lara comi

COMI NON DETTO – CHI È, CHI NON È E CHI HA FATTO FINTA DI ESSERE LARA COMI, CHE È PASSATA DALL’ESSERE UNA STELLA NASCENTE DELLA POLITICA A ESSERE SCARICATA COME “AVIDA E CATTIVA” DOPO L’ARRESTO – PER ANNI HA RAPPRESENTATO LA FACCIA PRESENTABILE DEI GIOVANI AZZURRI E NEL 2014 PRESE 83MILA PREFERENZE – I RAPPORTI TESI CON LA RONZULLI, LA PASSIONE PER IL CALCIO FEMMINILE E LO STALKER CHE L’HA PERSEGUITATA PER MESI...

1 - ASCESA (E CADUTA) DI LARA L'IMBARAZZO DI FORZA ITALIA E LE AGGRESSIONI SUI SOCIAL

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”

 

LARA COMI

«Brava, preparata, simpatica, capace di piacere» ma pure «interessata, presenzialista, una che sgomitava» o addirittura «avida, cattiva, litigava con tutti». Nel giorno più nero Lara Comi divide il suo partito, Forza Italia, lasciato a giugno dopo il voto delle Europee, e che oggi preferisce dimenticarla, non dedicandole nemmeno una dichiarazione di vicinanza, o un invito alla cautela nel giudizio, ma piuttosto un silenzio imbarazzato: «Comunque con noi non aveva più a che fare».

lara comi prende in braccio alessandra mussolini a madrid

 

Nessuno vuole parlare in pubblico dei rapporti con la giovane e rampante ex europarlamentare che per anni ha rappresentato la faccia carina, pulita e sveglia dei giovani azzurri, con piacere ospitata nelle tivù come sui palchi dai quali parlava Berlusconi lodandone le virtù. Classe 1983, nata a Garbagnate Milanese, approdata giovanissima - a 19 anni - già a ruoli chiave nel partito (era portavoce azzurra a Saronno), la Comi alternava studio e politica: «Sin dal liceo ha fatto parte del mio Dna».

silvio berlusconi lara comi

 

Una laurea triennale in Economia alla Cattolica di Milano, la specializzazione alla Bocconi, l' impegno «totale» che - questo lo riconoscono tutti - metteva nella politica non passavano inosservati. Fu rapidissima quindi la sua ascesa: assistente di Mariastella Gelmini per quattro anni, responsabile del movimento giovanile lombardo nel 2004, Lara Comi fa il grande salto nella politica alle Europee del 2009. Sotto l' ala protettiva di Silvio Berlusconi, con 63 mila preferenze, vola a Bruxelles mentre infuria a Roma la polemica sulle candidate veline e si prepara lo scandalo Ruby.

LARA COMI ENTRA AD ARCORE

 

Ma lei no, non ne fu mai sfiorata. Bella, simpatica, grande lavoratrice, capace di districarsi nei meandri complessi della burocrazia europea e insieme di rappresentare la faccia fresca del partito, con durezza (come quando si gettava all' assalto dei centri sociali) o con un pizzico di malizia (quando rivelava di essersi lasciata col suo fidanzato annunciando che «Adesso sono di nuovo sul mercato») la Comi sapeva come essere protagonista.

 

LARA COMI

Lo fu sicuramente alle elezioni, quelle che nel 2014 videro la sua rielezione in Europa con un boom di preferenze: ben 83 mila, stavolta facendo «tutto da sola», un successo oltre le aspettative (sorpassò anche la collega Licia Ronzulli, con la quale i rapporti erano tesi), che la portò a diventare vicecapogruppo del Ppe e responsabile del partito a Varese, sotto l' ala del potente «ras» locale Nino Caianello. Poi, il primo grosso inciampo: nel 2017 finì nei guai per aver assunto nel 2009 e per un anno come assistente parlamentare sua madre. Si scusò e restituì a rate i 126 mila euro percepiti, e ottenne comunque la ricandidatura nel 2019, e ben 32 mila voti, nonostante fosse finita sotto inchiesta proprio in campagna elettorale.

LARA COMI MARCO BONOMETTI

 

LARA COMI

Berlusconi fiutò l' aria e decise di optare per il collegio del Nord-Ovest, impedendone la rielezione, lei contestualmente si sospese dal partito. Ed è stato l' inizio della fine, suggellato ieri con l' arresto. Accolto appunto con l' indifferenza dei colleghi ma dal grido sdegnato dei social.

silvio berlusconi e lara comi vicini vicini

 

Proprio ieri, ha fatto sapere il suo avvocato, il papà di Laura Comi ha dovuto subire una delicata operazione, e lei nei giorni scorsi su Facebook gli aveva dedicato un post: «Forza papà. Combatteremo insieme». Un invito a nozze per i 600 e più che in calce al saluto la accusano di «buttarla sul patetico», di essere «cinica», esplodono di «godimento», le augurano di «marcire in galera». «Terribili», è il commento finale di Lara Comi, nella giornata più lunga della sua vita, in cui c' è posto solo per il silenzio, o la gogna.

 

2 - LARA, L'ENFANT PRODIGE DELLE RAGAZZE DI B. RISPARMIATA DAL "CIARPAME SENZA PUDORE"

Gianluca Roselli per "il Fatto Quotidiano”

 

Era anche lei nella squadra delle ragazze che B. voleva candidare alle Europee 2009.

LARA COMI

Una nutrita truppa di almeno una decina. Alcune vennero escluse per la reazione di Veronica Lario, che all' Ansa definì la carica delle giovanissime "ciarpame senza pudore". Ma lei no: insieme a Licia Ronzulli e Barbara Matera si salvò e venne eletta a Strasburgo con 63.158 preferenze alla tenera età di 26 anni. Lara Comi, però, si è sempre considerata diversa dalle cosiddette "veline" dell' ex Cavaliere.

 

LARA COMI E MARCO BONOMETTI

Siamo nel 2009 e l' impero berlusconiano è al suo apice: nonostante le voci su presunte serate allegre, il Caimano domina incontrastato la politica italiana. Ha pure deciso, quell' anno, di festeggiare per la prima volta il 25 aprile facendosi immortalare a Onna, comune terremotato in Abruzzo, col fazzoletto da partigiano al collo. Le Europee, però, sono alle porte e il Pdl è in cerca di giovani leve. Ne vengono selezionate un tot, cui i big del partito accettano di dare lezioni. Ci sono Franco Frattini, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello e Renato Brunetta. "Ho fatto lezione per 4 ore, sono esausto. Per andare in bagno alzavano la mano. Una l' ho sgridata perché masticava la gomma.

lara comi marco bonometti 1

 

La più brava? Lara Comi", disse all' epoca Brunetta (come racconta Marco Travaglio in Papi, uno scandalo politico). Libero in quei giorni titola sereno: "Il piano di Silvio per piazzare tutte le veline". Poi Comi viene intervistata dal Giornale: "Io, superlaureata, difendo le veline che fanno politica".

silvio berlusconi e lara comi

 

Veronica Lario, però, non pare essere d' accordo tanto da sferrare un primo attacco, il 28 aprile, seguito poi da quello definitivo, la conversazione con Repubblica del 3 maggio in cui, annunciando la richiesta di divorzio, parla di "figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere successo, notorietà e crescita economica". E da lì fu l' inizio della fine.

LARA COMI E NINO CAIANELLO

 

LARA COMI

Lara Comi, dicevamo, ha sempre rifiutato questo identikit. E in effetti nella mole di intercettazioni e verbali su Bunga Bunga e dintorni il suo nome non c' è. Spunta, però, una foto che la ritrae in vacanza con Roberto Formigoni, con cui ha un forte legame.

lara comi in visita a uno stabilimento balneare invisibile

Nata a Garbagnate Milanese nel 1983, inizia a fare politica a 19 anni, come portavoce di Forza Italia a Saronno, hinterland di Milano.

 

LARA COMI

Da qui entra nelle grazie di Mariastella Gelmini che la prende come sua assistente. A 21 anni è già alla guida dei giovani forzisti della regione. Nel frattempo si laurea due volte: alla Cattolica in Scienze economiche e alla Bocconi in Economia dei mercati internazionali. Ma riesce pure a lavorare, diventando "brand manager" della Giochi Preziosi. "Ho conosciuto Berlusconi nel 2004, a San Siro, dopo Milan-Brescia: fu scudetto!", raccontò lei. "Lara Comi ha due lauree, ha coordinato i giovani azzurri, è dirigente della Giochi Preziosi e non è mai andata in tv", disse di lei Silvio per giustificarne la repentina ascesa e la candidatura. Prima ci prova alle Politiche del 2008 alla Camera, ma non ce la fa.

 

elvy bentani lara comi

L' anno dopo è in Europa. Ma siccome Strasburgo è lontana e a 26 anni ci si può sentire soli, decide di assumere sua madre come assistente parlamentare nonostante la legge lo vieti. Quando scoppia lo scandalo, nel 2017, deve restituire 126 mila euro, la cifra incassata dalla genitrice. A Strasburgo, però, verrà riconfermata nel 2013 con 83.987 preferenze. Mentre nel 2019 risulterà la prima dei non eletti.

 

Appassionata giocatrice di calcio femminile, il suo viso angelico da brava ragazza della porta accanto le ha però procurato anche un doloroso problema personale: uno stalker (tale Giovanni Bernardini, imprenditore veneto, ex candidato sindaco a Jesolo per Sel) l' ha perseguitata per mesi tanto da essere arrestato e condannato. "Ho vissuto un incubo che non auguro a nessuno", ha dichiarato Comi sulla vicenda. Ora agli arresti è finita lei.

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO