marine le pen emmanuel macron

COME SI DICE IN FRANCESE GIUSTIZIA A OROLOGERIA? L'UFFICIO EUROPEO PER LA LOTTA ALLE FRODI DÀ UNA MANO A MACRON E ACCUSA MARINE LE PEN E ALCUNI ALTRI EX DEPUTATI EUROPEI DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL (RN) DI APPROPRIAZIONE INDEBITA DI CIRCA 600MILA EURO - NEI GUAI PURE IL PADRE E L'EX COMPAGNO DELLA ZARINA SOVRANISTA - L'INCHIESTA PER APPROPRIAZIONE INDEBITA, APERTA NEL 2016, E’ STATA RIVELATA DAL GIORNALE VICINO AL PRESIDENTE USCENTE CHE, A SUA VOLTA, DEVE FRONTEGGIARE L’AFFAIRE MCKINSEY...

Matteo Ghisalberti per “la Verità”

 

marine le pen emmanuel macron

La giustizia fa di nuovo irruzione nella campagna elettorale delle presidenziali francesi. A meno di una settimana dal secondo turno, che si svolgerà domenica 24 aprile, l'ufficio europeo per la lotta alle frodi (Olaf) ha accusato Marine Le Pen e alcuni altri ex deputati europei del Rassemblement National (Rn) di appropriazione indebita di circa 600.000 euro. Secondo l'autorità europea si tratterebbe di soldi pubblici europei impiegati dalla stessa candidata dell'Rn, nonché da suo padre, Jean-Marie Le Pen; dal suo ex compagno Louis Alliot, e da Bruno Gollnisch, quando erano europarlamentari.

 

Con insolito zelo, l'informazione è stata trasmessa dall'istanza Ue anche alla Procura di Parigi, come confermato da quest' ultima all'agenzia di stampa France Presse.

 

MARINE LE PEN CON LA STESSA POSA DI EMMANUEL MACRON

La notizia dell'accusa dell'Olaf è stata pubblicata dal media online d'inchiesta Mediapart fondato e diretto da Edwy Plenel, che in gioventù ha fatto parte della Lega Comunista Rivoluzionaria. Lo stesso direttore aveva invitato a votare per Emmanuel Macron, tra i due turni delle elezioni presidenziali del 2017. In occasione della stessa campagna, Mediapart aveva anche pubblicato delle informazioni che, insieme alle rivelazioni del settimanale satirico Le Canard Enchainé, avevano contribuito a escludere dalla corsa all'Eliseo l'allora candidato della destra moderata François Fillon.

 

È forse anche a causa di questi precedenti che l'entourage della candidata di Rn ha reagito rapidamente alle accuse dell'Olaf. L'avvocato Rodolphe Bosselut, legale di Le Pen ha parlato di «strumentalizzazione» e si è detto «sorpreso della tempistica relativa alla rivelazione» nonché «costernato del modo in cui agisce l'Olaf senza contraddittorio» e su «vicende che risalgono a più di dieci anni fa».

MAPPA DEI RISULTATI DEL PRIMO TURNO DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI FRANCESI

 

In effetti, secondo il legale, l'ufficio europeo contro le frodi avrebbe aperto l'inchiesta nel 2016 e ha interrogato per iscritto la candidata del Rn, nel marzo del 2021. Per questo non si capisce l'interesse di rilanciare la vicenda proprio nel mezzo della campagna elettorale per le presidenziali, che nei sondaggi di ieri segnava per il presidente uscente una intenzione di voto pari al 54,5% mentre per Marine del 45,5. Per il presidente dell'Rn, Jordan Bardella, l'Olaf è «un ufficio contro il quale abbiamo già sporto denuncia in due occasioni» e che ce ne sarà «evidentemente una terza».

 

Nel frattempo anche il Parlamento europeo ha rapidamente reagito all'informazione resa nota da Mediapart e ha annunciato che richiederà «il rimborso delle somme pagate indebitamente».

Il dossier aperto dall'Olaf non è la sola vicenda a sfondo giudiziario che ha investito la campagna elettorale francese.

macron le pen

Il 5 aprile scorso il capo della Procura Nazionale Finanziaria francese (Pnf), Jean-François Bohnert, ha annunciato che il 31 marzo 2022 era stata aperta un'inchiesta preliminare nei confronti di McKinsey e di altre società di consulenza ampiamente utilizzate dallo Stato francese, soprattutto nell'ultimo quinquennio. L'Eliseo è risultato essere uno dei più assidui utilizzatori di tali società. McKinsey è stata accusata di «riciclaggio aggravato da frode fiscale». La società americana, con sede nello Stato del Deleware noto per la bassissima imposizione fiscale, è finita sotto inchiesta anche per la «questione del suo regime fiscale in Francia».

 

L'inchiesta era nata dal rapporto di una commissione del Senato francese sull'influenza delle società di consulenza sulle politiche pubbliche d'Oltralpe. Nel rapporto si leggeva che sebbene McKinsey fosse «fiscalmente soggetta all'imposta societaria (Is) in Francia» i versamenti da essa effettuati erano «pari a zero euro da almeno 10 anni». In seguito i senatori avevano anche fatto appello alla giustizia per un «sospetto di falsa testimonianza» da parte di Karim Tajeddine, direttore di McKinsey Francia e vicino a Macron. Il 18 gennaio scorso, durante un'audizione sotto giuramento davanti alla commissione senatoriale, il manager della società di consulenza aveva dichiarato: «Lo dico molto chiaramente, abbiamo pagato l'imposta societaria in Francia e tutti i dipendenti sono in una società di diritto francese».

 

marine le pen ed emmanuel macron

Più o meno negli stessi giorni in cui esplodeva l'affaire McKinsey, un documentario realizzato dal media francese indipendente Off Investigation aveva sollevato dubbi sul patrimonio di Macron.

 

Questa inchiesta giornalistica non ha avuto seguiti giudiziari. Ma nell'attesa che i dubbi sulle possibile usi indebiti di soldi pubblici da parte della presidenza Macron e dell'ex eurodeputata Le Pen, numerosi intellettuali, sportivi, politici francesi hanno lanciato appelli per denunciare un presunto ritorno del fascismo, in caso di vittoria della candidata Rn.

 

Dopo i 500 artisti, i 50 sportivi e i politici «trombati» come Valérie Pécresse, Anne Hidalgo, Nicolas Sarkozy e altri, sabato scorso è arrivato l'appello-insulto di Mourad Boudjellal, imprenditore attivo nell'editoria e nello sport. Dal palco del meeting organizzato da Macron a Marsiglia, Boudjellal si è rivolto agli elettori di Le Pen dicendo loro: «Guardatevi, siete razzisti!».

MARINE LE PEN MACRONemmanuel macron e marine le pen

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…