reddito di cittadinanza impiego

CHI VUOLE UN IMPIEGO AI CENTRI PER L'IMPIEGO? - IL PARADOSSO DEL SISTEMA CHE REGOLA IL REDDITO DI CITTADINANZA: MANCANO 10 MILA OPERATORI TRA COLORO CHE DOVREBBERO CERCARE UN POSTO AI PERCETTORI DEL SUSSIDIO, CON LA CONSEGUENZA CHE 750 MILA PERSONE CHE SONO RITENUTE IN GRADO DI SVOLGERE UN'ATTIVITÀ CONTINUANO A PRENDERE L'ASSEGNO SENZA FARE NULLA PER RIENTRARE NEL MERCATO DEL LAVORO...

Fra. Bis. per "Il Messaggero"

reddito di cittadinanza

 

Ai centri per l'impiego mancano 10 mila operatori. Risultato, circa 750 mila percettori del reddito di cittadinanza ritenuti attivabili, cioè in grado di svolgere una attività, non hanno ancora sottoscritto i patti per il lavoro e iniziato a cercare un impiego.

 

Intanto a giugno il sussidio dei Cinquestelle ha raggiunto 1,2 milioni di nuclei, che salgono a oltre 1,3 milioni se si tiene conto anche delle famiglie che ricevono la pensione di cittadinanza, per un totale di 3 milioni di persone coinvolte.

 

carta del reddito di cittadinanza

LA PLATEA

La misura è già costata quest'anno 4,2 miliardi di euro e ne eroderà di questo passo quasi 9 a fine 2021. Un record: lo scorso anno per il sussidio sono stati spesi poco più di 7 miliardi. Il reddito di cittadinanza costa sempre di più per l'effetto combinato dei nuovi ingressi nella platea dei beneficiari determinati dalla crisi economica e dei mancati inserimenti nel mondo del lavoro dei percettori occupabili.

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

Così l'Anpal nell'ultima nota dedicata al reddito di cittadinanza, diffusa all'inizio di questa settimana: «Al 30 giugno i percettori dell'aiuto tenuti alla sottoscrizione del patto per il lavoro erano 1.150.152, il 34,1% è stato preso in carico in quanto ha sottoscritto con il centro per l'impiego un patto per il lavoro o dispone di un patto di servizio in corso di validità, una quota pari a 392.292 persone».

 

reddito di cittadinanza

LE CRITICITÀ

Nel mirino sono finiti così i centri per l'impiego che essendo a corto di personale non riescono a prendere in carico tutti gli attivabili nei tempi stabiliti. La legge che ha calato a terra il reddito di cittadinanza prevedeva l'assunzione entro il 2021 di 11.535 operatori nei centri per l'impiego tramite i bandi delle Regioni, ma finora ne sono stati presi solo 950 circa.

 

di maio reddito di cittadinanza

I numeri sono stati forniti in commissione Lavoro alla Camera dalla sottosegretaria Tiziana Nisini in risposta a un'interrogazione della deputata M5S Valentina Barzotti. La mappa delle assunzioni effettuate finora, aggiornata alla fine del primo trimestre di quest'anno dal momento che le Regioni hanno tempo fino al 31 luglio per comunicare i dati relativi al periodo aprile-giugno, evidenzia che il Veneto ha ingaggiato 215 operatori, un terzo di quelli previsti in entrata nei centri per l'impiego della regione, la Sardegna 147 (su 357), la Toscana 142 (su 643), l'Emilia-Romagna 118 (su 655), la Liguria 100 (su 258), il Friuli Venezia Giulia 99 (su 165), le Marche 61 (su 194) e il Lazio solo 44 (su 1130).

 

reddito di cittadinanza

Attese in Lombardia 1.378 assunzioni nei centri per l'impiego, ma al 31 marzo del 2021 ancora non risultava pervenuto alcun rinforzo. A quota zero assunzioni anche Campania e Sicilia, le due regioni con più beneficiari del reddito e della pensione di cittadinanza, con nel complesso oltre 500 mila nuclei raggiunti dalla misura. Sono rimasti senza rinforzi pure i centri per l'impiego di Abruzzo, Molise, Piemonte, Basilicata, Calabria, Puglia e Umbria.

 

reddito di cittadinanza

Il ministero del Lavoro ha più volte sollecitato le Regioni affinché pubblicassero i bandi in tempi brevi così da coprire i vuoti di organico. Ma a giudicare dai numeri portati in commissione dalla sottosegretaria al Lavoro Tiziana Nisini il piano straordinario di potenziamento dei centri per l'impiego non è ancora decollato. Sempre stando alla nota dell'Anpal, l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro ora sotto la guida del commissario straordinario Raffaele Tangorra, i beneficiari del reddito di cittadinanza presi in carico dai centri per l'impiego sono 55mila nelle regioni del Nord-Ovest (il 38% del totale degli attivabili in quell'area), 26mila in quelle del Nord-Est (54%), 54mila in quelle del Centro (37%), 165mila al Sud (31,6%), 90mila nelle isole (31,7%).

 

il sito per il reddito di cittadinanza 1

La maggiore presenza di percettori si rileva nel Sud e nelle isole, dove risiede il 70,5% del totale delle persone soggette al patto per il lavoro. La classe di età degli under 29 a livello nazionale costituisce il 38,6% di tutti i beneficiari.

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?