olaf scholz 1

COME CAMBIERA' LA POLITICA ESTERA DELLA GERMANIA CON OLAF SCHOLZ? - RESTANO APERTI I DUE FRONTI PIU' DELICATI: RUSSIA E CINA - IL CANCELLIERE VUOLE TENERE IN VITA IL DIALOGO CON CREMLINO PER EVITARE L'ESCALATION MILITARE ALLE PORTE D'EUROPA -  IL SUO MENTORE, GERHARD SCHRÖDER, E' PRESIDENTE DEL COMITATO DEGLI AZIONISTI DI NORD STREAM, CONTROLLATA DA GAZPROM. E IN RUSSIA LAVORANO ALMENO 4MILA IMPRESE A CONTROLLO TEDESCO - LA CINA È DA 5 ANNI CONSECUTIVI ANNI IL PRIMO PARTNER DELLA GERMANIA, CON UN INTERSCAMBIO CHE NEL 2020 HA TOCCATO I 212 MILIARDI DI EURO…

Attilio Geroni per il "Sole 24 Ore"

 

olaf scholz

Il programma della coalizione semaforo, il contratto di 178 pagine «leggermente più lungo del Grande Gatsby», come ha ironizzato su Twitter il corrispondente da Berlino dell'Economist, Tom Nuttall, è solo un punto di partenza per capire se la politica estera tedesca sarà davvero diversa, e di quanto, rispetto ai 16 anni passati. Olaf Scholz è al momento più imperscrutabile di Angela Merkel, che nel lungo e quasi interminabile cancellierato aveva sviluppato una certa carica emotiva nei passaggi cruciali della sua leadership politica, se pensiamo soprattutto alla crisi dei rifugiati nel 2015 e alla crisi pandemica.

 

putin merkel

Subito chiamato a esprimersi su questioni internazionali rilevanti, Scholz ha sempre risposto in maniera indiretta a domande dirette. Sul Patto di Stabilità e Crescita continua a ripetere che nella sua forma attuale «si è dimostrato flessibile», senza sbilanciarsi sulla necessità o meno di cambiarlo. Sul Nord Stream 2 e sul possibile congelamento di un progetto già ultimato nel caso la Russia invadesse l'Ucraina, ha parlato di «conseguenze pesanti» nei confronti di una eventuale violazione della sovranità territoriale di Kiev, ma non ha detto esplicitamente se tra queste «conseguenze pesanti» è contemplato un blocco del nuovo gasdotto, come del resto chiedono gli Stati Uniti.

annalena baerbock

 

La ministra degli Esteri Annalena Baerbock, dei Verdi, è stata più esplicita e dura in proposito. Intervistata dal canale televisivo Zdf, ha spiegato che Nord Stream 2 non è stato ancora approvato dalle autorità competenti «perché non soddisfa i requisiti del diritto comunitario in materia energetica e perché restano questioni importanti legate alla sicurezza».

 

olaf scholz

Matt Qvortrup, professore all'Università di Coventry, studioso della Germania e autore di una biografia sulla Merkel ("Angela Merkel: Europe' s most influential leader") ritiene che come sempre nella politica tedesca sia in atto un gioco delle parti. «Probabilmente - dice - il ministro delle Finanze, il liberale Christian Lindner, farà la voce grossa, anche in Europa, sulle politiche di bilancio, mentre alla Baerbock toccherà assumere posizioni più nette in politica estera, soprattutto per quanto riguarda questioni legate al rispetto dei diritti umani che chiamano sempre in causa Cina e Russia. Alla fine, però, la sintesi è una prerogativa del cancelliere.

 

angela merkel con xi jinping

L'articolo 65 della legge fondamentale tedesca afferma chiaramente che le linee generali della politica vengono definite dal cancelliere. Ciò vale anche per la politica estera». Così, se Annalena Baerbock è stata molto diretta con Mosca nel giorno in cui un tribunale tedesco ha condannato un russo all'ergastolo per l'omicidio di un separatista ceceno nel Tiergarten di Berlino attribuendone la responsabilità diretta ai servizi segreti, Scholz sostiene la necessità di una nuova Ostpolitik per tenere in vita il dialogo con Cremlino e disinnescare la possibile escalation militare alle porte d'Europa.

 

vladimir putin angela merkel

Socialdemocratico, il cancelliere viene da una famiglia politica che ha storici legami con la Russia, anche sul piano economico. Il suo mentore, Gerhard Schröder, continua a essere presidente del Comitato degli azionisti di Nord Stream, controllata da Gazprom. In Russia lavorano almeno 4mila imprese a controllo tedesco nonostante il raffreddamento delle relazioni dopo l'annessione della Crimea da parte di Mosca e un crollo degli scambi commerciali anche a causa delle sanzioni, passati dagli 80 miliardi del 2012 ai 45 miliardi dell'anno scorso.

 

Anche in Cina, come in Russia, Berlino persegue da decenni la dottrina di politica estera del "Wandel durch Annäherung", del "cambiamento attraverso l'avvicinamento". Helmut Kohl all'inizio degli anni 80 andò a Shanghai a inaugurare le prime fabbriche di Volkswagen, Schröder non fu da meno portando in Cina il treno a levitazione magnetica Maglev progettato da Siemens, Merkel c'è stata in visita ufficiale 14 volte («più che negli Stati Uniti», nota Qvortrup).

 

merkel xi jinping

Sul piano economico e commerciale ha funzionato e la Cina è da 5 anni consecutivi anni il primo partner della Germania, con un interscambio che nel 2020 ha toccato i 212 miliardi di euro. Sul fronte politico decisamente no: tanto con Mosca quanto con Pechino, superpotenze che negli anni hanno accentuato la loro tendenza autoritaria creando tensioni geopolitiche senza precedenti nel post-89 e conflitti potenziali legati rispettivamente alla crisi ucraina e a quella di Taiwan.

 

Le premesse del contratto di governo lasciano intravedere un cambiamento, almeno di tono, nei confronti della Cina, e nel documento si appoggia esplicitamente la partecipazione «della democratica Taiwan nelle organizzazioni internazionali», si condannano le violazioni dei diritti umani nello Xinjiang e si chiede «il ripristino a Hong Kong del principio di "Un Paese due sistemi"».

 

angela merkel e olaf scholz,

È un percorso tortuoso, quello della nuova consapevolezza tedesca nei confronti della Cina, iniziato con fatica negli ultimi anni dell'era Merkel. Ancora prima che fosse la Commissione europea a farlo, nel gennaio 2019 un documento strategico della Bdi, la Confindustria tedesca, rappresentante anche degli interessi della Mittelstand, la piccola e media impresa, classificò Pechino come un «concorrente sistemico» dal quale ci si doveva anche difendere.

 

Quale sarà la linea Scholz? «Di sicuro questo governo, oltre a essere più europeista dei precedenti - sottolinea Qvortrup - vorrà essere più atlantista e rafforzare i legami con gli Stati Uniti assecondando, almeno in parte, la visione americana di un contenimento della Cina». Quello che al momento Scholz sembra prospettare sui dossier più difficili di politica estera è una sorta di "cambiamento nella continuità" che potrà sembrare un ossimoro, ma è anche la cifra di una strategia comune nella Germania del dopoguerra.

 

xi jinping angela merkel

Come il suo ispiratore Willy Brandt, il nuovo cancelliere crede fermamente nell'idea che anche sistemi diametralmente opposti possano trovare un terreno comune di dialogo. In più vanta precedenti riformisti di tutto rispetto che hanno richiesto notevoli capacità di sintesi e persuasione.

 

Quando fu segretario generale della Spd, dal 2002 al 2004, convinse la base del partito ad appoggiare il più grande programma di riforma del welfare in Germania dai tempi di Bismarck, l'Agenda 2010 di Gerhard Schröder. Più recentemente, come ministro delle Finanze, è stato assieme ai francesi il vero artefice del Recovery Fund. Infine è riuscito a mettere insieme per la prima volta in Germania una coalizione di governo a tre delineando la visione strategica della «più importante modernizzazione industriale del Paese degli ultimi 100 anni». Sarà presto chiamato a dimostrare un'analoga visione in politica estera. E la guida di Brandt, soprattutto pensando che le ultime linee rosse tracciate da Vladimir Putin per la Nato coinvolgono anche l'Europa orientale e i Baltici, com' era prevedibile, sarà una guida utile e preziosa.

angela merkel xi jinping

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...