marianna madia

LA CLASSE DIGERENTE DI RENZI - CON LA RIFORMA MADIA, INCOSTITUZIONALE E COSTOSA SECONDO IL CONSIGLIO DI STATO, LA POLITICA PUO' PROMUOVERE DIRIGENTI AMICI E RIMUOVERE QUELLI SCOMODI, IN BARBA A CONCORSI, CARRIERE E DIRITTI ACQUISITI. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SARA' IN BALIA DEI CAPRICCI DEL GOVERNO DI TURNO

Sarina Biraghi per “La Verità

 

RENZI MADIARENZI MADIA

Incostituzionalità dichiarata e nessun risparmio accertato. È il risultato finale del decreto sulla dirigenza pubblica compreso nella tanto decantata riforma della Pubblica Amministrazione firmata dal ministro Marianna Madia. Tutto in nome dell' abbattimento della burocrazia e del conseguente risparmio.

 

Eppure «la burocrazia evita molti danni», dice Bernadette Veca, direttore generale del ministero delle Infrastrutture, nel Comitato dei manager di Stato che si oppongono al decreto difendendo gli articoli 97 e 98 della Costituzione. Atteso dal Comitato era il parere del Consiglio di Stato arrivato una settimana fa: su 114 pagine di spiegazione ne dedica una trentina proprio all' incostituzionalità del decreto che vìola i due articoli.

 

La tanto contestata burocrazia è l' impianto generale delle regole che reggono l' apparato burocratico dello Stato e i dirigenti della Pa sono quelli che approfondiscono i procedimenti amministrativi per verificarne la legittimità e la formale correttezza così da non ledere interessi contabili, amministrativi ed erariali, evitando conseguenze dannose al privato e agli enti pubblici.

 

Così come è spesso percepita dalla gente, però, burocrazia significa tempi lunghi e farraginosità e la riforma dice che abbatterà proprio le lungaggini con un ricambio dei dirigenti.

 

Matteo Renzi ieri a Venezia con il ministro per la pubblica amministrazione Marianna Madia Matteo Renzi ieri a Venezia con il ministro per la pubblica amministrazione Marianna Madia

Il Consiglio di Stato, sottolineando quanto scritto nella Costituzione sui rapporti tra politica e amministrazione, e cioè «la necessità di assicurare ai funzionari alcune garanzie per sottrarli all' influenza dei partiti politici per avere un' amministrazione obiettiva della cosa pubblica e non un' amministrazione dei partiti», si rifà agli articoli 97 e 98 della Carta che prevedono la regola della piena autonomia gestionale dell' attività dirigenziale.

 

L' articolo 97 prevede il principio di imparzialità dell' azione amministrativa che si ottiene anche attraverso la selezione obiettiva del dirigente attraverso il concorso pubblico.

 

L' art. 98 invece dispone che i «pubblici impiegati siano al servizio esclusivo della Nazione». Inoltre i giudici amministrativi citano anche l' articolo 95 sulla responsabilità dei ministri sugli atti del loro dicastero. Insomma l' amministrazione è separata dalla politica ma infine la politica si sovrappone all' amministrazione in funzione di controllo.

 

A questo punto, il Consiglio di Stato, ribadendo che gli articoli 97 e 98 sono corollari all' imparzialità ed esprimono la distinzione «tra azione di governo e l' azione amministrativa», ritiene costituzionalmente illegittima l' applicazione dello spoil system e quindi non consentita la «sostituzione dei dirigenti che stanno esercitando le loro funzioni con altri dirigenti "graditi" ai nuovi organi politici».

MADIA BOSCHI GIANNINI FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSE MADIA BOSCHI GIANNINI FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSE

 

Inoltre viene analizzata la criticità degli spostamenti dei dirigenti in altri enti e la necessità che siano riconosciute professionalità e competenze.

 

Qui subentra infatti l' altro nodo: in sostanza la riforma renziana prevede l' azzeramento di qualsiasi tipo di carriera e del diritto soggettivo del concorso superato, visto che lo spoil system allargato comprenderebbe non solo figure qualificate apicali, come capi dipartimento e segretari generali, ma anche i dirigenti di seconda fascia dello Stato e pure di Regioni, Comuni...

 

Infatti se un dirigente viene sollevato dal proprio incarico ha diritto a un altro equivalente e la tutela di un diritto soggettivo viene affidata a un albo simile a quello delle professioni.

 

Ora il Comitato dei manager spera si facciano le correzioni dovute visto che l' impianto è stato censurato dal Consiglio di Stato perché, come sottolinea la Veca «questa riforma ha due effetti non palesi ma destabilizzanti: l' azzeramento del diritto soggettivo di chi ottiene un incarico dopo aver vinto un concorso pubblico e la creazione di un esercito di dirigenti privi di incarichi e di funzioni».

pubblica amministrazione pubblica amministrazione

 

In sostanza per chi lavora nei gangli dei ministeri la burocrazia è una scusa per applicare lo spoil system con la conseguenza che il governo di turno potrà individuare soggetti "amici", renderli responsabili esclusivi strapagandoli, quindi con costi superiori all' attuale dirigenza, mettendo così a repentaglio la tenuta del sistema.

 

Il risparmio di spesa ipotizzato dalla Madia, secondo la manager delle Infrastrutture, non ci sarà perché sarà annullato dal contenzioso promosso da chi perderà ingiustamente posizione e retribuzione. Basti pensare che chi sarà sollevato dall' incarico perderà il 50% della retribuzione subito, e se entro due anni non si ricollocherà verrà cancellato dall' albo e quindi dai ruoli della Pa con un demansionamento «per legge».

 

Non una riforma a costo zero quindi, «ma con costi anche umani visto il trattamento riservato a professionisti che hanno giurato sulla Costituzione la loro dedizione allo Stato» sottolinea la Veca.

 

Se da una parte sembra che la riforma scardini la funzione di garanzia della dirigenza pubblica dall' altra le lascia in capo tutte le responsabilità liberando il ministro di turno di ogni «colpa» malgrado il Consiglio di Stato ribadisca che è del responsabile del dicastero l' esclusiva responsabilità degli atti. Insomma una immunità amministrativa, estesa a sindaci e governatori, che andrebbe ad aggiungersi a quella parlamentare.

dirigente pubblica amministrazione dirigente pubblica amministrazione

 

Sembra impossibile stare dalla parte dei dirigenti di Stato quando i cittadini si scontrano ogni giorno con l' inefficienza della Pa ma come ribadisce Bernadette Veca «i cittadini pagheranno ancora di più perché al nostro posto arriveranno persone non competenti che non salvaguarderanno l' interesse della gente ma del loro referente politico e la conseguenza sarà lo sfascio.

 

La conclusione della Veca è tranchant: «C' è un sillogismo tra il principio della riforma della dirigenza e il referendum costituzionale del 4 dicembre: accentrare tutte le funzioni in capo al Governo e così chi va a Palazzo Chigi decide su tutto».

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…