aleksandr lukashenko vladimir putin

COM’È RIDOTTO PUTIN: ORA DEVE ANDARE A IMPLORARE IL SUO VASSALLO, LUKASHENKO – IL DITTATORE BIELORUSSO CONTINUA A PRENDERE TEMPO E A NON VOLER MANDARE I SUOI SOLDATI DIRETTAMENTE AL MACELLO IN UCRAINA. MA “MAD VLAD” LO VUOLE COINVOLGERE SEMPRE DI PIÙ E GLI HA MESSO A DISPOSIZIONE I MISSILI ISKANDER E S-400 - LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI BIELORUSSI COMUNQUE CAMBIEREBBE POCO: I MILITARI DI LUKASHENKO SONO POCO ADDESTRATI E DI CERTO NON SVOLTEREBBERO IL CONFLITTO A FAVORE DI MOSCA. SEMMAI, POTREBBERO RIAPRIRE IL FRONTE DEL NORD E FAR SPOSTARE GLI UCRAINI DALL'EST DEL PAESE...

 

vladimir putin aleksandr lukashenko

1. LA RUSSIA PUTIN A MINSK CORTEGGIA LUKASHENKO KIEV: "VUOLE LA BIELORUSSIA IN GUERRA"

Giuseppe Agliastro per “la Stampa”

 

Tra sorrisi e strette di mano, Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko sono tornati a incontrarsi ieri a Minsk. Un vertice […] che a Kiev ha riacceso la paura che la Russia possa esercitare sulla Bielorussia pressioni tali da coinvolgerla direttamente nella tragica aggressione contro l'Ucraina. Oppure che le truppe russe possano preparare una nuova offensiva da Nord facendo irruzione ancora una volta dal territorio bielorusso come accaduto all'inizio della guerra.

 

attacco con i droni a kiev

Il Cremlino nega di voler trascinare nel conflitto il regime di Lukashenko: sono «invenzioni assolutamente stupide» e «senza fondamento», dichiara secco il portavoce di Putin, Dmitry Peskov. Ma prima che il presidente russo mettesse di nuovo piede a Minsk, dove mancava da ben tre anni, il capo di Stato maggiore ucraino Serhiy Nayev dichiarava che - secondo il governo di Kiev - durante i colloqui tra Putin e Lukashenko sarebbero state «risolte questioni per un'ulteriore aggressione contro l'Ucraina e un più ampio coinvolgimento delle forze armate bielorusse».

 

aleksandr lukashenko vladimir putin

[…] Dopo due ore e mezza di colloqui, Lukashenko ha affermato che la Bielorussia dispiegherà i sistemi missilistici S-400 e Iskander consegnati dalla Russia. Mentre Putin ha dichiarato che Mosca continuerà ad addestrare gli equipaggi bielorussi a pilotare aerei potenzialmente armabili con testate nucleari e che Russia e Bielorussia continueranno a svolgere esercitazioni militari congiunte.

 

Queste sono le dichiarazioni pubbliche. Difficile dire cosa si siano detti a quattr' occhi Putin e Lukashenko, ma la Bielorussia potrebbe avere armi di epoca sovietica «che potrebbero essere utili a Mosca», mentre Minsk ha bisogno del sostegno economico russo.  […] Il despota di Minsk nega però di voler inviare soldati in Ucraina e secondo diversi esperti un attacco congiunto russo-bielorusso sarebbe difficile, se non altro perché politicamente molto pericoloso per il regime di Lukashenko. Tuttavia, gli stessi esperti non escludono completamente questa possibilità, visto che Minsk è ormai sempre più dipendente da Mosca.

 

vladimir putin aleksandr lukashenko

In ogni caso, in un contesto così incerto, Kiev è costretta a schierare truppe anche a Nord, nei pressi della frontiera con la Bielorussia, e a distogliere quindi soldati dal fronte.

Del resto, oltre ad aver permesso a Putin di lanciare l'offensiva dal suo territorio a febbraio, la Bielorussia in questi dieci mesi di violenze è stata accusata più volte di aver consentito all'esercito russo di bombardare l'Ucraina. […]

 

2. LA VISITA A MINSK

Estratto dell'articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

vladimir putin in bielorussia

[…] La visita congiunta del presidente russo e dei suoi ministri [...] è stata inusuale, soprattutto per la presenza di Putin in Bielorussia: l’ultima volta che era stato a Minsk era il 2019. Il capo del Cremlino non si sposta volentieri per andare a trovare il suo alleato, uno dei pochi che ancora lo riceve con tutti gli onori, nonostante Putin storca spesso il naso in sua presenza.

 

I due si sono incontrati per due ore e mezza, al termine delle quali, Putin ha detto che la chiacchierata è stata “molto produttiva”. Lukashenka è stato più vago ancora: “Penso che le persone apprezzeranno le decisioni che abbiamo preso oggi e la nostra strategia”.

 

 

aleksandr lukashenko vladimir putin

[…] Putin persegue l’idea di rendere la Bielorussia sempre più dipendente, ieri ha detto che non ha intenzione di assorbire nessuno, ma ha rivendicato che l’integrazione tra i due paesi è a buon punto: sono state attuate circa seicento misure di integrazione su mille, sono avanti sia quelle in campo energetico, per la creazione di un mercato unico del gas, e soprattutto nel campo militare, nell’incremento di “uno spazio di Difesa unico”.

 

Il timore è che la visita […] sia stata architettata per far cedere Lukashenka anche su un altro punto: l’ingresso diretto della Bielorussia nella guerra contro l’Ucraina. Finora il dittatore bielorusso è riuscito a procrastinare un intervento diretto del suo esercito poco numeroso e non molto addestrato, ma da mesi i militari ucraini avvertono del rischio di un nuovo attacco da nord, da quel confine che già il 24 febbraio, giorno di inizio dell’invasione, era stato violato per puntare sulla capitale Kyiv.

attacco con i droni a kiev

 

La Russia ha trasferito nuovi mezzi militari sul territorio bielorusso, ieri sono iniziate nuove esercitazioni congiunte e proprio nel febbraio scorso, l’invasione era stata preceduta da manovre militari che Mosca e Minsk hanno condotto insieme. Prima del colloquio, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, aveva definito “sciocchi e infondati” i racconti di pressioni su Lukashenka per convincerlo a intervenire in guerra, ma a Minsk Putin ha parlato di passi avanti anche nell’integrazione degli armamenti.

 

attacco con i droni a kiev

Ha raccontato che i piloti bielorussi vengono addestrati dai russi, che gli aerei di Minsk sono stati riequipaggiati e dotati della capacità di trasportare “testate speciali”, mentre i missili Iskander e gli S-400 sono stati messi a disposizione dell’esercito bielorusso. Gli ucraini temono che si riapra il fronte nord, mentre hanno concentrato le loro forze altrove e sanno che adesso dovranno cambiare di nuovo strategia, rimanere in allerta per bloccare, eventualmente, una nuova offensiva contro Kyiv.

 

aleksandr lukashenko vladimir putin

[…] La partecipazione attiva della Bielorussia difficilmente cambierebbe gli equilibri in favore di Mosca: Lukashenka non ha armi sue, quelle che i suoi soldati potrebbero utilizzare vengono dalla Russia, e soprattutto non ha un esercito numeroso da mettere al servizio di Putin. Il New York Times ha pubblicato un rapporto dettagliato sui fallimenti dell’esercito russo e sul loro perché. Ci si sarebbe aspettati l’arrivo di un esercito famelico che avrebbe sbaragliato gli uomini di Kyiv, invece si è scoperto che i soldati russi avevano in dotazione mappe vecchie, medici poco esperti e generali poco accorti.

 

vladimir putin alexander lukashenko 2

[…] Un nuovo attacco dalla Bielorussia potrebbe essere l’ulteriore errore. Ieri, la Moldavia ha detto che sarà la prossima vittima, che tutto dipenderà dalla guerra in Ucraina. Il capo del servizio di informazione e sicurezza di Chisinau ha avvisato: “La questione non è se, ma quando: se all’inizio dell’anno, o più tardi”. Non ci sono state conferme da parte di altre agenzie di intelligence internazionali.

 

putin lukashenko vladimir putin alexander lukashenko 1

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”