xi jinping

LA CINA E’ VICINA E FA PAURA - XI JINPING HA AUMENTATO LA SPESA MILITARE DEL 7,5% PORTANDOLA A 177 MILIARDI DI DOLLARI - LA CIFRA È ANCORA LONTANA DAI 718 MILIARDI NEL BILANCIO 2020 DEL PENTAGONO, MA È IL SECONDO PAESE NELLA GRADUATORIA MONDIALE - PECHINO, CHE POSSIEDE 290 TESTATE NUCLEARI CONTRO LE 6.185 DEGLI USA, INVESTE IN MISSILI E JET INVISIBILI…

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

PUTIN E XI JINPING

«Abbiamo visto che la Cina investe pesantemente in nuove capacità. Poche settimane fa ha mostrato un nuovo missile balistico intercontinentale, capace di raggiungere l' Europa e l' America settentrionale, e i missili ipersonici, i gliders». Con queste parole il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha spiegato perché «abbiamo iniziato a discutere come includere Pechino negli accordi per il controllo degli armamenti». Ma a cosa si riferiva in concreto quando ha lanciato questo allarme al vertice di Watford?

 

xi jinping

Il primo punto da cui partire sono gli investimenti. A marzo, la Repubblica popolare ha aumentato del 7,5% la spesa militare, portandola a 1,19 trilioni di yuan, ossia oltre 177 miliardi di dollari. È ancora lontana dai 718 miliardi nel bilancio 2020 del Pentagono, ma è il secondo Paese nella graduatoria mondiale, e gli analisti sospettano che queste sono solo le cifre ufficiali.

 

Cosa fa Pechino con questi soldi è stato dimostrato, almeno in parte, durante la parata del primo ottobre in piazza Tiananmen, in occasione del 70° anniversario della fondazione della Repubblica popolare. Hanno sfilato i Dongfeng-41, missili nucleari intercontinentali che possono trasportare fino a 10 testate indipendenti. Il loro raggio è stimato fra 12.000 e 15.000 chilometri, possono essere lanciati dalle piattaforme mobili, e quindi sono in grado di raggiungere Stati Uniti e Europa.

ESERCITO CINESE

 

Nella stessa parata le forze armate cinesi hanno mostrato con orgoglio 16 prototipi di DF-17, missili ipersonici che viaggiano a oltre cinque volte la velocità del suono, e sono capaci di cambiare rotta quando rientrano nell' atmosfera, evitando i sistemi di difesa Usa. Al momento il raggio è limitato tra 1.100 e 1.550 miglia e la loro efficacia è ridotta, ma alcuni analisti li considerano un potenziale «game changer» nei rapporti di forza, anche perché gli Usa non li hanno, e infatti hanno appena stanziato 2,6 miliardi di dollari per svilupparli. Si sono visti anche i nuovi aerei invisibili J-20, quelli per il rifornimento in volo H-6U, e droni Sharp Sword.

ESERCITO CINESE

 

Secondo le stime Pechino possiede fra 900 e 1.850 missili balistici, in maggioranza convenzionali, con una gittata inferiore 1.850 miglia, ma sta rapidamente sviluppando le sue capacità. L' International Peace Research Institute ha calcolato che possiede 290 testate nucleari, contro le 6.185 degli Usa, ma anche qui può fare rapidi progressi.

Questi dati aiutano a capire perché Stoltenberg ha lanciato l' allarme, e ha sollecitato l' inclusione della Cina nei meccanismi per il controllo degli armamenti.

 

ESERCITO CINESE

L' alternativa sarebbe una costosa corsa al riarmo, dagli esiti incerti. Gli ostacoli da superare, però, sono almeno due. Il primo è la resistenza della Cina che ad esempio ha rifiutato l' invito di Merkel a resuscitare l' accordo INF perché i missili a raggio intermedio le servono a tenere sotto scacco Taiwan. Il secondo è la disponibilità di Washington, visto che Trump ha dimostrato l' inclinazione a cancellare i trattati internazionali. Il prossimo a scadere sarà il New START, nel febbraio 2021. Potrebbe diventare il banco di prova dell' inclusione di Pechino auspicata da Stoltenberg.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)