mario draghi concessioni balneari

CONCORRENZA ALL’ULTIMA SPIAGGIA - PER FAR DIGERIRE IL DDL CONCORRENZA AI PARTITI DRAGHI TOGLIE DAL PIATTO GLI INTERVENTI IMMEDIATI SUGLI STABILIMENTI BALNEARI E SUGLI AMBULANTI, CIOÈ I DUE CAPITOLI PIÙ OSTICI PER LA MAGGIORANZA DI GOVERNO - SI PARTE DA “UN’OPERAZIONE TRASPARENZA” SU TUTTE LE CONCESSIONI BALNEARI IN ESSERE…

Roberta Amoruso e Marco Conti per “il Messaggero”

 

concessioni balneari

Per ora niente gare. Il ddl concorrenza non prevede interventi immediati sugli stabilimenti balneari e gli ambulanti. Restano fuori due dei capitoli più difficili del confronto all'interno della maggioranza di governo.

 

Si parte però da «un'operazione trasparenza» su tutte le concessioni balneari in essere, secondo quanto emerso ieri nel corso della cabina di regia a Palazzo Chigi sul provvedimento tra il premier Mario Draghi e le forze della maggioranza in vista dell'approvazione nel Consiglio dei ministri di oggi. Si tratta dunque di mettere in campo una mappa completa per avere un quadro chiaro di chi detiene le concessioni, da quanto tempo e a quale costo.

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

 

Così il metodo Draghi sembra aver funzionato anche con il ddl concorrenza, uno dei dossier chiave del Recovery: è bastato di fatto rinviare ancora il dossier Bolkestein, la direttiva europea del 2006 che impone di bandire gare per concedere beni pubblici come le spiagge, per superare il confronto anche aspro della vigilia, si è deciso di procedere inizialmente con una mappatura dell'esistente che durerà mesi.

 

concessioni balneari

Da tempo Bruxelles ha aperto a una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per la mancata applicazione della direttiva e l'assenza di gare per le concessioni balneari. «Valuteremo anche sulla base di alcune sentenze», aveva fatto sapere Draghi a inizio ottobre riferendosi alla riunione del Consiglio di Stato per esprimersi sulla legittimità della proroga delle concessioni balneari fino al 2033 deliberata ai tempi del governo giallo-verde. Pronunciamento rimandato di 20-30 giorni.

 

salvini draghi

C'è però anche un motivo politico che ha spinto il premier alla cautela ed è l'avversione della Lega alla direttiva Ue che per il Carroccio è una battaglia identitaria ancor più di Quota 100. Rimangono fuori dal provvedimento anche le semplificazioni per i porti e il capitolo notariato.

 

Mentre sono ancora da discutere le norme sulla sanità e i trasporti. Nella bozza c'è una delega sul trasporto pubblico non di linea, ossia taxi e noleggio con conducente, ora in bilico. Rimangono del ddl, invece il tema dei servizi pubblici locali, con la razionalizzazione del ricorso all'in-house.

 

LA SANITÀ

concessioni balneari

Ma c'è anche l'accreditamento delle strutture sanitarie private e distribuzione dei farmaci. Ed è inclusa la norma anti-discrezionalità nella nomina dei primari. Nel testo di 34 articoli, sono al momento previste anche le deleghe per i servizi di gestione dei rifiuti e per interventi di realizzazione delle reti in fibra ottica.

 

LE RETI TLC

Con un doppio articolo del provvedimento si punta poi con paletti precisi a una stretta nella parità di accesso alle super reti in fibra. L'obiettivo è rendere la vita molto più difficile ai gestori di un'infrastruttura, che sia idrica, elettrica, stradale, o ferroviaria, ma anche e agli operatori di rete tlc che volessero negare l'accesso a un'altra compagnia di telecomunicazioni. L'eventuale rifiuto a un concorrente l'accesso per ospitare elementi di rete ad alta velocità dovrà essere motivato per iscritto e in tempi brevi.

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Rifiuti immotivati non sono più ammissibili in vista delle esigenze di digitalizzazione del Paese e della gara per i fondi del Piano di ripresa e resilienza in arrivo all'inizio del 2022.

 

LE CENTRALI

C'è una svolta, poi sul fronte delle centrali idroelettriche, con l'accelerazione dei tempi entro cui le Regioni devono indire le gare. Ma arriva anche il rafforzamento dei poteri sostitutivi, che consentono allo Stato di intervenire laddove le Regioni siano in ritardo. Dunque, se le Regioni sono inefficienti nell'avviare le gare per le concessioni, queste passano allo Stato.

 

concessioni balneari 1

Sul fronte delle gare per la distribuzione del gas, il governo punta a un sistema di incentivi all'avvio delle procedure pubbliche. Ma c'è l'ok anche sull'Rc auto e sull'ampliamento del rimborso diretto. Problemi, nel corso della riunione della cabina di regia, anche sul fronte della gestione dei rifiuti con Pd e Iv contrari allo spacchettamento del ciclo.

concessioni balneari

Ultimi Dagoreport

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…