arsenale cinese cina

LA CINA È VICINA E CI FOTTE LA TECNOLOGIA - CIRCA 200 ACCADEMICI BRITANNICI SONO FINITI SOTTO INDAGINE PER AVER AIUTATO "INCONSAPEVOLMENTE" PECHINO A REALIZZARE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA, VIOLANDO LE LEGGI SULL’EXPORT DI TECNOLOGIA SENSIBILE ATTRAVERSO SPONSORIZZAZIONI E COLLEGAMENTI DI RICERCA - L’FBI APRE UN’INDAGINE DI CONTROSPIONAGGIO CINESE OGNI 10 ORE. SUONA L'ALLARME ANCHE IN ITALIA?

Gabriele Carrer per www.formiche.net

 

armi cinesi

Circa 200 accademici britannici sono accusati di aver aiutato inconsapevolmente il governo cinese a costruire armi di distruzione di massa violando le rigide leggi sull’export e la proprietà intellettuale. A rivelarlo è il quotidiano britannico Times, secondo cui il governo sta per inviare le notifiche ai docenti, impiegati in “più di una dozzina di università britanniche”.

 

Rischiano fino a dieci anni di carcere se condannati per violazione dell’Export Control Order 2008 in relazione all’esportazione non autorizzata di tecnologie militari come aerei, progetti missilistici e armi informatiche.

 

xi jinping

“Se anche il 10 per cento portasse” a condanne, “vedremmo circa 20 accademici andare in prigione per aver aiutato i cinesi a costruire super armi”, ha spiegato una fonte al giornale londinese sottolineando la portato dell’inchiesta.

 

L’intelligence britannica, scrive il Times, teme che la proprietà intellettuale britannica possa cadere nelle mani del governo cinese, aiutando Pechino a sviluppare armi di distruzione di massa o a reprimere i dissidenti politici e le minoranze come i musulmani uiguri. Alle rivelazioni della stampa il governo ha risposto con una semplice dichiarazione in cui ha confermato la necessità di attenersi alla legge del 2008.

 

tom tugendhat

Ma potrebbe non bastare, specie in questa fase di rapporti tesi con Londra per una serie di questioni (da Hong Kong allo Xinjiang fino al 5G di Huawei). Tutto nasce dall’editoriale pubblicato domenica da Tom Tugendhat, presidente della commissione Affari esteri della Camera dei comuni già in prima linea nella battaglia sul 5G cinese, sul Mail on Sunday.

 

L’influente membro del Partito conservatore invitava il governo a una stretta: “Deve introdurre regole che regolino la ricerca che gli istituti di istruzione superiore britannici portano avanti con il coinvolgimento, la sponsorizzazione o il sostegno della Cina”, scriveva. “Particolare attenzione deve essere rivolta alla scienza e alla tecnologia, dove è chiaro che il nostro vantaggio competitivo viene consegnato a un avversario strategico”.

 

arsenale cinese

Tugendhat citava un recente rapporto del think tank britannico Civitas, che definisce “inadeguato” il controllo governativo sui legami tra università britanniche e governo cinese. La ricerca e la tecnologia possono “inavvertitamente” finire nelle mani dei produttori militari cinesi attraverso sponsorizzazioni e collegamenti di ricerca, si legge. Secondo il rapporto almeno 15 università britanniche hanno instaurato rapporti con 22 università cinesi collegate all’esercito di Pechino, molte delle quali sono considerate “ad alto rischio” dall’Australian Strategic Policy Institute.

 

boris johnson

Tugendhat prendeva dal rapporto tre casi di legami pericolosi: quello dell’università di Cambridge con l’Università nazionale di tecnologia della difesa, sanzionata dagli Stati Uniti per lo sviluppo di missili nucleari; quello delle unità di ricerca dell’Imperial College sponsorizzate da produttori cinesi di armi cinesi, tra cui l’Aviation Industry Corporation of China, che sta progettando l’ultima generazione di caccia stealth; quello dei centri scozzesi, uno dei quali sta studiando il radar jamming con un laboratorio militare in Cina.

 

david cameron

Come reagire? L’editorial board del Times ha pubblicato un commento dal titolo eloquente: “Academic decoupling”. L’età dorata delle relazioni tra Regno Unito e Cina sotto David Cameron è finita, lo scenario globale è cambiato, non è più tollerabile che Pechino limiti il diritto di parola nelle università britannica facendo leva sugli ingenti finanziamenti.

 

Certo, “il Regno Unito e l’Occidente non possono separarsi completamente dalla Cina”. Ma “è necessario un nuovo quadro per governare la collaborazione, e questo può venire solo dai governi”. Non dalle università, dunque.

 

Nei giorni scorsi raccontavamo un altro episodio di “ingaggio” cinese nelle università occidentali: l’arresto per frode di un professore del Mit di Boston che non aveva dichiarato finanziamenti dal governo di Pechino. Per gli inquirenti aveva agito con lealtà verso il Dragone. L’Fbi aveva spiegato di aprire un’indagine di controspionaggio cinese ogni 10 ore. La campanella di Washington e Londra suona un allarme anche a Roma, forse.

Ultimi Dagoreport

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, LA DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LO SCAZZO CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…