luigi di maio giuseppe conte mariolina castellone

COME GONGOLA DI MAIO - LUIGINO SE LA RIDE DOPO AVER COSTRETTO CONTE AD ACCETTARE MARIOLINA CASTELLONE COME NUOVO CAPOGRUPPO DEL M5S AL SENATO: “È UNA PERSONA CHE SICURAMENTE VI STUPIRÀ PERCHÉ È VERAMENTE UN ALTO PROFILO ED È LA PRIMA DONNA CAPOGRUPPO DEL MOVIMENTO" (MA NON È VERO: CI SONO STATE ROBERTA LOMBARDI E PAOLA TAVERNA) – "SONO SICURO CHE INTERPRETERÀ AL MEGLIO IL NUOVO CORSO DI GIUSEPPE CONTE" - MORALE DELLA FAVOLA: L’AVVOCATO DI ALPA NON È IN GRADO DI TENERE I GRUPPI…

 

conte di maio

1 - DI MAIO, 'CASTELLONE CAPOGRUPPO AL SENATO, VI STUPIRÀ'

(ANSA) - "Ieri sera i due candidati hanno raggiunto un accordo e Mariolina Castellone, medico, ricercatrice, senatrice del M5S sarà la capogruppo al Senato.

 

E' una persona che sicuramente vi stupirà perche' è veramente un alto profilo ed è la prima donna capogruppo del Movimento al Senato". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Uno Mattina. "Sono sicuro che interpreterà al meglio il nuovo corso di Giuseppe Conte", ha detto ancora il ministro.

Mariolina Castellone

 

2- I 5S SENZA DIRIGENTI: NESSUNO RIESCE A PREVALERE

Domenico Di Sanzo per “il Giornale”

 

La lettura è più semplice di come appare. C'è stato un pareggio perché nessuno è in grado di vincere. Il M5s è diventato una somma di correnti, un partito variegato che sconta la mancanza di classe dirigente. Da qui le difficoltà anche in un passaggio, se vogliamo banale, come la scelta del capogruppo al Senato.

 

ETTORE LICHERI

La frammentazione ha portato al pari e patta (36 voti ciascuno) tra l'uscente Ettore Licheri e la sfidante Maria Domenica Castellone per il ruolo di presidente dei senatori. Il secondo scrutinio ci sarà la settimana prossima, intanto proseguono le trattative. In ballo l'ipotesi di un ticket tra il contiano Licheri e la Castellone o un terzo nome.

 

PAOLA TAVERNA GIUSEPPE CONTE

Però quest' ultimo scenario è improbabile, dato che i due contendenti difficilmente si ritireranno. Martedì il secondo round. Le due assenti di mercoledì scorso, le senatrici Giulia Lupo e Grazia D'Angelo, contattate dall'Adnkronos, non escludono l'appoggio alla parlamentare campana che sfiderà il candidato di Conte, molto amico di Paola Taverna. Un Cinque Stelle conferma al Giornale che il boicottaggio di Licheri è stato «anche un voto contro Paola, non amatissima dai suoi colleghi».

 

Fico Di Battista Di Maio

E, in vista dell'elezione del capogruppo alla Camera, Montecitorio è già un Vietnam. Il mandato di Davide Crippa era in scadenza a fine dicembre, ma si è deciso di anticipare il voto a metà mese. Crippa, vicino a Beppe Grillo, probabilmente correrà di nuovo e può vincere, nonostante l'ex premier abbia tentato di rimuoverlo.

 

«Un candidato di Conte prenderebbe al massimo 15/20 voti», è un commento raccolto nel gruppo. Perciò sembrano intenzionati a rinunciare alla corsa due contiani di peso: gli ex ministri Lucia Azzolina e Alfonso Bonafede. Si affaccia il nome di Angelo Tofalo, che potrebbe correre come candidato alternativo, sostenuto anche da Crippa, se ci fosse un avversario forte vicino all'attuale leader del M5s.

 

ETTORE LICHERI

Nel frattempo Alessandro Di Battista fa sapere: «Non escludo un nuovo movimento». Una potenziale calamita per tanti scontenti. L'avvocato è consapevole di non tenere i parlamentari. Ed ecco le richieste reiterate di un incontro con Grillo, a Roma oppure a Genova a casa del comico. Ma le telefonate tra i due non sono andate bene. «Ti pare che Beppe lo incontra, dopo che Conte ha trattato in quella maniera Crippa?», è la sintesi di un alto dirigente stellato.

Maria Domenica Castellone

 

3 - GIOIOSA MACCHINA

Estratto dell'articolo di Valerio Valentini per “il Foglio”

 

(…) Il M5s è in fase avanzata di disgregazione. Paola Taverna dispensa sorrisi per tutti, nel Salone Garibaldi. Sa che deve farsi perdonare la prova di forza che lei ha suggerito a Giuseppe Conte. "Con Ettore Licheri vinciamo facile", diceva.

 

Aveva anche benedetto la candidatura di Maria Castellone, perché insomma una sfidante di prammatica pure ci voleva, per dare alla sfida per il rinnovo del direttivo di Palazzo Madama una parvenza di credibilità. E invece mercoledì mattina, fiutando l'aria, la vicepresidente vicaria del M5s, la stella più vicina all'empireo di Conte, zompettava tra un capannello e l'altro dispensando raccomandazioni e minacce con la sua fatidica mano a cuc chiara, specialità della casa.

 

DAVIDE CRIPPA GIUSEPPE CONTE

Ed ecco che venivano fatte prospettare candidature, incarichi nel nuovo Movimento, comparsate in tv. "Mo' però dovete vota' Ettore". Altrimenti tutto crollava, ogni promessa si tramutava in ricatto: "Ahò, pure dalle chat ve caccio". Quarticciolo in purezza. E però anche questo ha contribuito a far convergere su Castellone tutto il variegato disagio, un miscuglio di risentimenti e di malumori prepolitici, che si vive nel gruppo, col risultato che sono stati gli stessi contiani a conferire al nemico che si voleva isolare, e cioè Luigi Di Maio, la titolarità di un pacchetto di voti ben più ampio di quello che lui in effetti controlla.

 

ettore licheri

"Visto com' è finita, eh?", se la rideva infatti, con ghigno sardonico, il ministro degli Esteri mercoledì sera coi suoi amici. Era finita 36 pari tra Castellone e Licheri, con due astenuti. "Tiriamo dritto", aveva insistito Taverna. Prima che qualcuno le facesse notare che a intestardirsi in nuove conte, coi nervi ancora tesi per le liti e le zuffe recenti, si rischiava davvero il pastrocchio. E allora tutto rimandato a martedì.

 

"Con la speranza che però si trovi un accomodamento, magari un terzo nome di sintesi", propone ai colleghi Gianluca Perilli, che avendo vissuto in corpore vili il logoramento a cui è sottoposto chi guida la truppa dei senatori del M5s, intravede il rischio peggiore. "Quello, cioè, di un capogruppo legittimato sì da una votazione, ma con una metà della pattuglia che sin dall'inizio non si riconosce nella sua leadership, e il tutto a ridosso della sfida per il Quirinale".

 

paola taverna giuseppe conte

A proposito, idee su come uscirne? "Escluderei il bis di Mattarella perché mi sembra sia stato lui a escluderlo", sibila Patuanelli attraversando di corsa il cortile del Senato. "La cosa più probabile è forse l'elezione di Draghi, ma mi ci giocherei al massimo due euro, non di più". Per dire che di certezze ce ne sono poche, nel campo rossogiallo, e quelle poche neppure granché condivise, tra M5s e Pd. Letta lo sa?

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...