pci occhetto d'alema

COME VIVERE, E BENE, SENZA I COMUNISTI – ANTONELLO PIROSO SCODELLA DIECI BUONI MOTIVI PER NON PARTECIPARE ALLA CELEBRAZIONE DEI 100 ANNI DEL PCI - "L'AUTOSTORYTELLING SI NUTRE DI MITI FASULLI, COME L'ESCLUSIVA SULLA GUERRA DI LIBERAZIONE E LA PRESUNTA "SUPERIORITÀ ETICA". I MIGLIORI? A CANCELLARE LE TRACCE DEI PROPRI ERRORI, DI SICURO. CONNIVENZA CON LO STALINISMO? MA QUANDO MAI. DA ZINGA A BETTINI, DA BERSANI A D’ALEMA, L' ILLUSIONE È TRAPASSATA. I FINTI ILLUSI SONO ANCORA TRA NOI…" - IL DAGO-PAMPHLET

Antonello Piroso per la Verità

PALMIRO TOGLIATTI ENRICO BERLINGUER

 

Guida ragionata per (non) partecipare alle celebrazioni dei 100 anni dalla nascita del Pci, Partito comunista italiano.

 

1 Il Pci è stato un partito costituente della prima repubblica (pur essendo nato nel 1921, prima della marcia fascista su Roma) e si estingue con essa: a 70 anni, nel 1991, travolto dallo tsunami provocato dal crollo del muro di Berlino nel 1989, mentre il sistema sarà investito dal ciclone Tangentopoli nel 1992.

 

2 Il Pci è stato l' eterno secondo dello schieramento politico, dietro la Dc. Non è mai andato al governo: al massimo lo ha sostenuto dall' esterno, due volte, con gli esecutivi di solidarietà nazionale di Giulio Andreotti, prima e dopo il sequestro di Aldo Moro nel 1978.

berlinguer

Unico sorpasso: alle europee del 1984 - 11.714.000 voti e il 33.33% contro gli 11.583.000 e il 32.96 della Dc - complice anche la suggestione collettiva innescata dai «funerali di popolo» (due milioni di persone) per la morte improvvisa del segretario Enrico Berlinguer in campagna elettorale.

 

3 Il Pci ha impiegato 63 anni (e quattro leader: Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Luigi Longo, Berlinguer) per diventare, anche se solo per una volta, il primo partito italiano, ma gliene basteranno solo 7 (e due segretari: Alessandro Natta e Achille Occhetto) per scomparire. Come se la lunga marcia l' avesse sfiancato, un colosso dai piedi d' argilla. Ma allora su cosa si è fondata per decenni la pretesa solidità monolitica del Bottegone?

PCI - PROPAGANDA COMUNISTA

 

4 L' auto storytelling del Pci si nutre di alcuni miti. A cominciare da quello della «guerra di Liberazione», come se la cacciata dei nazifascisti non sia stata anche merito degli alleati angloamericani, ma esclusivamente dei partigiani, e manco di tutti: solo di quelli «rossi» della Brigata Garibaldi (tra questi, mio nonno). C' è voluto il presidente Carlo Azeglio Ciampi per dare dignità al sacrificio dei militari italiani a Cefalonia dopo l' 8 settembre 1943: rifiutarono di consegnare le armi ai tedeschi, caddero in almeno 6.500.

 

angelo palma militanti del pci negli anni settanta

5 Nessuno nega che molti militanti del Pci abbiano pagato con la vita il loro impegno, e non soltanto durante la Resistenza: si pensi ai dirigenti assassinati dalla mafia come Pio La Torre o, negli anni del terrorismo, a Guido Rossa, sindacalista comunista, pronto a denunciare i fiancheggiatori delle Brigate rosse all' Italsider di Genova. A risultare intollerabile è la pretesa -"egemonica», per usare un concetto gramsciano - del monopolio sulle battaglie contro la criminalità organizzata e negli anni di piombo. Anche perché bisognerebbe non dimenticare quanto scritto da Rossana Rossanda sul Manifesto durante il sequestro Moro: «A leggere i comunicati delle Br si ha l' impressione di sfogliare un album di famiglia» .

 

Giuliano Ferrara ai tempi del Pci con Berlinguer e Fassino

6 Altro mantra fondativo: la «diversità», da cui discende come corollario la «superiorità etica» di dirigenti e militanti. Diversi perché migliori, Togliatti «il Migliore» per antonomasia. A cancellare le tracce dei propri errori, di sicuro. Connivenza con lo stalinismo? Ma quando mai. Il silenzio sulla repressione in Ungheria nel 1956 e in Cecoslovacchia nel 1968? Passiamo oltre. Si arrivò solo alla contorta ammissione berlingueriana, peraltro solo nel 1981: «La capacità di rinnovamento delle società dell' Est ha esaurito la sua spinta propulsiva», come se non stesse parlando del golpe comunista del generale Wojciech Jaruzelski in Polonia, ma del lancio di un vettore spaziale. Il tutto nel rispetto del totem del «centralismo democratico»: il partito dettava la linea, e amen. A chi non era d' accordo, veniva indicata la porta, come successe con i dissidenti del Manifesto, in testa proprio Rossanda, radiati per «frazionismo» nel 1969, colpevoli tra l' altro di aver criticato la linea tiepida sui morti di Praga.

Finocchiaro 1987 alla Camera col Pci

 

roberto d'agostino cover

7 E la retorica sulle «mani pulite», l' onestà, il «buon governo» nelle regioni rosse? In realtà, una perfetta macchina organizzativa, anche del consenso, che si basava sulla logica di appartenenza. Per farsene un' idea, basterebbe la lettura di Falce e carrello, scritto dal fondatore di Esselunga Bernardo Caprotti, sugli ostacoli incontrati nel fare impresa causa opposizione del sistema delle cooperative rosse, accusate tra l' altro di veicolare i finanziamenti occulti in arrivo dall' Est. E anche sorvolando sul coinvolgimento del dirigente Primo Greganti nella Tangentopoli con epicentro a Milano, che dire della valigetta con un miliardo di lire di Raul Gardini entrata nella sede del partito a Roma, «e arrivata ai piani alti» (così Antonio Di Pietro)? E della sentenza di condanna per fatti antecedenti, 1987, ovvero le tangenti prese dal Pci sugli appalti per i lavori della metropolitana milanese?

prestito al pci

 

8 Cosa aggiungere sul «consociativismo», la partecipazione del Pci alla spartizione di posti, leggi lottizzazione, negli enti pubblici tipo la Rai?

E della longa manus sul più grande dei sindacati, la Cgil? E dell' influenza diretta sull' intelligencija nostrana? Pescando a caso nel nutrito elenco: Giulio Einaudi, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Luchino Visconti, Ettore Scola, Renato Guttuso...

 

ANTONELLO PIROSO

9 Sbriciolatisi il muro di Berlino e l' Urss, sepolta dalle macerie la prima repubblica, dal momento che si capì Come vivere - e bene - senza i comunisti, pamphlet provocatorio di Roberto D' Agostino, il Pci si dissolse. Per mimetizzazione. Trasformandosi prima in Pds, segretari: Occhetto e poi Massimo D' Alema.

Poi in Ds, segretari: D' Alema e poi Walter Veltroni, già capo dell' ufficio propaganda del Pci, che nel 2011 negherà in una lettera a La Repubblica di essere mai stato «ideologicamente» comunista. A seguire Piero Fassino, un altro comunista della vecchia scuola (capace di scrivere nella sua autobiografia del 2003 Per passione:

 

manifestazione pci

«Sono nato nel tempo dell' uva matura, il 7 ottobre 1949, lo stesso giorno, mese e anno in cui nasceva la Repubblica democratica tedesca», mica cotica, che è il modo con cui i romani esprimono il loro «hai detto niente!"), che accompagnerà i Ds alla fusione con la Margherita di Francesco Rutelli nel Pd, primo segretario, ça va sans dire: l' ex-non comunista Veltroni.: Il Pd, erede del Pci, negli ultimi 10 anni è riuscito a governare per 8 (insieme a chi ha compiuto scissioni alla sua sinistra): dall' appoggio all' esecutivo di Mario Monti, alla presenza in quelli di Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte, con la sola eccezione del precedente di Giuseppi.

BETTINO CRAXI ENRICO BERLINGUER

 

Ma, al solito, chiamandosi fuori da ogni responsabilità: la politica è in crisi? Prevale il populismo? E che colpa abbiamo noi?, sembrano gorgheggiare molti suoi esponenti, come la band dei Rokes.

 

In prima fila, gli ex comunisti: Zingaretti, che - come il fido Goffredo Bettini - proviene dalla Fgci, l' organizzazione giovanile del Pci (che formava i suoi quadri anche alla scuola delle Frattocchie, frazione alle porte di Roma). D' Alema, che ancora sale in cattedra: «Non si manda via l' uomo più popolare del Paese (Giuseppe Conte) per volere del più impopolare (Renzi)», frase che pronunciata da chi fa parte di un partito - Leu, Liberi e uguali - sotto il 3% nei sondaggi proprio come la renziana Italia viva, suona vagamente spiazzante. Pier Luigi Bersani, che secondo i maligni sarebbe il suggeritore di più di una mossa del ministro della Salute Roberto Speranza, in passato ai vertici della Sinistra giovanile dei citati Ds.

dalema

 

MoraleIl passato di un' illusione, è stata la sentenza sul comunismo dello storico francese François Furet nel 1995. L' illusione è trapassata. I finti illusi sono ancora tra noi.

chicco testa ai tempi del pcidalemawalter veltroni legge il suo libro con i suoi articoliachille occhetto massimo d'alemaachille occhetto leoluca orlando fausto bertinottiACHILLE OCCHETTOachille occhetto foto di baccoNAPOLITANO AL TELEFONO AI TEMPI DEL PCI jpeg

 

Bettini e Zingaretti ACHILLE OCCHETTO E MASSIMO DALEMAcapalbio bacio occhetto

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