitolo diventa fondamentale per le necessità infrastrutturali del Paese.

 

Aspi è nel guado e, dopo l'uscita dei Benetton, soffre di immobilismo a causa delle tensioni interne all'azienda e delle pressioni in arrivo dal governo: era così già con Draghi, lo è ancor di più con Meloni. I soci di minoranza, i fondi Macquarie e Blackstone, non possono permettersi svarioni e prima di aprire la cassaforte pretendono garanzie. Prima di rendersi disponibili a investire pretendono l'incasso di un dividendo. Cdp e il sistema pubblico fanno fatica a rispondere.

il crollo del ponte morandi

 

Per questo, sta circolando nei corridoi dei ministeri un'ipotesi che nessuno si sente di confermare alla luce del sole: un possibile rientro dei Benetton in Aspi. Un rientro clamoroso, di certo difficilissimo visto il contesto post-crollo del Morandi, che però sta attraendo sostenitori. I Benetton, magari con un aumento di capitale, fornirebbero liquidi utili al pagamento dei dividendi e al finanziamento di nuove opere. L'ipotesi sarebbe stata illustrata agli entourage dei ministri Giorgetti e Crosetto, in vista di un tentativo di trattativa con il ministero dei Trasporti.

 

giorgia meloni a porta a porta 3

Il cambio di governance tra i Benetton consente di sbandierare discontinuità, ma il ritorno sarebbe quasi ingestibile dal punto di vista mediatico; specie con il processo in corso sulla strage di Genova. Per questo, per ora, Palazzo Chigi sarebbe stato tenuto ai margini della discussione.

Invece, la presidenza del Consiglio avrebbe avuto modo di discutere di una possibile nomina di Guido Bertolaso al timone di Aiscat, la confindustria delle società concessionarie.

 

L'ex numero uno della Protezione civile ha un solido rapporto con Meloni e potrebbe bilanciare il peso della premier e delle concessionarie rispetto all'attuale strapotere leghista in fatto di infrastrutture. Del fascicolo si sarebbe occupato anche Gianni Letta, sempre attento a ripianare gli spigoli della maggioranza, e ne sarebbe informato il gruppo Palenzona. Con Bertolaso all'Aiscat, Palazzo Chigi avrebbe un occhio anche sul caso Autostrade.

 

guido berolaso 2

Ma per gestire direttamente la partita, Meloni avrebbe bisogno anche di un approdo sicuro nei gangli amministrativi del Tesoro. In questo senso in molti sanno che la nuova maggioranza vorrebbe agire sull'attuale direttore generale, Alessandro Rivera, considerato troppo vicino alle fondazioni del Nord (e forse per questo difeso da Giorgetti).

 

GIORGETTI

Per capire come muoversi, sarebbe stato allertato Crosetto. Meloni vuole giocare un ruolo di primo piano nella partita delle nomine e la sponda del fidato Lollobrigida non basta. Servono più retroguardie e per questo Palazzo Chigi ha messo nel mirino le tante caselle dei direttori e dei massimi dirigenti dei ministeri. Le caselle da riempire, nel giro di pochi mesi, sono molte. I giochi più importanti cominceranno subito dopo, verosimilmente con lo studio del caso Bertolaso all'Aiscat.

CROSETTO MELONIGUIDO CROSETTO GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...