LA CHIESA ORMAI È L'UNICA CHE MANDA IN PENSIONE I SUOI VERTICI - IL CARDINAL BAGNASCO LASCIA IL RUOLO DI ARCIVESCOVO DI GENOVA, DOPO AVER GUIDATO PER ANNI LA CEI. AL SUO POSTO IL FRANCESCANO MARCO TASCA - SE NEGLI USA SI CANDIDA UN 78ENNE CONTRO UN 74ENNE, SE IN ITALIA NAPOLITANO È STATO RIELETTO AL QUIRINALE QUANDO AVEVA 88 ANNI, IN VATICANO DOPO GLI 80 NON PUOI ESSERE ELETTO PAPA E I CARDINALI A 75 DEVONO MOLLARE - ''ANDRÒ ALLA CASA DEL CLERO CON ALTRI SACERDOTI E LÌ CONTINUERÒ L'ULTIMA RAMPA DELLA VITA. SAPETE CHE ESISTE UN' ULTIMA RAMPA, VERO?''

Gian Guido Vecchi per il ''Corriere della Sera''

 

 

TERENCE HILL E IL CARDINALE BAGNASCO

«Ma dove volete che vada? Io resto qui, Genova è casa mia». Il cardinale Angelo Bagnasco, 77 anni, sorrideva ieri mattina ai giornalisti che gli chiedevano che cosa avrebbe fatto ora. La decisione era attesa, i vescovi raggiungono l' età della pensione al compimento dei 75 anni, il cardinale aveva presentato la «rinuncia» a Francesco il 14 gennaio 2018 ed era in proroga da più due anni.

 

Dalla Santa Sede è arrivato l' annuncio ufficiale: il Papa ha «accettato la rinuncia» e nominato come nuovo arcivescovo di Genova il francescano Marco Tasca, 62 anni, già ministro generale dei Frati minori dal 2007 al 2019.

 

Per Bagnasco, già presidente della Cei dal 2007 al 2017 e arcivescovo dal 2006, non è né potrebbe essere un addio alla sua città, comunque. «Andrò alla casa del clero con altri sacerdoti e lì continuerò l' ultima rampa della vita. Sapete che esiste un' ultima rampa, vero?». È nato a Pontevico, nel bresciano, solo perché i genitori erano sfollati per la guerra. Ma a Genova sono le sue radici e qui è cresciuto con i genitori e la sorella Anna, Salita Montagnola della Marina 4, dietro il porto, la mamma Rosa casalinga e il papà Alfredo che lavorava in una fabbrica di pasticceria. La vocazione precoce, il liceo classico nel seminario arcivescovile di Genova, l' incontro con il cardinale Siri che lo manda a studiare filosofia all' università Statale per fare esperienza del mondo là fuori.

papa francesco bergoglio con bagnasco

 

Fino al 2021 Bagnasco rimarrà presidente dei vescovi europei. Ma certo comincia una nuova fase della vita. «Occupare il tempo libero non sarà un problema, mi dedicherò alla preghiera, la meditazione, la lettura. E poi sarò a disposizione secondo i servizi che ogni sacerdote è chiamato a fare», dice. «Quando uno non cerca mai niente è libero.

 

Cardinale Angelo Bagnasco

Il che non significa essere insensibili, ma avere il dono della serenità. Anche in questo momento ci si sente e si sa nelle mani del Signore, quindi siamo in buone mani». Con il successore si sono sentiti più volte, «anche lui è in trepidazione come me quando dovevo andare a Pesaro e poi a Genova, è naturale. Bisogna affidarsi alla Provvidenza, e questo è il suo atteggiamento fondamentale».

Bagnasco e Bertone

 

Il nuovo arcivescovo, padre Marco Tasca, è nato a Sant' Angelo di Piove di Sacco, nel padovano. Farà ingresso in città entro tre mesi. Nel frattempo ha scritto una lettera alla diocesi: «Porto con me, come povera dote, ciò che ho cercato di imparare e di vivere in questi ormai quasi quarant' anni di vita religiosa francescana, che si riassume nella fraternità. Come vostro vescovo, desidero essere padre e fratello, con il cuore sempre aperto all' ascolto e all' accoglienza tanto di coloro che verranno a bussare alla mia porta, come - vorrei dire, soprattutto!- di coloro che si trovano o si sentono lontani dalla nostra comunità ecclesiale».

 

MARCO TASCA PAPA FRANCESCO

Troverà una Genova «sempre più unita», dopo l' ultima tragedia del ponte Morandi e la ricostruzione, la dignità dei genovesi «capaci di dare il meglio di sé» nel dolore. Degli anni da arcivescovo, Bagnasco ricorda «le visite in città di Benedetto XVI e Francesco» e i momenti di sofferenza tra la sua gente, «la crisi economica, le alluvioni, il ponte». Al successore indica il tema del lavoro: «Il rapporto della Chiesa di Genova e del suo arcivescovo con la città è molto particolare, e quello con il mondo operaio non è così da nessuna parte». Resta la pandemia. «Ho vissuto il dopoguerra, in mezzo alle macerie della Genova vecchia.

 

Però la gente si poteva e voleva incontrare, nelle case e nelle chiese, per le strade. Oggi è diverso. Una situazione surreale che si sta risolvendo, almeno lo speriamo tutti».

MARCO TASCA

Ultimi Dagoreport

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…