emmanuel macron vladimir putin

CI MANCAVA SOLO QUELL'ESIBIZIONISTA DI MACRON A FAR INCAZZARE PUTIN – AL PRESIDENTE RUSSO NON È PIACIUTO AFFATTO VEDERE TRASMESSA SENZA FILTRI IN TELEVISIONE LA TELEFONATA CON EMMANUEL MACRON – IL DOCUMENTARIO REALIZZATO E DIFFUSO PROPRIO DALL'ELISEO PER ESALTARE L'IPERATTIVISMO DEL PRESIDENTE FRANCESE HA SCATENATO LE PROTESTE DEL CREMLINO (CHE PARLA DI “BON TON”, VABBE'...) MA ANCHE LE CRITICHE IN FRANCIA – PER “LE MONDE” IL FILMATO “INFRANGE GLI STANDARD DIPLOMATICI RELATIVI AL SEGRETO” – VIDEO

 

Francesco De Remigis per “il Giornale”

 

putin macron telefonata

Al presidente francese non dev'essere dispiaciuto vedersi esibito su France 2 come leader iperattivo, che fa di tutto per salvaguardare la pace nell'Europa dell'Est prima che Vladimir Putin ordinasse l'invasione dell'Ucraina.

 

Ma quando il prodotto finito, presentato come documentario in presa diretta, e perlopiù girato all'Eliseo, è stato trasmesso il 30 giugno dalla rete pubblica transalpina, a Mosca lo stato maggiore del putinismo è saltato sulla sedia.

 

I nervi sono tornati a fior di pelle quando i russi si sono accorti dello sforzo autoriale: mostrare in tv l'azione della grandeur a trazione Macron (dal 1° gennaio a «capo» dell'Ue per sei mesi) senza attenzione alla «privacy» degli interlocutori.

 

Macron documentario

Prima le critiche dell'agenzia di stampa russa Ria Novosti: «Non hanno rispettato le regole diplomatiche dei negoziati». Poi, film fatto a pezzi da Le Monde: «Infrange gli standard diplomatici relativi al segreto».

 

E ieri il ministro degli Esteri russo ha gelato ogni auspicio di proseguire, da parte francese, trattative con Mosca: «Credo che l'etica diplomatica non presupponga una fuga di documenti così unilaterale», il commento di Sergei Lavrov.

 

Stop ai colloqui con Parigi, dunque? Da racconto dietro le quinte, i 115 minuti di «Un président, l'Europe et la Guerre» sono diventati termometro della crisi, visti i risvolti della chiamata Macron-Putin, registrata il 20 febbraio, 4 giorni prima che Mosca lanciasse l'assalto militare a Kiev.

 

putin e macron 1

Nell'ufficio di Emmanuel Bonne, consigliere diplomatico del presidente francese, la telecamera punta il telefono.

 

Le voci dei due leader si sentono distintamente. Il cinismo, la freddezza e la determinazione del n.1 del Cremlino stanno nelle risposte ambigue di Putin: sull'ipotesi di colloquio con Biden, con lo zar che spiega d'essere impegnato a fare sport, e sul rispetto degli accordi di Minsk. Senza però annunciare mai l'invasione.

 

Macron era al telefono con lo zar perché i Servizi americani ipotizzavano un attacco imminente. Eppure sembra trarre aspetti positivi dal colloquio: «Vorrei che mi dessi la tua lettura della situazione in modo abbastanza diretto, come facciamo entrambi, vorrei che mi dicessi quali sono le tue intenzioni». La replica di Putin: «Cosa potrei dire? Voi stessi vedete cosa sta succedendo...».

 

Emmanuel Macron con Zelensky

Poco prima che l'Europa scoprisse d'essere nel bel mezzo di un conflitto, il documentario cattura 9 minuti di conversazione che stando ai russi sarebbe dovuta restare riservata. Il giornalista Guy Lagache è a pochi metri.

 

E gli spezzoni che il Cremlino non ha gradito vedere in tv entrano nel film; mentre altri sono stati secretati per ammissione del regista.

 

Lavrov attacca Parigi, e oltre al j' accuse non rinnega la strategia moscovita: «Conduciamo sempre i negoziati in modo da non doverci mai vergognare e siamo pronti a rispondere delle nostre parole e spiegare la nostra posizione, i Paesi occidentali dovrebbero riconoscere piuttosto le loro responsabilità per la morte di civili nel Donbass e in altre zone dove Kiev usa armi contro i civili».

 

Emmanuel Macron

La guerra in streaming è solo l'ultimo tassello del puzzle con cui Macron ha provato a gestire la crisi con scarsi successi: dalle foto in tenuta militare per empatizzare con Zelensky, alla prolungata astinenza da viaggi in Ucraina.

 

Oggi toccherà al presidente del Senato Gérard Larcher andare a Kiev: vedrà Zelensky, poi un discorso al Parlamento. Poi nell'oblast della capitale, a Irpin o Bucha. L'affaire del documentario è sbarcato ieri in Assemblée: Marine Le Pen ha parlato di diffusione irresponsabile di conversazioni diplomatiche. Anche con altri leader come Ursula Von der Leyen, Olaf Scholz o Mario Draghi.

 

macron putin

«Macron si mette in scena come salvatore del mondo, come se l'esercizio del potere possa ridursi a un trailer su Netflix», il suo attacco all'Eliseo. Il primo in aula del mandato bis.

vladimir putin emmanuel macron vladimir putin emmanuel macron 1vladimir putin emmanuel macron 2vladimir putin emmanuel macron 1MACRON - PUTIN - MERKELvladimir putin emmanuel macron 5zelensky merkel macron putin meme sull incontro putin macron

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!