kosovo kurti

CI MANCA SOLO LA GUERRA NEI BALCANI! IL KOSOVO SULL’ORLO DELL’ESPLOSIONE - BARRICATE DA 12 GIORNI NELLA CITTA’ DIVISA DI MITROVICA, NEL NORD DEL KOSOVO A MAGGIORANZA SERBA. LA ONG "AKTIV" LANCIA L'ALLARME: "MAI UNA CRISI COSÌ GRAVE IN 23 ANNI" – NEL NORD I SERBI PERCEPISCONO LE AUTORITÀ DI PRISTINA COME OSTILI, MENTRE DA PRISTINA SI GUARDA AL NORD COME A UN BRANCO DI CRIMINALI CHE MINANO L’INDIPENDENZA DEL KOSOVO...

Francesca Ghirardelli per avvenire.it

   

albin kurti Alexandar Vucic

Dodicesimo giorno di barricate ieri nel nord del Kosovo a maggioranza serba, lungo le principali arterie che dalla città “divisa” di Mitrovica corrono verso la frontiera con la Serbia. La brace delle tensioni interetniche continua ad ardere sotto la cenere e ora manda fiammate in superficie.

 

«Negli ultimi ventitré anni, cioè dalla fine della guerra, questo territorio ha attraversato diverse crisi, ma mai una situazione seria come quella attuale». A parlare è Miodrag Milicevic della Ong serba Aktiv, l’unica ad avere un ufficio sia a Belgrado che a Pristina, e la sede principale là dove le due comunità dal dialogo impossibile, la serba e l’albanese kosovara, sono a contatto, cioè a Mitrovica. Le barricate sorgono in nove località, a Leposaviæ e Zubin Potok e nel villaggio di Rudare, dove per oggi a mezzogiorno è attesa «la più grande protesta di sempre».

 

kosovo serbia tensione

È la risposta alle dichiarazioni rilasciate al Guardian martedì dal premier Albin Kurti: «La preoccupazione (è) che la rimozione delle barricate non possa escludere vittime». Per le orecchie serbe, una minaccia. «Quello che sappiamo è che molti serbi ai blocchi stradali sono dipendenti pubblici (dimessisi in blocco dalle istituzioni miste a novembre, ndr) e del settore sanitario. Si organizzano a turni. Alcune voci riferiscono anche di persone sconosciute apparse sul posto. Ciò che mi preoccupa di più è l’incapacità delle due parti di ascoltarsi. Nel nord si percepiscono le autorità di Pristina solo come estremamente ostili, mentre da Pristina si guarda il nord come abitato da un branco di criminali che minano l’indipendenza del Kosovo».

 

vladimir putin aleksandar vucic

La tensione è alta sul confine dove al valico chiuso di Jarinje, sul versante serbo, domenica manifestanti di estrema destra hanno tentato di sfondare. A Mitrovica, intanto, vanno in frantumi vetrine di negozi di proprietà serba. «Sul ponte che separa la parte nord dal resto della città c’è un’accresciuta presenza dei Carabinieri italiani (contingente Nato della Kfor, ndr). Sono aumentate anche le pattuglie di Eulex, la missione Ue» prosegue l’attivista che poi pone l’accento, anzi, punta il dito contro le forze speciali della polizia del Kosovo. «Sia chiaro, parlo di forze speciali, non della polizia regolare. La paura tra i cittadini è ben oltre la media per la massiccia presenza di queste unità e le loro intimidazioni». La sua Ong Aktiv ha aperto una hotline per denunciare gli abusi. Lui stesso è stato minacciato e colpito allo stomaco da agenti delle forze speciali.

aleksandar vucic

 

La paura si mescola alla «grande insoddisfazione», come la chiama l’attivista, dopo alcuni arresti ma soprattutto dopo mesi di frizioni (che un accordo Ue non ha attenuato) sull’immatricolazione delle targhe delle minoranze entro il sistema nazionale. Non una questione da poco, per chi la considera una resa alle autorità di un Paese che non riconosce, visto che l’indipendenza dichiarata da Pristina nel 2008 resta nulla agli occhi della Serbia. «Il dialogo tra Pristina e rappresentanti serbi credibili è l’unica possibilità per riportare stabilità» conclude Milicevic. «Non è troppo tardi, ma certo non si dialoga mandando le forze speciali».

KOSOVO SERBIA 2blocchi stradali kosovo serbia KOSOVO SERBIA 11pristina kosovo serbia kosovo.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…