sylvie goulard ursula von der leyen dombrovskis

LA COMMISSIONE HA IL CUORE IN GOULARD - L'EUROPA RESTA UNA DIARCHIA GUIDATA DA URSULA E SYLVIE, CON AL GUINZAGLIO IL MASTINO DOMBROVSKIS (GENTILONI COMPARSA SORRIDENTE) - MACRON HA IMPOSTO LA SUA AVATAR, CON QUALCHE PROBLEMA GIUDIZIARIO, E LE HA AFFIDATO POTERI INEDITI. ALL'ITALIA CHI CI PENSA? GENTILONI? MAGARI! SARÀ DIRETTAMENTE URSULA A PROTEGGERE IL GOVERNO APPENA NATO. A UNA CONDIZIONE...

 

1. L'EUROPA RESTA UNA DIARCHIA: SARANNO URSULA E SYLVIE GOULARD A GUIDARE LA COMMISSIONE, CON L'AUSILIO DEL MASTINO DOMBROVSKIS (GENTILONI COMPARSA SORRIDENTE)

 

DAGONEWS - Mentre l'Italia festeggia per aver incassato la (fu) importantissima Commissione per gli Affari Economici, a Bruxelles si muovono i veri poteri che contano: Macron ha piazzato Sylvie Goulard, una delle prime a credere alla sua En Marche!, al Mercato interno. Il ruolo è stato potenziato con nuove deleghe inedite, tanto da avere la responsabilità della politica industriale, digitale, difesa e aerospazio.

romano prodi sylvie goulard

 

Se pensavate che alla Francia bastasse la presidenza della BCE come poltrona pesantissima, non avete fatto i conti con l'Eliseo: una Commissione a guida tedesca, con l'avatar di Angela Merkel Ursula von der Leyen, doveva essere ''puntellata'' dai francesi. E a farlo ci è andata un'altra ex ministra della Difesa, sebbene per pochissimo tempo.

 

A proposito di difesa, chi difenderà l'Italia dal rigore assoluto predicato dal vice-presidente Dombrovskis, messo a guardia dei bilanci pubblici per conto di Olanda, Finlandia e Austria? Forse Gentiloni, che a Dombrovskis deve rispondere? Magari! A garantire il nostro paese, e il suo attuale assetto politico, sarà direttamente Ursula: nei negoziati per la nascita del governo giallo-rosso si è parlato esattamente di questo.

emmanuel macron sylvie goulard

 

Saranno la Germania – dove pure c'è un fronte che predica più spesa e meno rigore – e la presidenza della Commissione con i suoi poteri più ampi degli altri, a garantire un futuro al Conte-bis, attraverso una flessibilità inimmaginabile fino a poche settimane fa. In cambio dello scalpo di Salvini, la von der Leyen permetterà all'Italia di aumentare il deficit, ma alla condizione di spendere in investimenti pubblici, e di fare riforme che aumentino la produttività. Appena dovessero annusare nuovo welfare, nuovi pensionati, nuova spesa corrente, da Bruxelles sono pronti a calare la scure pure su questo governo.

 

SYLVIE GOULARD URSULA VON DER LEYEN

Certo, di fronte a questa dimostrazione di forza, non tutto è così lineare: proprio come Ursula è passata solo per 9 voti (grazie ai 14 grillini che hanno evitato a socialisti e popolari una sconfitta storica e umiliante), così la Goulard rischia qualcosa nel passaggio (non vincolante) all'Europarlamento, per quella stessa inchiesta che l'ha costretta alle dimissioni da ministro. Ma pare difficile che la maggioranza appena insediata si faccia bocciare una commissaria così importante.

 

 

 

2. AMPI POTERI A GOULARD, DAL MERCATO ALL' INDUSTRIA

Stefano Montefiori per il ''Corriere della Sera''

 

IL LIBRO DI MARIO MONTI E SYLVIE GOULARD

Con la nomina a commissaria al Mercato interno, responsabile della politica industriale, del digitale, dell' industria della difesa e dello spazio, la francese Sylvie Goulard riceve un portafoglio chiave, di dimensioni inedite, e vede premiata una intera carriera di «europea appassionata e convinta», come ha sottolineato la presidente Ursula von der Leyen.

 

Oggi vicegovernatrice della Banca di Francia, sostenitrice della prima ora di Emmanuel Macron, la 54enne Goulard - nata Grassi, origini italiane - parla correntemente tedesco, inglese e italiano e vanta un curriculum con pochi confronti a livello europeo: dopo gli studi a Sciences Po e all' Ena, Goulard è entrata al ministero degli Affari esteri e ha fatto parte della squadra di diplomatici che ha negoziato la riunificazione tedesca; consigliera politica di Romano Prodi quando questi era presidente della Commissione, ha poi lavorato con Mario Monti a Bruxelles, scrivendo con lui il libro «Democrazia in Europa»; eurodeputata dal 2009 per i centristi del MoDem, un anno dopo ha fondato con Daniel Cohn-Bendit, Isabelle Durant e Guy Verhofstadt il gruppo federalista «Spinelli», e a Strasburgo si è distinta per le prese di posizione in difesa della parità uomo-donna.

MONTI GOULARD

 

Soddisfazione dell' Eliseo per il «posto chiave ed essenziale» andato a Sylvie Goulard, che dovrà però sottomettersi all' esame dei parlamentari di Strasburgo. Il superamento della prova potrebbe rivelarsi per lei più complicato che per altri commissari designati, perché Goulard è ancora coinvolta nella vicenda degli impieghi fittizi del MoDem, che nel 2017 le è costata il posto di ministra della Difesa dopo solo un mese. Fu lei a dimettersi, e ha rimborsato di sua volontà 45 mila euro al Parlamento europeo, ma il caso non è chiuso. Proprio ieri, nella giornata della nomina a Bruxelles, Goulard è stata sentita dalla polizia anti-corruzione di Nanterre.

 

 

APPENA NOMINATA EUROCOMMISSARIO SYLVIE GOULARD RISCHIA LA BOCCIATURA

PRESENTAZIONE DEL LIBRO LA DEMOCRAZIA IN EUROPA DI MARIO MONTI E SYLVIE GOULARD

Antonio Grizzuti per ''La Verità''

 

Problemi in vista per la neonata Commissione europea. Proprio mentre Ursula von der Leyen annunciava la composizione della squadra, uno dei membri del suo team si trovava sotto interrogatorio. Biglietto da visita peggiore non poteva esserci per il commissario designato da Parigi Sylvie Goulard, che proprio martedì si è trovata faccia a faccia con gli inquirenti. Come riportano diversi media transalpini, la Goulard è stata chiamata a chiarire il proprio ruolo nella vicenda sul presunto abuso nell' utilizzo di fondi ricevuti mentre in carica come europarlamentare. Per via di questo scandalo, a giugno del 2017 (appena un mese dopo la nomina) aveva rassegnato le dimissioni dalla carica di ministro della Difesa.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO LA DEMOCRAZIA IN EUROPA DI MARIO MONTI E SYLVIE GOULARD

 

Sfortunata coincidenza o giustizia a orologeria? C' è da dire che da quando la Goulard è stata designata da Emmanuel Macron per ricoprire l' ambito ruolo europeo, in patria non si fa che parlare dell' opportunità della nomina.

 

L' ex ministro avrebbe utilizzato i fondi ricevuti quando sedeva tra i banchi di Strasburgo per pagare lo stipendio almeno di un assistente parlamentare che, in realtà, svolgeva incarichi per il MoDem (il partito di cui il neo commissario faceva parte) in territorio francese. Collaboratore stipendiato con i soldi europei (e dunque di tutti i contribuenti, compresi quelli italiani), ma che con le istituzioni continentali non aveva proprio nulla a che fare.

 

PAOLO GENTILONI URSULA VON DER LEYEN

La Goulard si è difesa spiegando che quelle cifre erano a servite a pagare Stephane Therou, il suo ex assistente nella circoscrizione locale, per evitare che questi terminasse improvvisamente il rapporto di lavoro e rimanesse senza stipendio. Ma lei stessa non ha saputo specificare quale tipo di attività abbia svolto Therou mentre lei era a Strasburgo. Successivamente l' uomo è diventato capo dello staff di Francois Bayrou, fondatore di MoDem, anch' egli dimessosi nel 2017 dal suo incarico di governo (ministro della Giustizia) per via dello stesso scandalo.

 

Poco importa se la Goulard ha restituito 45.000 euro al Parlamento europeo a titolo di rimborso di queste somme. La transazione viene semmai considerata alla stregua di un' ammissione di colpevolezza. Poco più di una settimana fa la notizia dell' interrogatorio di Stephane Therou, poi quello dell' ex ministro e nei prossimi giorni, almeno stando a quanto riferisce la stampa d' oltralpe, dovrebbe essercene anche per Bayrou e il suo braccio destro Marielle de Sarnez. Tutti elementi che fanno scommettere su una decisa, e forse clamorosa, accelerazione dell' indagine.

 

Nei giorni successivi all' annuncio della nomina a commissario, era saltata fuori un' altra vicenda alquanto oscura a carico di Goulard, risalente ancora una volta ai tempi del mandato a Strasburgo. Tra ottobre 2013 e la fine del 2015, le dichiarazioni di interessi finanziari presenti sul sito dell' Europarlamento rivelano la presenza di compensi «maggiori di 10.000 euro lordi al mese» per il think tank Nicolas Berggruen institute. Una montagna di soldi per finanziare non ben precisate conferenze e incontri di lavoro.

giuseppe conte e ursula von der leyen a bruxelles

Guarda caso, tra i partecipanti alle attività dell' organizzazione figura l' ex premier Mario Monti, con il quale la nostra può vantare di aver cofirmato un libro.

 

Fino a oggi la Goulard è sempre caduta sul morbido. Basti pensare che qualche mese dopo il caso scoppiato nel 2017 Macron l' ha nominata vicegovernatore della Banca di Francia. Ora l' incantesimo potrebbe spezzarsi. Tra i corridoi di Strasburgo si vocifera di una possibile bocciatura della sua nomina da parte della commissione parlamentare competente. Eventualità confermata ieri anche dall' autorevole Politico, che tra i nomi in bilico annovera anche Paolo Gentiloni, giudicato da Markus Feber (Ppe) «incapace di togliere l' economia italiana dalla depressione», precedente che «non fa ben sperare per la nomina a commissario».

 

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...