sebastian kurz

CI STA PRENDENDO PER IL KURZ - LA MOSSA DEL PREMIER AUSTRIACO DI "STRAPPARE" CON L'UE SUI VACCINI E ACCORDARSI CON ISRAELE È SOLO A USO INTERNO DELL'OPINIONE PUBBLICA DEL SUO PAESE - SI PARLA DI INTESE FUTURE, A PARTIRE DALL'AUTUNNO DEL 2021, NON ALTERNATIVE MA COMPLEMENTARI AGLI ACCORDI EUROPEI - NETANYAHU DICE DI ESSERE IN TRATTATIVE CON MODERNA PER L'APERTURA DI UN CENTRO DI RICERCA E SVILUPPO E CON PFIZER PER UNA STRUTTURA DI PRODUZIONE VACCINALE...

1 - AUSTRIA E DANIMARCA, STRAPPO UE: "ACCORDO CON ISRAELE SULLE FIALE"

Alberto D'Argenio e Tonia Mastrobuoni per "la Repubblica"

 

sebastian kurz 1

Prima di partire per Israele, dove domani incontrerà Benjamin Netanyahu, Sebastian Kurz lancia la bomba: Austria e Danimarca «non intendono più affidarsi alla Ue e svilupperanno insieme a Israele i vaccini di seconda generazione contro le mutazioni del coronavirus e faranno ricerca comune per le cure».

 

Vienna e Copenaghen puntano il dito contro la lentezza dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, che in assenza della corsia preferenziale delle procedure d'emergenza ha impiegato più tempo degli Usa o del Regno Unito per il via libera ai primi immunizzanti.

 

il premier austriaco sebastian kurz

I due "frugali" rompono il fronte europeo per convergere con il Paese che vanta il più alto numero dei vaccinati al mondo. E la Ue è già terremotata dalla decisione di alcuni Paesi dell'Est come Ungheria, Slovacchia, Repubblica ceca, Estonia ma anche della Croazia di rivolgersi alla Russia per ottenere il vaccino Sputnik anticipando un eventuale ok dell'Ema, che non ha ancora ricevuto la richiesta di autorizzazione da Mosca.

 

Tanto che la Lega a vocazione populista si è risvegliata e in un comunicato ha fatto sapere che la mossa di Vienna e Copenaghen «rappresenta l'ennesima e clamorosa conferma del fallimento della strategia portata avanti finora da Bruxelles».

 

il premier austriaco kurz

Kurz e la premier danese Mette Frederiksen lanciano la sfida alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ma anche ad Angela Merkel, sponsor dell'affidamento a Bruxelles dei negoziati con le case farmaceutiche.

 

sebastian kurz e benjamin netanyahu

«In linea di principio», ha sottolineato il cancelliere austriaco, «è giusto affidarsi alla Ue». Ma oltre alla lentezza dell'Ema, Kurz punta il dito contro «i colli di bottiglia nelle produzioni». Una fonte governativa austriaca fa notare che «stiamo parlando di intese future, che potrebbero valere a partire dall'autunno del 2021, e che non intendono essere alternative, ma complementari agli accordi europei».

 

sebastian kurz

Per questa ragione, nonostante la tensione che si respira a Bruxelles, per ora la Commissione europea preferisce mostrare di credere che la mossa di Kurz sia ad uso interno dell'opinione pubblica austriaca. E così il portavoce dell'Eurogoverno commenta: "Gli Stati membri hanno sempre avuto la possibilità di chiudere contratti con compagnie che non rientrano nella strategia Ue. Il Covid colpisce tutti e le lezioni che possiamo imparare da approcci diversi, di diverse parti del mondo, sono sempre ben accolte, ci possono rafforzare".

 

mette frederiksen

Von der Leyen ieri ha comunque tenuto a ribadire che sta lavorando per dotare anche l'Ema di una procedura d'emergenza. Servirà per i prossimi vaccini, ma non per Johnson&Johnson, il cui via libera Ue è atteso per l'11 marzo, in ritardo rispetto ai partner internazionali. Von der Leyen ha anche rimarcato che prosegue l'impegno ad aumentare entro un paio di mesi la produzione dei sieri nel continente con il lavoro del titolare dell'Industria di Bruxelles, Thierry Breton.

 

L'iniziativa di Kurz e Fredriksen nasce dal "Gruppo first mover", che da aprile del 2020 riunisce le europee Austria, Danimarca, Norvegia, Grecia e Repubblica ceca con Israele, Singapore, Australia e Nuova Zelanda. Per ora non hanno aderito altri Paesi, ma da Vienna non escludono che non accada in futuro. La Danimarca ha già fatto di testa sua sulla strategia vaccinale adottando la "linea inglese" della monodose, estendendo i tempi per il richiamo.

emmanuel macron sebastian kurz

 

Una scelta che viola le raccomandazioni dell'Ema ma che si sta dimostrando vincente: Copenaghen è tra le capitali Ue più avanti nelle vaccinazioni. Nelle scorse settimane, Austria e Danimarca, insieme ai mediterranei, sono stati tra i paesi che hanno chiesto con maggior forza la creazione di un passaporto vaccinale. E anche su questo fronte, Kurz aveva minacciato accordi bilaterali in assenza di un'intesa europea.

 

2 - PRODUZIONE E RICERCHE, ORA NETANYAHU STRINGE CON MODERNA E PFIZER

Da "la Repubblica"

 

coronavirus vaccinazione israele 5

Si apre domani a Gerusalemme il "vertice dei vaccini", con l'incontro tra il premier israeliano, il cancelliere austriaco e la prima ministra danese. Sono tre dei First mover, sette Paesi considerati virtuosi nella lotta al Covid che nei mesi scorsi hanno creato un'alleanza per condividere strategie di contenimento della pandemia.

 

coronavirus vaccinazione israele 2

L'idea era stata di Kurz, dopo aver ricevuto a inizi marzo 2020 una telefonata di Netanyahu - una «wake up call», l'ha definita il Cancelliere -: «State sottovalutando la cosa in Europa». Da consultazioni virtuali si parla ora di un consorzio per la produzione di vaccini efficaci con le diverse mutazioni.

 

Netanyahu ne parla da settimane, affermando di essere in trattative con Moderna per l'apertura di un centro di ricerca e sviluppo in Israele e con Pfizer per lo stabilimento di un centro di produzione vaccinale, che sembra troverà dimora a Yeruham, nel Negev. Altri potenziali investitori già sentiti da Netanyahu sono Brasile e il neo alleato Bahrein.

 

coronavirus vaccinazione israele

Israele ieri ha ufficializzato la decisione di inoculare con una sola dose anche chi è guarito dal Covid, a tre mesi dalla convalescenza, mentre si fa concreta la possibilità che sia necessario un richiamo dopo sei mesi.

 

Gli occhi ora sono puntati all'attesa visita in Israele di Albert Bourla, il Ceo di Pfizer, prevista la settimana prossima. Lo stesso Bourla ha parlato del successo del «laboratorio Israele»: nei giorni scorsi uno studio su 1,2 milioni di israeliani, il più ampio realizzato sul preparato Pfizer, ne ha confermato l'efficacia al 94%.

 

coronavirus vaccinazione israele 4

E di certo la casa farmaceutica, mentre conduce i test clinici per estendere la copertura vaccinale agli under 16, guarda alle vaccinazioni di centinaia di bambini tra i 12 e i 16 anni che da settimane vengono inoculati in Israele - casi straordinari con malattie pregresse e che finora non hanno riportato effetti collaterali. Continua anche l'apertura graduale dell'economia israeliana: palestre, piscine, hotel, teatri e cinema iniziano a funzionare secondo le direttive del "pass verde", che per ora limita l'ingresso ai vaccinati e ai guariti. Da domenica si aggiungeranno anche sale eventi e ristoranti.

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…