IL CONCORSO DEI MIRACOLI PER LA "STIPENDIOPOLI" PD METTE NEI GUAI ZINGARETTI: LO SCANDALO PUNTA DRITTO VERSO LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE GUIDATA DAL DEM BUSCHINI - NEL LAZIO ASSUNTI 24 MILITANTI DOPO LA SELEZIONE DI UN PICCOLO COMUNE E TRA I 90 IDONEI IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO PESCA 16 FUNZIONARI – IL CASO DEL COMUNE DI GUIDONIA CHE ASSUME ALTRE 8 PERSONE DALLA STESSA GRADUATORIA E LI CHIAMA…

Giuseppe Marino per "il Giornale"

 

nicola zingaretti

Il trucco è chiaro nella sua semplicità: un piccolo Comune bandisce un concorso. Partecipano in massa eletti, militanti e portaborse di un partito, ma non ci può essere posto per tutti in un Comune che non arriva a quattromila abitanti. Fa niente: in questo caso, davvero, l' importante è partecipare (e risultare idonei).

 

Pochi giorni dopo la pubblicazione della graduatoria, altri enti, casualmente, decidono di assumere sfruttando la norma che consente di ricorrere alla graduatoria dell' ultimo bando di concorso dello stesso territorio. E il gioco è fatto.

 

Alla Regione Lazio ormai lo chiamano tutti «concorso dei miracoli»: l' esame che ha moltiplicato i pregiati posti di lavoro pubblico a tempo indeterminato e ne ha distribuiti almeno 24, in gran parte tra chi ha la tessera del Pd. Fino a prova contraria, in modo del tutto legale. L' epicentro della vicenda è Allumiere. In 300 si presentano per un posto nel paesino dell' hinterland a nord di Roma e il 14 dicembre viene stilata la graduatoria che ha una particolarità: i vincitori sono cinque, tutti della zona, ma c' è un numero spropositato di idonei, quasi novanta, che arrivano da zone diverse del Lazio.

 

NICOLA ZINGARETTI

Nei giorni successivi accade il vero miracolo: il Consiglio regionale del Lazio decide di assumere sedici funzionari e per farlo pesca, come prevede la legge, dagli ultimi concorsi. Il grosso delle chiamate arriva ai fortunati idonei del concorso dei miracoli. Tra i prescelti il segretario del Pd di Trevignano romano Matteo Marconi, l' assessore dem di San Cesareo Arianna Bellia, Augusta Morini assessora Pd di Labico, Paco Fracassa segretario piddino di Allumiere.

 

Ma, soprattutto, c' è un lungo elenco di nomi di consulenti a tempo determinato della presidenza del Consiglio della Regione Lazio guidata dal Pd Mario Buschini, o provenienti dal suo collegio elettorale, la provincia di Frosinone. A chiudere il cerchio c' è un dettaglio inquietante: il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini, da tre anni lavora con Buschini.

 

NICOLA ZINGARETTI

Ma quella che è stata battezzata «stipendiopoli Pd», pare più ancora più ampia. A sorpresa alcuni candidati rifiutano il posto. Come Marco Palumbo, consigliere comunale di Roma e presidente della Commissione trasparenza, uno dei «moralizzatori Pd» che con una firma dal notaio ha posto fine alla carriera da sindaco di Ignazio Marino, o l' altro dem Massimo D' Orazio, collaboratore di Buschini e assessore a Isola del Liri, paese del frusinate che dista 190 km da Allumiere o Matteo Manunta, ex consigliere comunale 5s di Civitavecchia e collaboratore di un altro pezzo grosso della Regione, il vicepresidente grillino David Porrello. Uomini fortunati perché, solo cinque giorni dopo il loro rifiuto, il Comune di Guidonia, assume altre otto persone dalla stessa graduatoria e li chiama.

MAURO BUSCHINI

 

Lo scandalo emerge e il Consiglio regionale difende le assunzioni: tutto in regola. Ma ora si scopre che al meccanismo hanno partecipato altri Comuni del Lazio, per lo più a guida Pd o 5s e ci sarebbe almeno un' assunzione legata a un altro vicepresidente, il leghista Giuseppe Cangemi. A denunciare il caso però sono stati anche esponenti della Lega, come Fabrizio Santori e Arianna Cacioni, capogruppo a Guidonia.

 

Nicola Zingaretti tace ma sarebbe in grave imbarazzo, vista la dinamica dello scandalo che punta dritto verso la presidenza del Consiglio regionale.

 

Anche perché modi e tempi della vicenda farebbero presupporre una regia nelle assunzioni scaglionate tra più enti. «La mancanza di alcuni documenti concorsuali e le modalità di questa storia - attacca la consigliera regionale Chiara Colosimo di Fratelli d' Italia - sono tali da richiedere un chiarimento immediato.

 

E credo che anche nel Pd ci sia chi in queste ore è in forte imbarazzo».

MARCO PALUMBO

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?