claudio descalzi eni diesel+

CHIAMAMI COL TUO NOMINE - DA ENI A ENEL: 400 POLTRONE PER SAZIARE I FAMELICI APPETITI DEL GOVERNO PD-M5S. SI PARTE DOPO IL VOTO IN EMILIA - UNA DELLE POLTRONE PIU' BALLERINE E' QUELLA DELL'ENI DI DESCALZI - SULLA PORTA ANCHE PROFUMO, AD DI LEONARDO (E ARCURI FREME) - ANCHE ALL'ENAV SI CAMBIA - IL PACCHETTO NOMINE IN MANO A CONTE, FRACCARO, ZINGARETTI (RENZI CHE FARA'?)

CLAUDIO DESCALZI CON LA MOGLIE MARIA MAGDALENA INGOBA

Filippo Caleri per Il Tempo

 

 

Gli sherpa e i lobbisti di lungo corso stanno già affilando i coltelli per la grande abbuffata delle nomine delle aziende dello Stato. A parte quelle più grandi, come Eni e Enel, un calcolo a spanne che circola tra gli addetti ai lavori quantifica in circa 400 le poltrone a disposizione per saziare la fame di posti del governo rosso giallo. Prima di scatenare l' inferno, però, i «giocatori» aspettano l' esito delle elezioni in Emilia Romagna.

 

Sarà quello il test per capire i rapporti di forza all' interno della maggioranza e per calibrare su questi il sempiterno manuale Cencelli. La partita è dunque solo agli inizi. Ma qualche linea guida inizia a emergere. La prima è che i principali manager sono alla scadenza del secondo mandato, dunque la probabilità di un ricambio è molto alta. Ai dirigenti si concede in genere il rinnovo per consentire di valutare gli effetti dei loro piani industriali. Cosa che è puntualmente avvenuta nelle precedente tornata quando tutti, tranne Mauro Moretti in Finmeccanica, furono confermati. Questa volta, dunque, la battaglia per restare sulla poltrona sarà più ardua.

 

matteo del fante poste italiane 1

Secondo le prime indiscrezioni una delle sedie per la quale la permanenza resta incerta è quella dell' ad di Eni, Claudio Descalzi.

Un po' sulla scorta del suo predecessore Paolo Scaroni che, dopo Enel, fu indicato per guidare gruppo del Cane a sei zampe.

 

 

Se Starace fosse invece candidato per il terzo triennio all' Enel, cosa possibile visto che sotto la sua guida la società è diventata una delle più capitalizzate in Borsa, sarebbe in pole position anche il nome di Stefano Cao, con un passato in Saipem e nella stessa Eni. Grandi chance sono accreditate anche per Marco Alverà, attuale ad di Snam, enfant prodige del settore energetico, che però vista la giovane età (45 anni) potrebbe essere messo in stand by in attesa del prossimo turno.

 

STEFANO CAO

Sulla porta di uscita anche Alessandro Profumo, ad di Leonardo, che ha dovuto gestire una società fortemente condizionata dalle scelte del suo predecessore Moretti, e ha dovuto faticare molto per rimettere in pista l' azienda.

 

Sulla quotata specializzata nella difesa le antenne di chi segue il dossier registrano l' interesse dell' ad di Invitalia, Domenico Arcuri, che è riuscito a spuntare per la terza volta la guida della società per gli investimenti, ma che da tempo cerca incarichi più remunerativi visto che per i limiti imposti alle società pubbliche il suo appannaggio non può superare i 240 mila euro annul. A favore di una possibile riconferma di Profumo gioca la mancanza di una forte candidatura interna visto che l' era Moretti ha motivato molti dei manager più competenti nel core business a cercare fortuna altrove.

Marco Alverà

 

Calma pieta, per ora, attorno alle Poste Italiane. La società oggi guidata da Matteo Del Fante, ma il suo sponsor della prima ora, Matteo Renzi, pare non gli abbia perdonato il supporto concesso ai grillini per l' attuazione operativa del reddito di cittadinanza. Dunque la sua riconferma, visto che uno dei dominus della partita è proprio l' attuale leader di Italia Viva, potrebbe non essere scontata. Anche per questo a scaldare i motori verso i palazzoni dell' Eur ci sarebbe anche Fabrizio Palermo, oggi amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti, e piuttosto insofferente dopo l' arrivo alla presidenza di Giovanni Gorno Tempini, guardiano degli interessi del patrimonio delle fondazioni azioniste e alquanto riottose verso la linea di Palermo di usare i soldi della Cdp per operazioni di sistema come nel possibile salvataggio di Ilya e Alitalia.

SABINA RATTI ALESSANDRO PROFUMO

 

Per Palermo, che vanta una competenza nel settore finanziario, le Poste, ormai a tutti gli effetti un banca, sarebbero una alternativa possibile. In ballo tra le grandi aziende c' anche la poltrona di ad dell' Enav, Roberta Neri, anche lei è al secondo mandato e in quota Renzi. In attesa, e disponibile, anche Stefano Cannarsa, oggi ad di Consip, che potrebbe ambire a spostamenti in società quotate.

 

Nessun timore a oggi per Gianfranco Battisti, ad delle Ferrovie dello Stato, il cui incarico scade nel 2021, e per Fincantieri che ha registrato il rinnovo dell' ad Giuseppe Bono e del presidente Giampiero Massolo, lo scorso anno.

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Tutti gli altri, per ora, sono al nastro di partenza, in attesa del test elettorale. Se vincesse la Lega, il governo rosso giallo non si farebbe scippare tanto facilmente il bottino delle nomine. Così, anche se si andasse al voto anticipato, questo sarebbe sicuramente successivo alle assemblee societarie.

 

riccardo fraccaro

Se vincesse la sinistra invece il peso di ogni partito della maggioranza sarebbe usato come criterio dirimente nella spartizione. Partita apertissima dunque. Per ora si possono intuire solo i giocatori: oltre al premier Giuseppe Conte, Nicola Zingaretti per il Pd, Riccardo Fraccaro per il M5s, e Matteo Renzi per Iv.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…