luigi di maio riccardo fraccaro giuseppe conte

PER CHIGI SUONA LA CAMPANA – UNA VOLTA OTTENUTO IL VIA LIBERA PER LA FARNESINA DI MAIO STAVA PER RIPENSARCI, PERCHÉ LA FITTA AGENDA DEL MINISTERO DEGLI ESTERI È POCO COMPATIBILE CON IL RUOLO DI LEADER M5S. PER QUESTO HA PRETESO FRACCARO COME SOTTOSEGRETARIO (“ALTRIMENTI SALTA TUTTO”) - L’IRA DI GRILLO: "LUIGI LO VEDO STANCO E CONFUSO, AVREBBE BISOGNO DI UN ANNO SABBATICO"

«Fraccaro o crisi» Gigino ricatta ma Grillo lo gela

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

BEPPE GRILLO LUIGI DI MAIO

«Luigi lo vedo stanco e confuso, avrebbe bisogno di un anno sabbatico». La sentenza, piuttosto tranchant, se l' è lasciata scappare qualche giorno fa in privato Beppe Grillo, stanco della personale battaglia ingaggiata da Di Maio per rimanere a tutti i costi attaccato alla poltrona di vicepremier. Un braccio di ferro da cui il leader grillino è uscito sconfitto, ma che ha avuto il suo secondo tempo nella mattinata di ieri.

riccardo fraccaro

 

Quando l' intesa sulla composizione del Conte bis era ormai chiusa, infatti, Di Maio ha deciso di alzare le barricate sulla delicata poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, arrivando persino a minacciare nuovamente la crisi. «Quel posto è di Fraccaro, altrimenti salta tutto», è stato l' aut aut di Di Maio. Al quale Giuseppe Conte ha inutilmente provato a resistere, con sullo sfondo una forte irritazione del Quirinale. Perché il fatto che la soluzione di questa crisi sia stata profondamente condizionata dagli appetiti di poltrone del leader pentastellato sul Colle ha creato più di un fastidio.

riccardo fraccaro luigi di maio 8

 

Persa prima la guerra per restare vicepremier e poi la battaglia per andare al Viminale e ottenere così lo scalpo politico di Matteo Salvini, Di Maio ha infatti preteso il ministero degli Esteri. Una posto delicato per il leader grillino, non solo perché non spiccica una parola di inglese ma anche perché fu proprio lui che scatenò la crisi diplomatica con Parigi che lo scorso febbraio arrivò a richiamare in Francia l' ambasciatore.

LUIGI DI MAIO MINISTRO DEGLI ESTERI BY GIANBOY

 

Nonostante tutto questo, Di Maio aveva però ottenuto il via libera per la Farnesina. Salvo poi ripensarci. Qualcuno, infatti, deve avergli spiegato che un ministro degli Esteri ha una fitta agenda di incontri non rinviabili in giro per il mondo. E che, dunque, avrebbe avuto non poca difficoltà a gestire via telefono e con fusi orari sempre diversi il suo ruolo di leader M5s e, soprattutto, capodelegazione grillino nel governo.

 

luigi di maio stefano buffagni riccardo fraccaro danilo toninelli barbara lezzisergio mattarella luigi di maio

Non a caso, l' altro capodelegazione il dem Dario Franceschini ha voluto per sé i Beni culturali, cioè un ministero leggero. Di qui, la pretesa di piazzare Fraccaro alla presidenza del Consiglio. Avere uno dei suoi uomini di fiducia nel ruolo chiave di sottosegretario di Palazzo Chigi, infatti, è per Di Maio la garanzia che anche in sua assenza potrà sempre avere occhi e orecchie sulle decisioni del Consiglio dei ministri.

dario franceschini

 

I dem, ovviamente, sulle prime non ne vogliono sapere, perché lo hanno detto più volte Conte è già un premier indicato dai Cinque stelle. E anche il presidente del Consiglio, che avrebbe voluto in quel posto il segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa, prova a resistere. «Ma come ti viene in mente di mettere in una posizione tanto delicata un uomo della Casaleggio», sbotta. Ma Di Maio che è ormai un professionista della battaglia delle poltrone non molla di un metro. «O così o salta tutto e si va al voto», è la sua replica. E con i suoi punta il dito su Conte: «Sta facendo il doppio gioco, ormai si è venduto al Pd».

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

 

Insomma, per un governo alla vigilia del giuramento, una situazione di una conflittualità senza precedenti. Che, se Di Maio continuerà a lanciare ultimatum, difficilmente potrà reggere a lungo. Una riflessione che fanno anche al Quirinale, dove l' ultima intemerata del leader grillino fa andare su tutte le furie anche i più pazienti. Va bene la comprensione per il momento di difficoltà di Di Maio, costretto prima al passo indietro, poi ad accettare nel governo ministri vicini a Roberto Fico e ormai con una leadership in discesa libera. Ma a tutto c' è un limite. Ecco perché la sensazione è che ieri il neo ministro degli Esteri si sia giocato l' ultimo bonus. Alla fine, infatti, l' ha avuta vinta. Ma solo perché «non possiamo far saltare il Paese per i capricci di uno scapestrato».

NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE SERGIO MATTARELLApaolo gentiloni dario franceschinifranceschiniBEPPE GRILLO - DI MAIO - DAVIDE CASALEGGIOmattarella di maioDAVIDE CASALEGGIO ALFONSO BONAFEDE RICCARDO FRACCARO

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...