trump biden

CHI VINCE, TRUMP O BIDEN? LA PREVISIONE DI LUTTWAK: “SE LEGGETE I GIORNALI ITALIANI, CHE RIPRENDONO QUELLI DELLA SINISTRA DELLA COSTA ORIENTALE, TRUMP NON DOVREBBE NEPPURE PARTECIPARE ALLE ELEZIONI. TUTTAVIA, QUESTI MEDIA COPRONO UNA FETTA RIDOTTA DEL PUBBLICO. I NERI SONO SOLO IL 15% DEGLI AMERICANI, MENO DEGLI ISPANICI CHE SONO QUASI IL 20%. C'È UNA NUMEROSA BORGHESIA NERA CHE NON VOTERÀ MAI UNA SINISTRA COSÌ ESTREMISTA…”

Pietro Senaldi per “Libero quotidiano”

 

edward luttwak (2)

«L'America è lontana, dall'altra parte della Luna», cantava Lucio Dalla nel 1979. Sono passati quarant'anni e l'America non si è avvicinata neanche un po'. Anzi, si è allontanata quasi irrimediabilmente. In politica estera, ormai dai tempi del primo Obama, per gli Usa l'Europa e il Mediterraneo sono ormai uno scacchiere secondario. Quanto a economia, finanza e sviluppo tecnologico, le distanze ormai sono siderali, non più lunari.

 

E anche se negli States la pandemia ha colpito duro, sarebbe sbagliato pensare che essa abbia livellato il mondo. La corsa degli Usa di Trump si è arrestata, la disoccupazione è all'8%, che da quelle parti è un dato drammatico mentre da noi sarebbe rassicurante, e la produzione industriale segna -8% ma la reattività alla crisi non ha paragoni rispetto al Vecchio Continente, e all'Italia in particolare. Normalmente le elezioni americane si giocano e si vincono sull'economia.

 

barack obama accoglie i bush per il ritratto di george w

Capitò anche a Obama, che era perdente fino a due mesi prima del voto, quando l'amministrazione Bush decise di far fallire la banca d'affari Lehman Brothers e spianò la strada della Casa Bianca al primo presidente di colore della storia, tagliando le gambe al senatore McCain. Anche il successo di Trump sulla Clinton ha una ragione che ha a che fare soprattutto con i quattrini, più che con il conservatorismo degli americani, che dopo otto anni di un nero che amava regolamentare l'economia, piegandola all'ideologia buonista (mentre Trump ha abolito più di 1000 regolamenti) non avrebbero voluto una donna al comando e non ne potevano più, dopo oltre vent' anni di veder imperversare la signora Hillary.

obama con bush e clinton

 

I giornali che, fino alla settimana prima, sostenevano che la sfida di Donald era impossibile, scoprirono con dotti reportage l'America profonda e la sua angoscia, gli operai con il potere d'acquisto ridotto, gli errori della politica migratoria di Obama e lo scollamento tra i salotti e loft newyorkesi e co-working e aziende verdi californiane, dove si muovevano a loro agio i corrispondenti nostrani, rispetto al Midwest agricolo, al nord post-industriale e a un Sud mai guarito dalla crisi petrolifera e immobiliare, dove non andava di monda andare a ficcare il naso.

 

OBAMA BUSH

D'un tratto si scoprì che "America First" più che uno slogan sovranista e una rivendicazione di predominio sul mondo era un piano industriale e una promessa economica. Oggi, malgrado i tempi di Covid, la storia è più o meno la stessa. Gli americani andranno al voto pensando al portafoglio e nessuno dei temi di cui i nostri giornali riempiono le pagine, dalla battaglia dei Black Lives Matter alla turbolenta vita sessuale del presidente, dal muro con il Messico all'accordo di pace patrocinato dagli Usa tra Israele e gli Emirati Arabi, avrà un reale peso. Biden fino a qualche settimana fa era dato già alla Casa Bianca; poi, lentamente, The Donald è risalito nei sondaggi e ora se la gioca.

 

donald trump

D'altronde, è dai tempi del disastroso Jimmy Carter, battuto nel 1981 da Reagan, che il presidente uscente viene sempre riconfermato. «Sarà decisivo il duello televisivo, come ai tempi di Nixon e Carter; d'altronde, è la sola cosa che sarà seguita dalla massa del grande pubblico» sentenzia da Washington Edward Luttwak, lo straniero che, se si potessero sommare algebricamente la conoscenza personale dell'Italia e quella degli Stati Uniti, otterrebbe il punteggio più alto.

 

joe biden a pittsburgh

«Se leggete i giornali italiani, che riprendono quelli della sinistra della Costa Orientale, Trump non dovrebbe neppure partecipare alle elezioni, perché è assurdo che vinca. Tuttavia, anche se fanno molto rumore, questi media coprono una fetta abbastanza ridotta del pubblico americano, che segue altri media e non guarda le tv via cavo come la Cnn», è l'analisi di Luttwak, secondo il quale Biden sarebbe un moderato prigioniero del proprio elettorato rumoroso, quella sinistra estrema che gli dà voce ma non lo rappresenta; anzi, ne deforma i tratti politici, caricaturizzandolo.

edward luttwak (1)

 

Cosa diranno i due candidati nel duello tv decisivo?

«Trump picchierà a testa bassa sull'economia. Continuerà a dire che, prima del virus, aveva fatto aumentare i soldi a tutti, inclusa la classe operaia. Rivendicherà di aver mandato durante l'epidemia un assegno a sua firma a ogni americano, di aver varato un pacchetto di aiuti da 2.200 miliardi di dollari, inondando in 48 ore i conti correnti delle aziende americane, e di aver fatto ripartire l'industria e la Borsa dopo il lockdown. Sono argomentazioni che hanno grande presa. E poi si metterà al petto la medaglia della deregolamentazione selvaggia, una ricetta che farebbe un gran bene a voi, in Italia».

 

Ci servirebbe un Trump, dottor Luttwak?

«The Donald ha liberato l'economia Usa da migliaia di regole buoniste messe da Obama. Ogni mattina si sveglia e il suo obiettivo è abbattere muri. Così ha rilanciato l'economia, a colpi di liberalizzazioni. È l'unica ricetta che farebbe ripartire l'Italia, che come l'America obamiana è frenata da una regolamentazione obsoleta che non si è adattata alla nuova realtà tecnologica».

TRUMP BIDEN SANDERS

 

Ma all'Italia conviene se vince Trump?

«La storia dice di sì: l'economia Usa importa dall'Italia a due mani con Trump alla Casa Bianca. A voi serve un mercato americano forte».

 

Cosa sbaglia il presidente?

«Non deve eccedere in protagonismo. Sul Covid deve abdicare alle proprie opinioni personali e sottomettersi a ciò che dicono i medici. Non può combattere le mascherine se i dottori dicono di indossarle o litigare con il Centro Controllo Malattie sulla data di arrivo del vaccino. Deve smetterla di litigare con funzionari e tecnici che lavorano per il suo governo; ne ha allontanati troppi durante il suo mandato».

 

E Biden invece cosa dirà?

DONALD TRUMP JOE BIDEN

«Lui vive una contraddizione. È un uomo moderato, un cattolico anti-abortista, un economista prudente, ma rappresenta un partito di integralisti, che vuole votare il Paese totalmente all'economia verde e agli interessi dei ricchi californiani pur sapendo che questo causerà danni enormi all'economia Usa, dove l'industria del petrolio, del carbone e del gas gioca un ruolo di primo piano. È schiavo di un pensiero snob ed esclusivista che criminalizza le opinioni dell'uomo comune».

 

Come cambierebbe l'America con Biden?

«Se vince Biden, la disoccupazione per la cosiddetta working class diventerà strutturale mentre si creeranno un sacco di opportunità di guadagno per l'élite progressista. Il programma dei democratici è indigeribile per l'americano medio: vengono finanziati gratis studi universitari sui transgender, pagati aborti, investiti miliardi in lavori a tesi sull'ambiente e poi non si rimborsa con sconti fiscali il contribuente che ha dovuto riparare il tetto della propria casa, scoperchiata dall'uragano».

Edward Luttwak

 

La protesta contro la violenza della polizia dei Black Lives Matter porterà voti decisivi a Biden?

«È più probabile che glieli tolgano. Sono temi che in Usa appartengono solo all'estrema sinistra, che è furente e sobilla le proteste perché in realtà ha già perso le elezioni, visto che il suo candidato, Sanders, è stato ancora una volta sconfitto alle primarie democratiche».

 

Così pochi e così rumorosi?

«Ma lei lo sa che i genitori dell'attuale procuratore di San Francisco, Chesa Boudin, erano terroristi di estrema sinistra che uccisero due guardie di sicurezza e lui fu allevato da altri estremisti dopo che la madre è stata condannata a 20 anni di carcere e il padre a 75 anni. In Usa esiste tuttora un partito comunista indomito, che impedisce a Biden di dire la sua».

 

I neri comunque non voteranno Trump...

TRUMP E BIDEN

«A parte che i neri sono solo il 15% degli americani, meno perfino degli ispanici che sono quasi il 20% e in ogni caso meno di un terzo dei bianchi, essi non sono solo quelli dei ghetti dei film di Spike Lee. C'è una numerosa borghesia nera che non voterà mai una sinistra così estremista»

 

Cosa accade in Italia se vince Biden?

«Che i progressisti italiani ritroveranno la propria stella polare e si infileranno felici al collo il giogo delle multinazionali Usa».

 

Perché Trump ha raffreddato i rapporti con Conte?

«Il rapporto Trump-Conte non è mai esistito, è un'invenzione della stampa italiana. Donald, quando ha incontrato il vostro premier lo ha trattato con il rispetto che ogni presidente Usa deve avere verso tutti i capi degli Stati amici. È normale che il presidente riconosca il leader di un Paese democratico. Se ci fosse stato un altro al posto di Giuseppi, sarebbe stata la stessa cosa».

TRUMP E BIDEN

 

Com'è visto l'attuale governo italiano negli States?

«Con una certa perplessità: lo ritengono legale ma iniziano a pensare che sia poco democratico, non essendo rappresentativo. Per gli americani non è normale che governi un presidente che non si è mai sottoposto al giudizio degli elettori, e questo a prescindere da quel che dice la vostra Costituzione. Del tutto incomprensibile è poi che ci sia lo stesso premier quando cambia la maggioranza e un partito di centrodestra viene sostituito da tre partiti di sinistra. Chi ha insediato Conte non c'è più, ma lui resta: per gli americani non è comprensibile, ritengono più democratico rapportarsi a Salvini, Meloni, o anche Di Maio, leader che si sono fatti votare».

 

Si ha l'impressione che gli Usa non tengano più in grande considerazione e non tutelino più l'Italia, per esempio in Libia

LUTTWAK

«L'Italia è tenuta in considerazione perché è una potenza economica importante ma il governo italiano, per sua scelta, non vuole utilizzare la propria forza diplomatica e militare per giocare da protagonista nella geopolitica mondiale. Nella crisi tra Turchia e Grecia, Roma è stata a guardare, delegando alla Francia, che nel Mediterraneo è molto meno potente e centrale dell'Italia, l'intervento decisivo per evitare uno scontro bellico. Come in Libia, che sia per l'immigrazione che per le materie prime, è un fronte decisivo per voi, l'Italia si rifiuta di giocare la partita e di provare a stabilizzare la situazione, benché, se volesse, potrebbe farlo».

donald trump

 

Washington ci considera dei conigli imbelli?

«Non è questione di codardia, ma di scelte. L'Italia ha interessi vitali in Libia, deve imparare a difenderli. Gli Stati Uniti sono impegnati a fermare l'avanzata della dittatura comunista cinese, che è una minaccia per la democrazia in tutto il pianeta. Il Mediterraneo è un fronte locale, dove Italia ed Europa possono giocare da protagoniste. Vista da Washington, la situazione è questa: l'Italia deve fare la sua parte, la Sesta Flotta non tornerà più nel Mediterraneo perché gli Usa sono impegnati nel Pacifico».

LUTTWAK

 

Quindi Stati Uniti e Cina non faranno mai la pace, la guerra fredda dei giorni nostri è questa?

«È impossibile che finisca a tarallucci e vino perché la Cina si è data l'obiettivo di estinguere la democrazia nel mondo, tant' è che sta appoggiando le dittature in Sud America e Africa. Quella del regime comunista è una battaglia per la sopravvivenza alla quale Pechino ha sacrificato tutti i vantaggi dell'economia e della libertà».  

             

 

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