mike pompeo benjamin netanyahu

CHIAMATEMI ISRAELE – MIKE POMPEO FA UN SUPER ASSIST A NETANYAHU E DICHIARA LEGITTIMI GLI INSEDIAMENTI ISRAELIANI IN CISGIORDANIA. SECONDO GLI USA LA MOSSA RIDARÀ SPAZIO ALLE TRATTATIVE CON I PALESTINESI PER UN POSSIBILE FUTURO INGLOBAMENTO NELLO STATO EBRAICO – GLI ARABI OVVIAMENTE NON L’HANNO PRESA BENISSIMO. E MANCO L’UE, CHE NON HA ANCORA DECISO SE STARE CON I SUOI ALLEATI STORICI O CON HAMAS… – VIDEO

 

 

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Wcprwi1IgEU" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

 

Giordano Stabile per “la Stampa”

mike pompeo benjamin netanyahu

 

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo difende gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, in una mossa che secondo Washington ridarà «spazio alle trattative con i palestinesi» ma che suscita subito reazioni negative nel mondo arabo. Pompeo ha precisato che gli insediamenti «non sono contro la legge internazionale» e il loro status finale sarà deciso nei colloqui di pace.

 

insediamenti israeliani in cisgiordania 2

Non è ancora un riconoscimento della sovranità israeliana, come aveva fatto il presidente Donald Trump ad aprile riguardo le Alture del Golan. Ma la presa di posizione è una spinta importante verso un futuro, possibile inglobamento nello Stato ebraico. Ed è una svolta a 180 gradi nella politica statunitense che dal 1978, in base a un rapporto legale del dipartimento di Stato, definiva gli insediamenti «in contrasto con la legge internazionale».

insediamenti israeliani in cisgiordania 3

 

Secondo Pompeo dichiarare fuorilegge gli insediamenti «non ha fatto avanzare la causa della pace», non ha «funzionato» ed è molto meglio «riconoscere la realtà sul terreno».

La svolta si inserisce in due contesti. Uno, immediato, è la risposta alla decisione dell' Unione europea di imporre etichette diverse ai prodotti degli insediamenti rispetto a quelli israeliani. Non potranno essere più definiti «made in Israel». La decisione di Strasburgo segna un punto a favore dei palestinesi. La dichiarazione Usa ne ridimensiona la portata. Il secondo contesto si lega alle trattative di pace.

MIKE POMPEO E LUIGI DI MAIO

 

Il piano di pace Usa

donald trump firma per spostare l ambasciata a gerusalemme

Il piano americano, «l' accordo del secolo» promesso da Trump, si è perso nei meandri mediorientali. Ma un passo decisivo in quel senso è l' accettazione nel mondo arabo dell' annessione di Gerusalemme Est e di parte della Cisgiordania. La nuova posizione di Washington ricalca quella israeliana, che considera gli insediamenti non illegali ma parte dei «territori disputati», il cui status finale sarà stabilito appunto da un trattato di pace.

TRUMP FIRMA IL DOCUMENTO CHE RICONOSCE GERUSALEMME CAPITALE DI ISRAELE

 

Le prime reazioni arabe sono state negative. Il presidente palestinese Abu Mazen ha ribattuto che la scelta americana «è in totale contraddizione con la legge internazionale».

rohani mogherini

Il ministro degli esteri giordano Ayman Safadi ha denunciato il rischio di «pericolose conseguenze». Quanto a Bruxelles, l' Alto rappresentante Federica Mogherini ha ripetuto che "La nostra posizione sulla politica di insediamento israeliana nel territorio palestinese occupato è chiara e rimane invariata. Le attività di insediamento sono illegali ai sensi del diritto internazionale".

NETANYAHU E ABU MAZEN

 

Pompeo ha in qualche modo messo in conto tutto. Anche perché è arrivato subito il plauso del governo israeliano che ha sottolineato come la decisione degli Usa «corregge un errore storico e riflette una verità storica» e cioè che gli abitanti degli insediamenti «non sono coloni stranieri in Giudea e Samaria: in realtà si chiamano ebrei (giudei) proprio perché sono originari della Giudea».

 

L' aiuto a Netanyahu

benny gantz benjamin netanyahubenny gantzinsediamenti israeliani in cisgiordania

Ed è questo il terzo contesto: la decisione degli Usa dà una mano a Netanyahu. Domenica il premier uscente ha convocato il suo partito, il Likud, dopo una nota dell' Intelligence aveva dato per probabile la formazione di un governo di minoranza guidato da Gantz, con l' appoggio esterno dei partiti arabi. Ieri l' ipotesi s' è allontanata, per le resistenze di Lieberman, e si sono avvicinate le terze elezioni anticipate.

benny gantz 1israele arresto di vittorio fera in cisgiordania 9insediamenti israele in cisgiordania mappa voxinsediamenti israeliani in cisgiordania 1insediamenti israeliani in cisgiordania 4mike pompeo benjamin netanyahuinsediamenti israeliani in cisgiordaniamappa degli insediamenti in cisgiordania

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...